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NON C’È PACE PER LOS ANGELES - UN ALTRO ROGO È SCOPPIATO AL CONFINE TRA LE CONTEE DI LOS ANGELES E VENTURA, A NORD DI PACIFIC PALISADES, GIÀ RASA AL SUOLO: IL BILANCIO PROVVISORIO DEGLI INCENDI È DI 10 MORTI MENTRE È ANDATA IN FIAMME UN’AREA GRANDE QUANTO SAN FRANCISCO. GLI SFOLLATI SONO 180MILA, MENTRE I RESIDENTI HANNO FATTO ARRESTARE UN SOSPETTO PIROMANE CHE POTREBBE AVER APPICCATO IL FUOCO A KENNETH. E DOVE C’È DISTRUZIONE, ARRIVANO GLI SCIACALLI – RAMPINI SI CUCINA CHI PENSA CHE GLI INCENDI SIANO CAUSATI DAL CAMBIAMENTO CLIMATICO - VIDEO: IL DRONE RIPRENDE LA DEVASTAZIONE 

 

 

CALIFORNIA: LA VERITÀ SUGLI INCENDI

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Estratto dell’articolo di www.corriere.it

La California è nuovamente in preda alle fiamme, ma questa volta l'emergenza assume contorni ancora più drammatici, racconta nel suo intervento Federico Rampini.

[…] Mentre il dibattito sul cambiamento climatico si intensifica, gli scienziati avvertono di non confondere eventi climatici estremi con il cambiamento climatico a lungo termine. Gli incendi attuali sono alimentati da venti insolitamente forti e da un inverno particolarmente secco, ma è fondamentale analizzare anche altre cause.

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Una di queste è la mancanza di politiche di deforestazione selettiva, che potrebbero ridurre il rischio di incendi. Infatti, gli incendi sono parte del ciclo naturale delle foreste, e interventi mirati possono prevenire danni maggiori. Inoltre, l'urbanizzazione incontrollata ha portato a una crescente vicinanza tra abitazioni e foreste, aumentando il rischio di incendi devastanti.

 

Un altro aspetto critico è la vecchia infrastruttura elettrica della California: i cavi penzolanti rappresentano un serio pericolo e contribuiscono agli incendi. Le utility locali sono state accusate di negligenza e hanno affrontato procedimenti legali per il loro ruolo nella crisi.

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A LOS ANGELES IN FUMO UN'AREA PARI A SAN FRANCISCO

Da www.ansa.it

Gli incendi che hanno devastato l'area di Los Angeles hanno bruciato almeno 10.000 tra case, edifici e altre strutture: lo hanno riferito le forze dell'ordine. Almeno 180.000 persone sono state sottoposte a ordini di evacuazione, riferiscono i media americani, e gli incendi hanno bruciato un'area di circa 117 chilometri quadrati, più o meno la dimensione di San Francisco.

 

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Tutte le scuole del distretto scolastico di Los Angeles, il secondo più grande della nazione, saranno chiuse oggi a causa del denso fumo che aleggia sulla città e della cenere che piove in alcune parti.

 

Il sindaco di Pasadena, Victor Gordo, citato da Cnn, ha detto: "Stiamo iniziando a vedere gente che torna (alle proprie case) in quelle zone (evacuate) e il nostro messaggio è questo: restate fuori da quelle zone finché non sentirete dire ufficialmente dalle autorità che l'ordine è stato tolto".

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IN CALIFORNIA SOSPETTO PIROMANE FERMATO DA RESIDENTI E ARRESTATO

(ANSA) - Un sospetto piromane è stato arrestato ieri sera in California, dove vari incendi devastanti hanno ucciso almeno 10 persone e provocato l'evacuazione di altre 180.000. L'episodio è avvenuto nella zona a nord di Los Angeles vicino a dove imperversa l'incendio Kenneth.

 

E così intorno alle 16:30 locali (l'1.30 di oggi in Italia), la polizia è intervenuta in seguito alle segnalazioni di un uomo che stava tentando di appiccare un incendio nella Ybarra Road a Woodland Hills con un lanciafiamme artigianale. I residenti che hanno individuato il presunto piromane lo hanno bloccato fino all'arrivo degli agenti.

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Lo scrivono vari media locali. "Eravamo seduti nel cortile e all'improvviso abbiamo sentito un'auto fermarsi bruscamente e un tizio è uscito di corsa dicendo: 'Fermati! Lascia cadere quello che hai in mano! Vicini, sta cercando di appiccare un incendio!

 

Chiamate il (numero d'emergenza) 911!'" ha raccontato la residente Renata Grinshpun, chre ha assistito all'episodio, all'emittente locale KtLa. La donna ha detto che la confusione ha svegliato i vicini, che sono usciti dalle loro case e hanno bloccato l'uomo, aveva quello che sembrava essere un grande "serbatoio di propano o un lanciafiamme".

