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SETTIMANE IN GIALLO - NEI PROSSIMI 20 GIORNI SI DECIDONO TRE CASI DI CRONACA: SCAZZI, RAGUSA E PISCAGLIA - LA CASSAZIONE DEVE DECIDERE SULL'ERGASTOLO A SABRINA E COSIMA MISSERI, IL RIESAME SE INCARCERARE LOGLI, MARITO DELLA SCOMPARSA ROBERTA RAGUSA, E SI ATTENDONO LE MOTIVAZIONI SUL PRETE CONGOLESE CHE AVREBBE UCCISO L'AMANTE GUERRINA PISCAGLIA, ANCHE LEI SVANITA - SONO SENTENZE CHIAVE: CONDANNARE SENZA IL CORPO DELLA VITTIMA È UN TABÙ PER LA GIUSTIZIA ITALIANA

 

Francesca Carollo per ''Libero Quotidiano''

 

roberta ragusaroberta ragusa

Restano poco più di venti giorni di suspence per dipanare alcune matasse di tre gialli che hanno tenuto banco in questi ultimi sei anni, spaccando l' opinione pubblica e dando vita ai più accesi dibattiti tra innocentisti e colpevolisti, tra chi ama i processi indiziari e che ritiene che una condanna debba essere "al di là di ogni ragionevole dubbio".

 

Venti giorni di fuoco, perché il tre febbraio il Tribunale del Riesame di Firenze deciderà se per Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, dovranno o meno aprirsi le porte del carcere, dopo che l' uomo è stato condannato a vent' anni di reclusione per l' omicidio di sua moglie. Il giudice gli ha comminato l' obbligo di dimora, ma la Procura ha fatto ricorso, chiedendo che l' uomo, che in attesa di una sentenza definitiva potrebbe fuggire, sconti la sua pena di prigione.

 

E a giorni sono attese anche le motivazioni della condanna a Padre Gratien Alabi, ritenuto dal primo grado di giudizio responsabile della morte di Guerrina Piscaglia, e condannato a ventisette anni di reclusione. Altro caso che ha indignato l' opinione pubblica, quello del prete congolese, che pare intraprendesse rapporti ben più che amicali con le sue parrocchiane e non solo con loro. Una gestione "allegra" del sacerdotato, finita con un omicidio.

ANTONIO LOGLI ROBERTA RAGUSAANTONIO LOGLI ROBERTA RAGUSA

 

MISSERI

Dulcis in fundo, il 20 febbraio arriverà l' attesissima sentenza della Corte di Cassazione sulla condanna a Cosima e Sabrina Misseri che stanno scontando l' ergastolo per aver ucciso la piccola Sarah Scazzi; per le donne è sceso in campo addirittura il professor Franco Coppi, che le ritiene due innocenti in carcere.

 

ANTONIO LOGLI MARITO DI ROBERTA RAGUSA IN TRIBUNALEANTONIO LOGLI MARITO DI ROBERTA RAGUSA IN TRIBUNALE

Tre casi che per alcuni aspetti hanno fatto scuola e che terranno i riflettori accesi fino a condanne definitive. Molte le similitudini tra il caso Ragusa e quello Piscaglia: Roberta e Guerrina sono svanite nel nulla -puff- scomparse, la prima in una fredda notte del gennaio 2012 con indosso un pigiama rosa, senza soldi, documenti, senza borsa ed effetti personali, lasciando due figli che amava alla follia.

 

 La seconda è letteralmente evaporata il 1 maggio 2014 in una strada di un paese di novantaquattro anime, Ca' Raffaello di Badia Tedalda arroccato nell' Appennino aretino al confine con Emilia Romagna e Marche, mentre si recava in parrocchia dal prete, Padre Gratien Alabi, di cui pare fosse innamoratissima e con il quale avrebbe avuto una relazione.

