guerra dei roses

IL SONNO NON PORTA CONSIGLIO – MENTRE DORMIAMO IL CERVELLO RIMANE ATTIVO E LE MEMORIE NEGATIVE SI RAFFORZANO – LO DICE ANCHE PAPA FRANCESCO: “NON FINITE LA GIORNATA SENZA FARE PACE” – MA ORA LA CONFERMA ARRIVA DA UN PRESTIGIOSO STUDIO ACCADEMICO: NON ANDATE A LETTO DOPO AVER LITIGATO CON IL PARTNER. PIUTTOSTO CERCATE DI…

Anna Meldolesi per “Liberi Tutti - il Corriere della Sera

 

la guerra dei roses

«Ai novelli sposi io dico sempre: litigate pure, arrivate anche a tirarvi i piatti addosso. Ma non finite mai la giornata senza fare la pace», ama ripetere papa Francesco.

 

«Non tramonti il sole sopra la vostra ira», dice anche la Bibbia. «Appianate le divergenze prima di spegnere la luce. Non dormite in compagnia della rabbia», concorda Yunzhe Liu, professione neuroscienziato.

papa francesco 3

 

Religione, scienza e buonsenso per una volta sembrano andare a braccetto. Le liti irrisolte portano musi lunghi, silenzi, rancori, altre liti; ed ecco che senza accorgersene la vita può diventare un remake de La guerra dei Roses.

 

LITIGIO DI COPPIA

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications ha confermato quel che in molti sospettavamo: il sonno non sempre porta consiglio.

 

Quando cadiamo fra le braccia di Morfeo, il nostro cervello non entra in pausa. Continua a lavorare, anche se in modo diverso da quando siamo in condizione di veglia.

 

la guerra dei roses

Una delle funzioni del sonno è proprio quella di riorganizzare i ricordi, e i dati scientifici suggeriscono che le memorie negative si rafforzino proprio mentre dormiamo. Il giorno dopo una brutta esperienza, insomma, superare quel che è successo diventa ancora più difficile.

 

I ricercatori guidati da Liu, che nel frattempo ha lasciato l' Università di Pechino per un posto all' University college di Londra, hanno studiato il fenomeno incaricando 73 studenti di memorizzare delle coppie di immagini, composte da facce neutre e scene drammatiche.

 

Poi hanno chiesto loro di sforzarsi di non pensare alle associazioni appena imparate. Se questo test, detto think/no-think, viene eseguito subito dopo la fase di apprendimento o dopo una notte di sonno, i risultati cambiano.

 

COPPIA SESSO DOPO LITIGIO

Dopo averci dormito sopra, la probabilità di riuscire a sopprimere il ricordo negativo si riduce notevolmente. La conferma arriva sbirciando nel cervello dei soggetti sperimentali con la risonanza magnetica funzionale: le nuove memorie nel corso della notte si consolidano e si distribuiscono in una zona più ampia della corteccia cerebrale.

 

Questo filone di studi è importante per gli psichiatri che trattano i disturbi causati da forti traumi (stress post traumatico) e a quanto pare anche per le coppie alle prese con i problemi della vita coniugale.

 

coppia letto

Ricette infallibili non esistono, non è il caso di illudersi: le relazioni tra sonno, umore e funzioni cognitive sono complesse. Per esempio, è vero che dormendo allunghiamo la vita delle tracce mnemoniche, se si tratta di eventi che ci hanno turbato o che riteniamo importanti. Ma al tempo stesso il sonno indebolisce e cancella le associazioni più deboli, per fare spazio a nuovi ricordi.

 

Insomma gli effetti possono essere opposti, e a seconda dei casi la notte può servire a dimenticare o a imprimere nella memoria. È risaputo che una bella dormita prima di un esame può portare a risultati migliori di un' ultima tirata sui libri.

 

Se il nostro problema non è una lite ma un rompicapo, inoltre, il sonno può regalare quel tocco di creatività in più che è necessario per trovare una soluzione.

