magliette e felpe dei negazionisti no vax

SAPETE QUANTI ITALIANI CREDONO CHE IL COVID NON ESISTA? TRE MILIONI, LO STESSO NUMERO DI QUELLI CHE CREDONO CHE LA TERRA SIA PIATTA - SECONDO IL RAPPORTO CENSIS LA SOCIETA' ITALIANA DEL 2021 E' "IRRAZIONALE" - IL 31,4% PENSA CHE IL VACCINO SIA UN FARMACO SPERIMENTALE, IL 10,9% CHE SIA INUTILE, LA STESSA PERCENTUALE E' SICURA CHE L'UOMO NON SIA SBARCATO SULLA LUNA - MA LE STATISTICHE PORTANO ANCHE QUALCHE BELLA SORPRESA...

Alessandra Arachi per il Corriere della Sera
 

le chat telegram dei no vax sul canale Lichtblick Meran

È la parola «irrazionale» quella scelta dal Censis per definire la società italiana del 2021 nel suo rapporto annuale. Inevitabili gli influssi della pandemia, tante le paure senza fondamento verso la scienza riferita al Covid (il 31,4% degli italiani, ad esempio, pensa che il vaccino sia un farmaco sperimentale).
 
Eppure ci sono due dati che più di altri saltano agli occhi: la quota di italiani che dichiara che il Covid non esiste (5,9% pari a 3 milioni di persone) è uguale a quella di chi è convinto che la Terra sia piatta (5,8). E ancora: per il 10,9% il vaccino è inutile, una percentuale analoga a chi è convinto che l'uomo non sia mai sbarcato sulla luna (il 10%). Come a dire: la pandemia non ha aumentato lo zoccolo duro degli irragionevoli.
 

NO VAX

Una pandemia che non ha portato soltanto macerie. A scorrere le statistiche elaborate dal Censis in mezzo alle tante ombre brillano luci che fanno sperare.
 
Il welfare familiare Nel 2021 c'è stato un rimbalzo del Pil (+6%) ma le previsioni - è scritto nel rapporto - portano a una rapida decrescita: già nel 2023 sarà soltanto dell'1,9% e in prospettiva ci sarà un ripiegamento verso lo zero virgola. Più della metà degli italiani (il 51,2%) pensa di non tornare più al benessere del passato. Ma c'è la forza di un welfare familiare che sostiene la fiducia degli italiani. E se il 28,4% ritiene che dopo la pandemia la propria situazione economica peggiorerà, c'è un 54,6% che pensa che rimarrà uguale e, addirittura, un 15,2% che crede in un miglioramento.
 

Manifesti Pesaro 2

L'aumento della povertà Ma la fotografia del Censis immortala anche un Paese sempre più povero - le famiglie in povertà assoluta nel 2020 sono 2 milioni, +104,8% - con una situazione peggiorata soprattutto al Nord. Una società in cui il patrimonio delle famiglie continua a ridursi e permane un gap salariale non solo tra donne e uomini, ma anche tra under-30 e over-45 e tra contratti fissi e a termine. In questa società in cui nascono sempre meno figli e il «silver welfare» resta una colonna, a pagare il prezzo più salato della pandemia, sono stati donne e giovani.
 

consumismo

Incognite dei consumi Nel 2021 dopo la fine del lockdown c'è stata un'impennata dei consumi delle famiglie (+14,4% tra il secondo trimestre del 2020 e il secondo del 2021). Ma la crescita tendenziale su base annua, +5,2%, risulta inferiore al Pil e quindi il Paese non tornerà sui livelli di spesa del 2019. Da considerare anche la bolla del risparmio dovuto all'eccesso di cautela che ha penalizzato i consumi: nel 2021 la liquidità delle famiglie è aumentata di 76 miliardi di euro (+5%), raggiungendo la quota di 1.600 miliardi.
 
C'è però una bella luce che rischiara questi conti: l'indice di fiducia dei consumatori. Nel 2020 era crollato a 92,6 punti. Nel settembre di quest'anno ha raggiunto i 119,6, un valore superiore a quello del 2018.
 

smart working 8

Più qualità della vita La pandemia ci sta lasciando una bella eredità: la riscoperta della qualità della vita. Stili di consumo e comportamenti che sembravano destinati al declino: gli spazi aperti privati (i dehors di bar e ristoranti), lo spazio pubblico (i parchi urbani), la riscoperta dei negozietti di quartiere. E poi gli spostamenti a piedi: +67,7%.
 
Il soccorso della Rete Le tecnologie, protagoniste della pandemia, hanno fatto sì che quasi tutti i consumi durante il lockdown siano passati per internet. Ma non sarà così in futuro: secondo il Censis il 64% degli italiani tornerà a fare acquisti in luoghi fisici. La Rete durante il periodo di isolamento è venuta in soccorso degli italiani: il 58,6% ha potuto provvedere alle proprie necessità, il 55,3% ha mantenuto le relazioni sociali, il 55,2% ha continuato a lavorare e a studiare.
 

smart working 5

Il Covid e la solidarietà La pandemia ha valorizzato il lato umano degli italiani. Uno su tre si è impegnato in iniziative collettive di solidarietà. Ed è così che solo un ente non profit su dieci ha interrotto la propria attività.

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