 

Due scomparse misteriose, ma per le rispettive famiglie e per l' opinione pubblica invece la faccenda è piuttosto chiara: sarebbe stato Antonio Logli a far del male a sua moglie; e sarebbe stato Padre Graziano a uccidere Guerrina, dice Mirko Alessandrini, il marito della donna, che ha più volte invitato il congolese a dire la verità. I due imputati si prendono in primo grado rispettivamente 20 e 27 anni, anche se di fatto i corpi non si trovano.

GRATIEN ALABIGRATIEN ALABI

 

Abbiamo interpellato allora all' avvocato Nicodemo Gentile, legale dell' associazione Penelope per la tutela le famiglie delle persone scomparse, che nei primi due casi si è costituito parte civile con l' associazione, e che nel caso Scazzi è il legale della mamma di Sarah, per capire cosa ne pensa di queste due condanne senza corpo.

 

Secondo l' avvocato «i casi di Roberta Ragusa e Guerrina Piscaglia costituiscono un passo in avanti in concreto per l' affermazione di un principio che già esisteva, e che adesso si è consolidato, ovvero quello che in assenza del cadavere si può condannare.

 

Due sentenze che hanno cristallizzato questa tesi e indebolito l' orientamento secondo il quale, in assenza del corpo, un processo puramente indiziario e dunque molto debole non avrebbe portato a una condanna. Oggi queste due decisioni, per me personalmente e per l' associazione Penelope», prosegue, «sono motivo di grandissima soddisfazione anche se in entrambi i casi, Ragusa e Piscaglia, sotto il profilo umano quel che resta è solo un grande dolore.

 

GRATIEN ALABIGRATIEN ALABI

In casa Piscaglia rimane un figlio, Lorenzo, che ha dei gravi problemi e che avrebbe estremo bisogno di mamma Guerrina, mentre in quella di Roberta Ragusa ora ci sono due figli che sanno che l' assassino della loro mamma è il papà. Sono entrambi dei veri e propri femminicidi, e voglio aggiungere che siamo di fronte al caso più subdolo di femminicidio perché non solo i familiari vengono privati della persona cara, ma anche della possibilità di avere un luogo fisico in cui dire una preghiera per chi amavano e non ora c' è più.

 

Il dramma ulteriore è che negli omicidi violenti, dove ci sono il sangue, l' accoltellamento, il lenzuolo che copre la vittima, la gente ne percepisce l' orrore e la gravità, mentre qui l' inesistenza di immagini feroci e un corpo che non c' è, fanno perdere la percezione della gravità del fatto. Io li definisco omicidi subdoli».

guerrina piscagliaguerrina piscaglia

 

Ma lei avvocato si aspettava le due condanne di Logli e Padre Graziano, anche in assenza del corpo?

«Si, me le aspettavo e spiego perché: nel caso di Padre Graziano la consapevolezza è maturata in me quando c' è stato l' esame del sacerdote in Corte d' Assise, a mio avviso quella è stata una vera e propria caporetto perché Gratien ha infarcito le sue dichiarazioni di una serie di contraddizioni e di bugie che mal si attagliano con la figura di un sacerdote, e che mi hanno fatto capire che era colpevole.

 

Allo stesso modo per Antonio Logli, la lettura della sentenza della Corte di Cassazione in cui cinque giudici dicono che dagli atti non emerge evidente l' innocenza del marito e che la fine di Roberta è una fine violenza, mi hanno reso consapevole che non poteva non esserci una condanna, anche perché qui le ipotesi alternative- un allontanamento volontario di Roberta o una sua fuga- erano assolutamente inesistenti e fragili».

scazzi e cugina sabrina jpegscazzi e cugina sabrina jpeg

 

Chi sono Antonio Logli e Padre Graziano?

sara scazzisara scazzi

«Sono persone incapaci di gestire delle situazioni di difficoltà, che avrebbero dovuto portare a soluzione i loro conflitti, come avviene nella normalità, e che invece non sono state capaci di farlo. Padre Graziano si è sentito minacciato da Guerrina, e la sua paura di perdere lo status di religioso lo ha portato a uccidere; Logli invece non ha saputo gestire una situazione ormai chiara, cioè un matrimonio finito e una nuova relazione da portare alla luce del sole. Si è trovato in una strettoia emotiva, in cui anche la paura di perdere del denaro nell' ipotetica separazione dalla moglie, ha inciso, e ha reagito in modo abnorme, uccidendo Roberta».

