tunnel sottomarino norvegia

MENTRE NOI CI SCASSIAMO LE PALLE CON LA TAV, IN NORVEGIA PREPARANO UN TUNNEL SOTTOMARINO DI 27 CHILOMETRI A 392 METRI DI PROFONDITÀ - E POI LAVORANO A UN PONTE GALLEGGIANTE SOMMERSO: UNA STRUTTURA TUBOLARE DI CEMENTO POSTA A 30 METRI SOTTO LA SUPERFICIE DELL'ACQUA E NON POGGIATA SUL FONDALE - SERVIRÀ PER ATTRAVERSARE I FIORDI

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

Per attraversare i circa mille chilometri di costa che separano Trondheim, terza città norvegese per numero di abitanti, dalla più meridionale Kristiansand, ad oggi si impiegano circa 21 ore di viaggio in auto e la bellezza di 7 diversi traghetti. Vale a dire ben 10 ore in più rispetto a quelle necessarie per coprire la stessa distanza sulle pur imperfette strade nostrane.

PERCORSO TUNNEL NORVEGIA

 

La differenza sta nel fatto che le due città norvegesi sono separate dal continuo alternarsi dei fiordi, le insenature ghiacciate che da un lato delineano i tratti del Paese scandinavo e dall' altro rendono particolarmente difficile la traversata. Un impedimento con cui devono fare i conti non solo gli oltre 5,3 milioni di cittadini che vivono lungo la costa ma soprattutto le attività commerciali della porzione ovest della Norvegia.

 

E non sono poche dato che lungo l' asse viario che unisce le due città - l' autostrada europea E39 che prosegue fino in Danimarca - si spostano oltre il 50% delle merci esportate dallo stato scandinavo. Una situazione insostenibile che, dopo anni di ricerca e con ben 34 miliardi di euro di investimenti sul tavolo, il governo di Oslo ha scelto di risolvere.

TUNNEL SOTTOMARINO NORVEGIA 3

 

Il progetto della nuova E39 non solo include diversi viadotti e il tunnel sottomarino scavato nella roccia più profondo e più lungo del mondo - 27 chilometri a 392 metri di profondità - ma soprattutto propone di realizzare il primo ponte di Archimede della storia.

Vale a dire un ponte galleggiante sommerso, o rørbru come lo chiamano a quelle latitudini: una struttura tubolare di cemento posta a 30 metri sotto la superficie dell' acqua e non poggiata sul fondale. Un tunnel flottante che mutua la tecnologia offerta dalle piattaforme di trivellazione petrolifere off-shore e che permetterà al traffico norvegese di bypassare facilmente l' ostacolo dei fiordi.

 

TUNNEL SOTTOMARINO NORVEGIA 2

«Inoltre questo tipo di soluzione - come hanno spiegato i tecnici scandinavi - da un lato minimizza l' impatto visivo (un ponte tradizionale avrebbe sconvolto il paesaggio) e dall' altro riduce a zero l' inquinamento acustico che avrebbe decimato la fauna locale». Vantaggi innegabili che da anni stuzzicano l' immaginario di architetti e ingegneri di tutto il mondo.

 

Il ponte di Archimede infatti, non è una vera novità. Già nel 1882 l' architetto navale britannico Edward Reed lo propose come soluzione per collegare Regno Unito e Francia attraverso il Canale della Manica. Tuttavia, più che un progetto concreto, si trattò di un concetto visionario date le scarse conoscenze tecnologiche dell' epoca. Una visione che, per quanto acerba, ha fatto innamorare subito i tecnici norvegesi che la brevettarono già nel 1923.

 

Fino ad oggi però il rørbru era considerato ancora un' opera impossibile da realizzare. Almeno fino all' approdo in Scandinavia dell' ingegnere italiano Arianna Minoretti, che da anni dirige gli studi sul ponte di Archimede per conto del Norwegian Public Roads Administration (NPRA), l' ente governativo competente. Il suo team è riuscito a trasformare questo vecchio sogno dei tecnici scandinavi in realtà, rendendo credibile la soluzione anche agli occhi di altri Paesi.

TUNNEL SOTTOMARINO NORVEGIA 1

 

NEGLI ALTRI PAESI

Tra i principali spettatori interessati, insieme alla Corea del Sud che vanta un centro di ricerca interamente dedicato, ci sarebbe anche l' Italia. Forti anche del lavoro della 39enne di origine comasca, molti ingegneri italiani stanno valutando la possibilità. Quello del ponte di Archimede però, non sarebbe un esordio assoluto nel Belpaese. In passato ad esempio era già stato valutato come alternativa plausibile per creare un sistema stradale immerso nel Lago di Como. E addirittura nel 1969, l' ingegnere inglese Alain Grant, lo propose come ipotesi progettuale per un vecchio pallino della politica nostrana: l' attraversamento dello stretto di Messina. Chissà che ora, visti i risultati ottenuti in Norvegia, non se ne torni a parlare.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…