 

coppia letto

I casi aneddotici di grandi personaggi che hanno avuto intuizioni geniali quando giacevano a letto sono numerosi: il premio Nobel per la medicina Otto Loewi, il pittore Salvador Dalí, l' inventore Thomas Edison, il matematico Don Newman, il padre della tavola periodica degli elementi Dmitrij Mendeleev, gli scrittori Mary Shelley e Robert Louis Stevenson (autori rispettivamente di Frankenstein e Dr. Jekyll e Mr. Hyde), il superclassico Ludwig van Beethoven, ma anche alcuni grandi del pop come Paul McCartney e Billy Joel, senza dimenticare il simbolo della non violenza Mahatma Gandhi.

coppia a letto

 

Tutti sono stati citati da Scientific American come esempi di «inconscio creativo», perché hanno raccontato di essersi addormentati con un dubbio e di essersi svegliati con un' ispirazione.

 

Durante il sonno, in effetti, le inibizioni si allentano, il pensiero può avventurarsi in strade poco battute, al di fuori della consueta gabbia mentale, e qualche volta questo viaggio in una dimensione cognitiva diversa ci consegna la chiave di un rebus di cui non eravamo venuti a capo da svegli.

 

Lo confermano diversi studi, in cui ai soggetti sperimentali è stato chiesto di andare a dormire per svariati giorni di fila pensando a un problema, per poi tenere il conto di quanti lo avevano risolto dormendoci sopra.

LITIGIO DI COPPIA

 

In qualche caso l' illuminazione arriva in forma visiva, quando i pensieri assumono la veste surreale dei sogni. Una cosa comunque è certa: chi dorme poco viene risucchiato in una spirale negativa.

 

Un esperimento condotto da Robert Stickgold e Matthew Walker ha dimostrato che le persone deprivate dal sonno tendono a formare più memorie negative che memorie positive.

 

La capacità di ricordare peggiora sempre, ma per le cose belle si dimezza, per quelle brutte cala soltanto del 20 per cento. Non c' è da stupirsi se l' insonnia è spesso la prima avvisaglia della depressione.

 

LITIGIO DI COPPIA

Insomma, cercate di non andare a letto arrabbiati. Ma soprattutto, per il bene vostro e della vostra relazione di coppia, cercate di dormire. Tra continuare a discutere a oltranza quando è già calata la sera e andare a letto ancora carichi di risentimento, ovviamente, una terza via c' è. Fare pace.

 

Se vi state chiedendo come si fa a ritrovare l' armonia presto e bene, la letteratura scientifica è ancora una volta prodiga di consigli. Perdonare l' altro e sé stessi è un buon sistema per dimenticare. Forgive and forget, potremmo dire.

 

Ma lo spazio tra la lite e il perdono, non può essere riempito sempre e solo con un semplice «mi dispiace». Chi fa molta fatica a scusarsi, secondo gli psicologi, probabilmente non ha la giusta dose di autostima.

sonno 1

 

I più riottosi sono coloro che ne posseggono troppa o troppo poca. Nel film più romantico di sempre, Love Story, Ali Mac Graw pronuncia la memorabile frase: «Love means never having to say you' re sorry» (Amore è non dover mai dire mi dispiace).

 

Ma quando Barbara Streisand ripete la battuta in What' s up Doc? si sente rispondere da Ryan O' Neal: «È la cosa più stupida che abbia mai sentito».

 

La verità forse sta nel mezzo: saper dire »mi dispiace» è utile ma non basta, e probabilmente non è nemmeno il gesto più importante da compiere.

 

il sonno allunga la vita

Proprio questo tema è al centro di un vecchio studio pubblicato sul Journal of Social and Clinical Psychology, che ha coinvolto quasi mille coppie sposate. La strategia migliore dipende dalle situazioni.

 

Se il partner si sente messo in dubbio, criticato, accusato ingiustamente, per sanare la ferita è probabile che sia necessario interrompere le ostilità, cercare un compromesso e cedere qualcosa sul terreno della gestione del potere.

 

Insomma bisogna ammettere di aver sbagliato e mostrare rispetto. Se invece il partner si sente trascurato, allora anziché retrocedere è il caso di avanzare e investire di più nel rapporto. Coltivare i sensi di colpa non serve, secondo un altro studio pubblicato sul Journal of Family Psychology: meglio, molto meglio, mettersi all' opera e ricostruire.

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