 

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USA: INCENDI LOS ANGELES, 20 ARRESTI PER SCIACALLAGGIO, COPRIFUOCO A SANTA MONICA

(LaPresse/AP) - Sono stati effettuati almeno 20 arresti per sciacallaggio tra le macerie lasciate dagli incendi a Los Angeles e la città di Santa Monica ha annunciato il coprifuoco. Le truppe della Guardia Nazionale sono arrivate a Los Angeles ieri sera. Lo sceriffo della contea ha detto che per proteggere le proprietà saranno dislocate vicino alle aree devastate dal fuoco e si prevede che il coprifuoco entrerà in vigore dalle 18.00 alle 6.00 del mattino.

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USA: ARRESTI PER SACCHEGGI A LA, MILITARI E COPRIFUOCO

(AGI) - Da quando sono scoppiati gli incendi a Los Angeles, almeno 20 persone sono state arrestate, sospettate di saccheggi e per presenza sospetta nelle zone colpite dalla calamita' naturale, dove sono state rafforzate le misure di sicurezza, con la prossima entrata in vigore di un coprifuoco notturno.

 

Lo ha dichiarato ai media Usa lo sceriffo della contea di Los Angeles, Robert Luna, in seguito alle crescenti segnalazioni di saccheggi. Luna si e' impegnato a rafforzare le pattuglie e ha assicurato che i suoi ufficiali, presto supportati dai soldati della Guardia nazionale della California, fermeranno in modo proattivo chiunque vedano in un'area di evacuazione.

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"Quando abbiamo un ordine di evacuazione per legge, se rimani in quell'area, sei colpevole di un reato minore. Se commetti determinati crimini, potrebbe essere considerato un crimine", ha avvertito, sottolineando che "se ti trovi in una di queste aree in cui non sei residente, sarai sicuramente soggetto ad arresto".

 

E' stato inoltre pianificato un coprifuoco notturno, a tutela delle case e altre proprieta' fatte evacuare dai propri occupanti. Il governatore Gavin Newsom ha detto che i militari facevano parte di un dispiegamento di migliaia di persone del personale statale.

 

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"Stiamo mettendo tutte le forze a nostra disposizione, compresi i nostri militari della Guardia nazionale, per proteggere le comunita' nei giorni a venire", ha assicurato il governatore.

 

"E a coloro che cercheranno di trarre vantaggio dalle comunita' evacuate, vorrei essere chiaro: i saccheggi non saranno tollerati", ha insistito Newsom. Con un'area cosi' vasta bruciata dagli incendi, alcuni sfollati temono che non si faccia abbastanza per tutelare beni e proprieta' private. Alcuni residenti hanno optato per una sicurezza fai da te, come documentato dall'Afp.

LA VILLA DI ANTHONY HOPKINS PRIMA DELL INCENDIO

 

Tra loro c'e' Nicholas Norman, che ha organizzato una veglia armata a casa sua dopo aver visto personaggi sospetti nel cuore della notte. "Ho fatto la classica cosa americana: sono andato a prendere il mio fucile e mi sono seduto li', e ho acceso una luce in modo che sapessero che c'erano delle persone", ha raccontato il residente.

 

TRUMP CHIEDE LE DIMISSIONI DEL GOVERNATORE NEWSOM

(ANSA) - Il presidente americano eletto Donald Trump ha preso spunto dagli incendi di Los Angeles per chiedere le dimissioni del governatore dem della California, Gavin Newsom, considerato una speranza del Partito democratico Usa. "Gavin Newscum deve dimettersi. È tutta colpa sua!", ha scritto giovedì il successore di Joe Biden usando sul social Truth il nuovo soprannome affibbiato a Newsom derivato dalla parola inglese 'scum', che significa 'feccia'. Trump accusa il governatore di aver ridotto l'accesso all'acqua e ha chiesto che la "lasci scorrere verso il suo Stato arido, affamato e in fiamme invece di mandarla nell'Oceano Pacifico"

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NON C'È TREGUA A LOS ANGELES, NUOVO ROGO A OVEST DELLA CITTÀ

(ANSA) - Un altro rogo si è innescato al confine tra le contee di Los Angeles e Ventura, a nord di quello di Pacific Palisades. L'incendio denominato 'Kenneth' si sta diffondendo rapidamente, minacciando numerose ville nelle zone collinari di Hidden Hills e Calabasas, località non distanti da Malibu e famose per le mansioni lussuose e isolate, come quella delle Kardashian. Ha consumato 320 ettari di boscaglia in un'ora e mezza, secondo il sito dei vigili del fuoco della California. Il Kenneth è il quinto incendio attivo attorno a Los Angeles: mentre è contenuto il Sunset a Hollywood, restano il rogo nelle Palisades a ovest, sull'Oceano, l'Eaton a est nella zona di Altadena, il Lidia e Hurst fire nella San Fernando valley, a nord.