 

 

CONCETTA SCAZZI LA MADRE DI SARAH CONCETTA SCAZZI LA MADRE DI SARAH

SENTENZA

Avvocato siamo vicini anche a un' altra sentenza, quella che deciderà le sorti di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, condannate all' ergastolo in primo grado per l' omicidio della piccola Sara Scazzi- un' altra giovane donna che all' inizio sembrava scomparsa nel nulla- condanne poi confermate dalla Corte d' Appello di Taranto nella sentenza del 23 luglio 2015. Per loro ci sarebbe, salvo un colpo di scena tra una ventina di giorni, un destino segnato: prigione a vita. Lei cosa pensa succederà?

 

«Il caso Scazzi è uno degli omicidi domestici che ha scioccato maggiormente l' Italia intera, non solo perché questa bambina è stata uccisa nell' ambito familiare, ma perché c' è stata una gestione del post delictum sconvolgente, con l' intera famiglia coinvolta; e le modalità di sparizione del cadavere, al fine di farla franca, ricordano quelle della mafia. Parliamo di una ragazzina senza colpa, mandata dalla mamma, la quale aveva paura del mondo esterno, a giocare in un ambiente protetto, dalle cugine che la chiamavano la "seconda sorella" e dalla zia per la quale era "la terza figlia", in quella che poi invece si è rivelata la casa dei mostri.

SABRINA MISSERI  SABRINA MISSERI

 

Ed è sconcertante anche la condotta del padre di Sabrina, Michele Misseri, che non ha avuto nessuna remora arrivando anche ad raccontare, nel corso dell' inchiesta, di aver avuto rapporti con la piccola Sarah già cadavere, e poi alla fine di aver spogliato la nipotina per buttarla nel pozzo. Sarà una battaglia dura perché ci sono in gioco questioni di diritto molto importanti, ma io confido che la Cassazione possa davvero chiudere questa vicenda con delle risposte chiare e definitive, perché l' idea di un Michele Misseri come assassinio solitario della piccola Sarah è un' ipotesi fragile, che non trova riscontro nelle carte».

SABRINA MISSERI SABRINA MISSERI

 

MOVENTI

Ma quali sono i moventi in questi omicidi?

«Spesso si pensa che dietro crimini così efferati ci siamo moventi di grande intensità, invece si può ammazzare per stupidaggini e motivi tra i più banali: Padre Graziano non voleva perdere lo status religioso, Antonio Logli non sapeva gestire la sua crisi matrimoniale, spesso anche una gelosia all' ennesima potenza porta ai crimini più atroci».

 

La convincono le verità processuali di queste sentenze, basate prevalentemente su indizi?

«Vede, la verità processuale purtroppo lascia sempre fuori qualche pezzo, noi non sapremo mai come è morta la piccola Sarah, cos' ha detto prima di essere uccisa, se ha urlato, se ha tentato di scappare o di difendersi, ma se i diretti interessati non contribuiscono all' accertamento della verità, quella vera, non potranno poi lamentarsi della verità processuale, che comunque molto spesso non appaga neanche i familiari».

Federica Sciarelli legge in diretta la confessione di Michele Misseri Federica Sciarelli legge in diretta la confessione di Michele Misseri MICHELE MISSERI COM'e OGGIMICHELE MISSERI COM'è OGGIFederica Sciarelli e sullo sfondo Michele Misseri Federica Sciarelli e sullo sfondo Michele Misseri Cosima e Sabrina MisseriCosima e Sabrina Misseri

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