PURGHE ALLA PECHINESE - ARRESTATO L’EX CAPO DEI SERVIZI SEGRETI, ZHOU YONGKANG, CON L’ACCUSA DI AVER INCASSATO TANGENTI - MAI IN CINA UN EX MEMBRO DEL COMITATO PERMANENTE DEL POLITBURO E’ STATO INCRIMINATO PER CORRUZIONE - XI JINPING STA MANDANDO AL GABBIO TUTTI I SUOI NEMICI

Guido Santevecchi per il “Corriere della Sera”

 

ZHOU YONGKANG ZHOU YONGKANG

L’annuncio è arrivato dopo la mezzanotte, al termine di una seduta inattesa del Politburo del partito comunista: Zhou Yongkang, ex capo dei servizi segreti e di sicurezza della Cina, è stato espulso dal partito, incriminato e arrestato. Il comunicato sembra già una sentenza: di solito, quando un alto dirigente cade in disgrazia, si dice solo che ha commesso «gravi violazioni disciplinari»; questa volta l’agenzia Xinhua elenca meticolosamente le colpe della «tigre», come vengono chiamati i corrotti di alto rango.

 

«Zhou ha sfruttato la sua posizione accettando tangenti personalmente e attraverso membri della sua famiglia; ha aiutato parenti, amanti e amici ad accumulare ricchezze, procurando seri danni all’economia statale; ha svelato segreti della Nazione; ha commesso adulterio con una serie di donne, scambiando il proprio potere con sesso e denaro».

Xi JinpingXi Jinping

 

Mai, nella storia della Repubblica popolare cinese, un ex membro del Comitato permanente del Politburo era stato incriminato per corruzione. La decisione di processare Zhou infrange anche il patto di non aggressione introdotto da Deng Xiaoping dopo lo scontro fratricida della Rivoluzione Culturale: si lasciava che i vecchi leader andassero a godersi la pensione per garantire una transizione senza scosse. Il presidente Xi Jinping si sente tanto forte, è tanto forte, da poter superare la decisione del venerato Deng. Così oggi il tabù è stato spezzato.

 

bo xilai x bo xilai x

Zhou Yongkang, 72 anni, era diventato ministro della Sicurezza statale nel 2002 e tra il 2007 e il 2012 era stato uno dei nove uomini più potenti del regime, il più temuto, perché controllava servizi segreti, forze di polizia, corti di giustizia. Aveva cominciato la carriera da ingegnere petrolifero, per poi diventare segretario politico della China National Petroleum Corporation, il colosso statale dell’oro nero. Ha potuto manovrare appalti per centinaia di miliardi costruendo una rete di potere che gli ha permesso di scalare la gerarchia del partito.

 

Era così potente da potersi permettere un tentativo di difesa di Bo Xilai, il boss della megalopoli di Chongqing, l’uomo nuovo del partito accusato di abuso di potere e corruzione nel 2012. Zhou cercò di salvare Bo e si sospettò un complotto per cercare di fermare Xi Jinping, che proprio in quei mesi drammatici stava per essere eletto segretario del partito e capo dello Stato.

Bo Xilai,Bo Xilai,

 

Tra i buchi neri di quella vicenda anche i quindici giorni del settembre 2012 durante i quali Xi scomparve di scena. Davvero Bo e Zhou avevano tentato un golpe di palazzo? Di sicuro, Xi Jinping ha vinto la partita: Bo Xilai è stato condannato all’ergastolo e ora è in cella anche l’intoccabile Zhou.

 

LA RETE DI BO XILAILA RETE DI BO XILAI

L’ex capo dei servizi segreti era confinato a casa con la moglie, ex star della tv, da più di un anno. Uno alla volta erano finiti sotto accusa tutti gli uomini della sua corte corrotta: si sono contati 300 arresti, compreso il figlio, alcuni ministri, dirigenti petroliferi, imprenditori miliardari; sono stati sequestrati beni per dieci miliardi di euro. Xi Jinping ha avuto la pelle della tigre Zhou, ma l’annuncio nel cuore della notte dimostra quanto sia stata dura la caccia. 

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