laura santi angelo cardinale bagnasco

UN LETTORE SCRIVE A “REPUBBLICA”, PER CRITICARE LE PAROLE DI “DUREZZA INCONCEPIBILE” CHE IL CARDINALE BAGNASCO HA USATO PER PARLARE DEL SUICIDIO ASSISTITO DI LAURA SANTI, E FRANCESCO MERLO CI METTE IL CARICO: “A ME PARE CHE, NON SOLO SUL FINE VITA, QUELLA DEL CARDINALE BAGNASCO SIA UNA CHIESA DI RETROGUARDIA, LA STESSA CHE ORGANIZZAVA LA PIAZZA CONTRO GLI OMOSESSUALI. BAGNASCO NON TRATTA LA SOFFERENZA, LA DOLENTE SCELTA DI LAURA SANTI E IL SUO CORAGGIO CON L'AMORE E LA GENEROSITÀ CHE CI ASPETTEREMMO DA UN VECCHIO SACERDOTE ITALIANO. VEDO NEL FONDAMENTALISMO DI BAGNASCO UNA POVERTÀ DI SPIRITO, UNA PAURA DELLA LIBERTÀ CHE, PER CHI CI CREDE, IL BUON DIO HA LASCIATO ALLE SUE CREATURE”

Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”

angelo bagnasco

 

Caro Merlo, la commozione per Laura Santi e per il suo suicidio assistito, si è infranta sulla durezza inconcepibile del cardinale Bagnasco che su Repubblica la riduce a "questa persona". Non c'è un minimo accenno di umana (e cristiana) pietà verso le sofferenze di questa donna e del diritto di ciascuno di noi all'autodeterminazione. La vita è nostra, ci appartiene, il cardinale se ne faccia una ragione.

Emanuele Aliotta, San Gillio

 

Risposta di Francesco Merlo

A me pare che, non solo sul fine vita, quella del cardinale Bagnasco sia una Chiesa di retroguardia, la stessa che organizzava la piazza contro gli omosessuali, ma non c'è ragione di non rispettarlo negandogli "un minimo accenno di umana (e cristiana) pietà verso questa donna". È però vero che Bagnasco è più severo che carezzevole e non tratta la sofferenza, la dolente scelta di Laura Santi e il suo coraggio con l'amore e la generosità che ci aspetteremmo da un vecchio sacerdote italiano.

 

francesco merlo

Vedo invece nel fondamentalismo di Bagnasco, sospettoso e diffidente, un'insicurezza di sé dalla quale la Fede dovrebbe metterlo al riparo, una debolezza, una povertà di spirito, una paura della libertà che, per chi ci crede, il buon Dio ha lasciato alle sue creature e di cui l'ex presidente della Cei invece si appropria in nome della Chiesa: "È una vita che non ci diamo da soli ma ci è data da qualcun altro, che è nelle nostre mani e di cui siamo responsabili". Piene delle vite degli altri, le mani di Bagnasco sono enormi, mani senza fine.

Laura Santi

 

CARD. BAGNASCO, 'PER LA CHIESA UN DOVERE DIFENDERE LA VITA'

(ANSA) - ROMA, 23 LUG - "Il sentimento immediato è quello di un grande dolore, una persona che si toglie la vita è una perdita per tutti. E per arrivare a questo atto ci vuole una grande sofferenza: questo dispiace a tutti". Così, a Repubblica, il cardinale Angelo Bagnasco, ex presidente della Cei, parlando di Laura Santi. Però "l'articolo 32 della Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. E' un punto straordinario che codifica in termini costituzionali il fatto che ciascuno di noi è un bene per tutti".

 

"La Chiesa ha sempre rifiutato l'accanimento terapeutico, che si verifica quando il corpo umano rifiuta qualunque farmaco - aggiunge - Poi è importante non lasciare la persona sola nelle sofferenze fisiche e morali. Le cure palliative hanno fatto grandissimi progressi e possono continuare a svilupparsi".

angelo bagnasco 1

 

Laura Santi ha denunciato 'l'ingerenza cronica del Vaticano': "È un'opinione di questa persona per la quale sia io che molti altri preghiamo il buon Dio che vede i cuori. Non vedo assolutamente ingerenze quando si tratta del bene, sia personale che collettivo, rappresentato dalla vita umana. Una vita che non ci diamo da soli ma ci è data da qualcun altro, che è nelle nostre mani e di cui siamo responsabili. Quando si parla del bene personale e collettivo la Chiesa ha il dovere di dire le proprie convinzioni".

 

Laura Santi

"Lo Stato non deve essere uno Stato etico. A prescindere dal singolo caso, o l'Occidente ritorna alla coscienza morale o altrimenti continua nella deriva che i mezzi di comunicazione segnalano ogni giorno. La cultura occidentale dovrebbe riflettere sulla direzione che ha intrapreso, un individualismo morale nel quale ciò che conta è quello che decido io. Il parlamento interverrà, spero, tenendo conto che nessuna autorità umana decide il bene e il male in assoluto. C'è una legge naturale che è il fondamento dei valori morali. Oggi la ragione è delegittimata continuamente, la verità è sostituita dall'opinione, c'è una deriva etica", conclude.

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