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OLTRE 180MILA PERSONE EVACUATE PER INCENDI IN CALIFORNIA

(ANSA) - Sono oltre 180.000 le persone che sono state evacuate e invitate per ora a non tornare alle loro case, preda dei devastanti incendi che stanno imperversando nel sud della California attorno a Los Angeles e che hanno già provocato almeno 10 morti.

 

Lo riportano le autorità locali, citate dai media. Il sindaco di Pasadena, Victor Gordo, citato da Cnn, ha detto: "Stiamo iniziando a vedere gente che torna (alle proprie case) in quelle zone (evacuate) e il nostro messaggio è questo: restate fuori da quelle zone finché non sentirete dire ufficialmente dalle autorità che l'ordine è stato tolto"

LA VILLA DI ANTHONY HOPKINS DISTRUTTA DALLE FIAMME

 

USA: INCENDI LOS ANGELES, DUE UOMINI DI 67 E 66 ANNI TRA I MORTI

(LaPresse/AP) - Tra i 10 morti accertati finora negli incendi a Los Angeles ci sono Anthony Mitchell, un amputato di 67 anni, e suo figlio Justin, affetto da paralisi cerebrale. I due stavano aspettando l'arrivo di un'ambulanza, che non è arrivata in tempo.

 

Lo ha raccontato la figlia di Mitchell, Hajime White, al Washington Post. Shari Shaw ha invece raccontato all'emittente californiana KTLA di aver cercato di convincere il fratello 66enne, Victor Shaw, a evacuare martedì sera, ma lui è voluto rimanere per combattere l'incendio.

LOS ANGELES DALL ALTO DURANTE L INCENDIO

 

Le squadre hanno trovato il suo corpo senza vita con un tubo da giardino ancora in mano. Ieri le squadre di recupero hanno estratto un corpo dalle macerie di quella che era una residenza sulla spiaggia di Malibu, sulla panoramica Pacific Coast Highway. Una lavatrice e un'asciugatrice carbonizzate erano tra le poche cose rimaste intatte.

 

1 - IL BIG ONE È DI FUOCO L’AGONIA DI LOS ANGELES AVVOLTA DALLE FIAMME

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

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Anche atterrare all’aeroporto Lax, in queste ore tragiche, è una scommessa. Quando il primo volo decollato all’alba da New York si avvicina, il capitano informa i passeggeri come farebbe Indiana Jones: «Se siamo fortunati, riusciamo ad arrivare. La pista ora è aperta, ma tutto dipende dalla direzione che prenderà il fumo». La puzza è tanto pervasiva, che ti soffoca le narici appena aprono il portellone.

 

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[…] i venti Santa Ana che soffiano a oltre 160 chilometri orari, gli idranti rimasti a secco per incuria e perché qui non piove da mesi, e la vegetazione prona alla combustione che nessuno si è davvero premurato di tagliare, diventano tutte metafore di un luogo insieme benedetto e maledetto dalla sorte. Un luogo che tra incendi, terremoti e minacce varie risulta sempre più fragile, imponendo agli abitanti di firmare un eterno patto col diavolo: accettare il rischio permanente di dover scappare, prepararsi al peggio, in cambio del privilegio di vivere in riva all’Oceano Pacifico, col sole sempre acceso come cantava il film LaLa Land, nel posto dove nascono le illusioni del cinema, tra feste mirabolanti e occasioni sociali, che il resto dell’America può solo sognare.

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La devastazione la vedi a occhio nudo. I tre incendi principali di Palisades, Hollywood Hills e Eaton hanno incenerito oltre 2.000 edifici e 29.000 acri di terreno, l’equivalente di 22.000 campi da football, o da calcio, direbbe l’ormai dominante popolazione latina.

 

[…] Oltre 16 milioni di persone nella California meridionale, dalle ville degli attori a Malibù fino al muro alzato da Trump al confine col Messico, sono in zone da allarme rosso.

 

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Bruciano icone della mitologia cinematografica, dal Sunset Boulevard a Mulholland Drive. Le fiamme lambiscono gli studios, l’Hollywood Walk of Fame, il Chinese Theater e il Dolby, che ospita la stravaganza degli Oscar. Andate sono le case appartenute a Will Rogers, Billy Crystal e Paris Hilton, e il Topanga Ranch Motel costruito da William Hearts, altrimenti noto come “Citizen Kane” per via di Orson Welles. Brucia il parco del Getty Museum. Gli hotel di Disneyland sono abbastanza lontani dalle fiamme, per trasformarsi da paradiso dei turisti in rifugio per evacuati. Danni stimati per 50 miliardi di dollari.

