edoardo mazza

PREDICAVA BENE, MA RAZZOLAVA MALE – IL SINDACO DI SEREGNO ARRESTATO PER CORRUZIONE VOLEVA USARE LE FORBICI PER SMINUZZARE GLI ATTRIBUTI AI VIOLENTATORI DI RIMINI – UN SUO SLOGAN ERA “LA MAFIA SI COMBATTE CON I FATTI”: ORA EDOARDO MAZZA E’ AI DOMICILIARI PERCHE’ ACCUSATO DI COLLUSIONE CON IMPRENDITORE IN ODORE DI ‘NDRANGHETA

 

Federico Berni per www.corriere.it

 

Su Facebook non si faceva certo remore ad esporsi con idee e sani principi: «La mafia si combatte con i fatti», scriveva pochi mesi fa il sindaco di Seregno Edoardo Mazza, felice e soddisfatto dell’acquisizione da parte del Comune di un immobile sequestrato alla malavita organizzata, che in Brianza prospera da anni.

EDOARDO MAZZA BERLUSCONI

 

E come non notare, ora che è finito agli arresti domiciliari per presunte collusioni e voto di scambio con un imprenditore in forte odore di ‘ndrangheta, il suo accorato omaggio ai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone («Non dobbiamo avere paura delle regole») lo scorso 23 maggio, riunito con gli studenti attorno all’albero della giustizia, una quercia piantata in mezzo al parco intitolato ai due magistrati palermitani.

 

Per non dire delle sue affermazioni su «legalità, onestà e democrazia come argini della corruzione», ad un incontro con gli studenti lo scorso 31 marzo. Eppure, dalla sua elezione avvenuta nel 2015 nelle file di Forza Italia, sostenuto da una compatta coalizione di centrodestra, Lega in testa, quella di Mazza sembrava la parabola del bravo sindaco di provincia, con una pioggia di consensi.

 

Matteo Salvini con Edoardo Mazza-2

Avvocato civilista, 38 anni, Mazza ha puntato molto alla comunicazione via social network. Infaticabile nel suo «faccia a faccia» del giovedì via Facebook, in cui elenca problemi e stato dei lavori della sua amministrazione. Anche a costo di rubare qualche minuto alle meritate vacanze al mare, da dove si collega in video con la figlia piccola che, sotto l’ombrellone, si diverte alle sue spalle. Un marcato accento brianzolo, la zazzera grigia impeccabile, i primi due bottoni della camicia rigorosamente aperti, pantaloni attillati, lui che è snello e se lo può permettere, e preferibilmente mocassini ai piedi.

 

Un po’ lo stile fotocopia del suo vice Giacinto Mariani (Lega), che di Seregno è stato sindaco nella precedente amministrazione, e che ora (anche lui instancabile organizzatore di incontri sulla legalità), si ritrova indagato a piede libero per abuso d’ufficio nella stessa inchiesta condotta dai pm monzesi. Mariani, tra l’altro, è l’uomo che ha apostrofato i giornalisti di un sito di controinformazione brianzolo (infonodo.org) come «animali schifosi», durante l’aperitivo di festeggiamento per la vittoria di Mazza. Successo celebrato in centro a Seregno in una panetteria-bar chiusa per infiltrazioni mafiose, e poi riaperta dopo vari ricorsi.

 

EDOARDO MAZZA

Mazza, nei suoi interventi sul social network si è fatto notare questa estate, quando ha impugnato un paio di forbici, riferendosi agli stupratori di Rimini, o nella sua crociata contro «l’invasione» di questuanti che «dall’hinterland di Milano» calano su Seregno a turbare lo struscio in centro dei suoi cittadini. L’invito, ai cittadini, è stato quello di non dare l’elemosina. La soluzione proposta era quella del Daspo urbano.

 

Giacinto Mariani seregno

E ancora la lotta alle comitive di ragazzini che si lasciano andare a schiamazzi e atti di vandalismo, turbano i sonni delle «persone per bene». In quel caso, il monito era stato chiaro: «Uomo avvisato mezzo salvato». Parole che oggi suonano profetiche per lui stesso, viste le tensioni che da giugno hanno animato la sua coalizione, con dimissioni a raffica fra esponenti della Lega, a partire da quella clamorosa dall’assessore alla pianificazione territoriale. E soprattutto alla luce delle diverse richieste di esibizioni di atti da parte dei carabinieri all’ufficio urbanistica, in questi mesi di indagine. Più avvertimento di questo.

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