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Jack Kerouac notava che persino a New York esiste cameratismo, quando i frettolosi passanti si incrociano d’inverno nelle strade gelate, ma Los Angeles no: niente pietà, nessun senso di umanità. Magari esagerava, però a guardare come la politica sfrutta la tragedia, sospetti che avesse ragione. La sindaca Karen Bass, eletta per ripulire la città e affrontare l’emergenza homeless accampati lungo Skid Row, si è fatta sorprendere dalla crisi in Ghana. Immaginarsi la reazione di chi auspica il collasso della città degli angeli, anche senza il terremoto “Big One”. Il presidente Biden si è trovato qui per caso, per proclamare due riserve ambientali e vedere nascere un nipote. È scappato per andare al funerale di Carter, cancellando il viaggio a Roma insostenibile sul piano dell’immagine.

Subito ne ha approfittato Trump, che sogna ogni notte la perdizione della liberal California, per dare al governatore Newsom («Newscum») la colpa dell’inferno. […]

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2 - A HOLLYWOOD IL KOLOSSAL DIVENTA REALE E SI DIVORA IL SUNSET BOULEVARD

Estratto dell’articolo di Gabriele Romagnoli per “la Repubblica”

 

Così dev’essere l’inferno: nell’anticamera dell’Hotel Tramonto, in attesa di entrare, una donna che si era arricchita facendo l’agente dei divi siede smarrita, con un cane al guinzaglio, accanto a un uomo anziano che tiene ancora in mano il tubo da giardinaggio con cui cercava di salvare casa dalle fiamme. Sconosciuti, come erano stati a Los Angeles, loro e altri dieci milioni di individui che fecero dire alla voce narrante, all’inizio di Crash, Oscar nel lontano 2006: «Qui non c’è contatto fisico con nessuno: stiamo tutti dietro vetro e metallo. Ci schiantiamo contro gli altri per sentirne la presenza».

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In alternativa, ci si fa divorare dal fuoco. Si esce gocciolanti dalle piscine che, nella visione rivelata dall’aereo in atterraggio, punteggiano le abitazioni come virgole un discorso frammentato; si corre lungo le strade per sopravvivere, non per mantenersi in forma («qui non puoi invecchiare, è quasi un crimine», ha detto l’attrice Marisa Tomei, lei pure premio Oscar); si cerca riparo portandosi la cassetta con l’occorrente per l’emergenza che tutti tengono sotto il letto: abituati all’attesa, impreparati all’evento.

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Non esiste confine tra la predizione e l’avveramento, tra la realtà e la finzione, non per chi vive qui.

 

[…] A Palisade il prezzo medio delle abitazioni a dicembre era di tre milioni e trecentomila dollari. Più l’assicurazione, obbligatoria e opportuna. Il fuoco è ’a livella di L.A.: ha bruciato la sinagoga di Pasadena e la chiesa del Corpus Christi.

 

L’incendio, a differenza del terremoto, non ha un epicentro e Los Angeles, diversamente dalla maggior parte delle città, non ha un centro. Si sdraia pigra verso l’oceano, sale la collina, si snoda lungo strade parallele. Santa Monica, Malibu, Laurel Canyon, sono nomi che sembrano inventati dal cinema: invece li ha presi in prestito e mai più restituiti.

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Ci fosse un cuore, e non soltanto arterie, sarebbe Sunset Boulevard, il viale del tramonto che sta sfociando nella distruzione. Lì tutto è un film. Nel periodo che ci ho trascorso ho cenato accanto a Jennifer Lopez da Asia de Cuba e scortato Sofia Loren alla cerimonia degli Oscar che avrebbe incoronato Roberto Benigni. Mi sono rasato da un sosia dell’ispettore Derrick, che esibiva muto un affilato rasoio d’oro. L’unico con cui abbia intrattenuto una conversazione è stato il tizio che mi ha investito mentre ero fermo a un parcheggio: crash. Tutti conoscono Sunset Boulevard, anche quelli che non ci sono mai stati. Andarci è una tappa del pellegrinaggio nel deja-vu che conduce al Teatro cinese, sulla Walk of Fame, il marciapiede con le stelle dedicate alla celebrità, e sotto la scritta Hollywood. Qualcuno si spinge fino allo stadio di Pasadena, dove Baggio sbagliò un rigore.

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Chi si concede questo tour rimane deluso: è come un panino del fast food visto nella pubblicità o dal vero. Il privilegio sarà esserci stati, ora che queste attrazioni sono aggredite dalle fiamme. […]

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