abderrahim mansouri carmelo cinturrino rogoredo

“SMENTISCO OGNI INFAMITÀ CHE I MIEI COLLEGHI HANNO TIRATO FUORI” – CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DI ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO, NEGA LE TESTIMONIANZE DEGLI ALTRI AGENTI DI POLIZIA E DEI PUSHER E TOSSICI DEL “BOSCHETTO DELLA DROGA”, SUI “METODI INTIMIDATORI” E SULL’ALTERAZIONE DELLA SCENA DEL DELITTO – IL GIP DI MILANO NON CREDE ALLA VERSIONE DEL 41ENNE E HA CONFERMATO IL CARCERE PER IL POLIZIOTTO: “PUÒ COMMETTERE ULTERIORI GRAVI REATI DELLA STESSA SPECIE DI QUELLO PER CUI SI PROCEDE, OVVERO CON L'USO DI ARMI O DI ALTRI MEZZI DI VIOLENZA PERSONALE, SE NON DI CRIMINALITÀ ORGANIZZATA…”

1 - MILANO: GIP, 'CINTURRINO PUO' COMMETTERE REATI DI CRIMINALITA' ORGANIZZATA'

carmelo cinturrino 3

 (Adnkronos) - Per il giudice delle indagini preliminari di Milano Domenico Santoro, il poliziotto Carmelo CINTURRINO, fermato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, può "commettere ulteriori gravi reati della stessa specie di quello per cui si procede, ovvero con l'uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, se non di criminalità organizzata. Pericolo, questo che appare non solo attuale ma nella sua massima estensione".

 

Per il giudice l'assistente capo deve restare in carcere visto il "concreto" il rischio di "azioni lesive" nei confronti dei colleghi, accusati di dichiarazioni "infamanti" a suo dire, e degli altri frequentatori del boschetto di Rogoredo.

 

2 - ROGOREDO: GIP, CINTURRINO CONTINUA A MENTIRE GETTANDO OMBRE SUI COLLEGHI

(LaPresse) - Nonostante Carmelo Cinturrino abbia manifestato a voce l'intenzione di voler "collaborare" con gli inquirenti avrebbe continuato a mentire durante il suo interrogatorio in carcere di martedì negando di "aver toccato il corpo" di Abderrahim Mansouri dopo avergli sparato e gettando ombre sul fatto che i suoi colleghi fossero "consapevoli del posizionamento della pistola" finta accanto al 28enne.

 

LA RICOSTRUZIONE DELLA MORTE DI ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO

Lo scrive il gip di Milano, Domenico Santoro, nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del poliziotto. Il 41enne si è limitato ad ammettere "aspetti" già "acclarati" nel fermo disposto dal pm Giovanni Tarzia con il Procuratore Marcello Viola, come l'alterazione della "scena del delitto" con la pistola caricata a salve, ma ha continuato a sostenere che il giovane marocchino "è caduto faccia in avanti" dopo essere stato colpito alla testa "e poi si è girato ma io non l'ho toccato".

ABDERRAHIM MANSOURI

 

"La foto è stata fatta quando sono arrivati i soccorsi, io avevo già messo la pistola - ha ribadito Cinturrino - Non ho mai toccato il corpo del Mansouri". Per il gip ci sarebbe ben "poco da dire" sull'affermazione che un uomo con quel tipo di "ferita" alla testa (fotografata in atti) possa girarsi "autonomamente in posizione supina".

 

Una versione che sarebbe comunque smentita da due diversi testimoni oculari - il tossicodipendente afgano che ha assistito alla scena e il collega di Cinturrino indagato per favoreggiamento e omissione di soccorso -, dalla presenza di "due gore di sangue" sul terreno del bosco di Rogoredo che non si sono "formate in un unico momento" ma in diversi "intervalli temporali", dalle "lesioni" in testa e dalla "posizione delle gambe" e dal "fango trovato sul viso" della vittima.

 

Elementi che dimostrerebbero che il corpo è stato "spostato" per simulare uno "sparo" in linea "frontale", come legittima difesa, e non esploso mentre Mansouri era in "fuga" e "girato" di lato anche se "lievemente". L'assistente capo del Commissariato Mecenate avrebbe mentito anche sulle accuse di taglieggiare spacciatori e tossicodipendenti (esterne al capo d'imputazione per omicidio e su cui sono in corso indagini) che sono state messe a verbale da alcuni frequentatori di Rogoredo e dai 4 colleghi indagati con lui.

 

la pistola soft air trovata accanto al corpo di abderrahim mansouri

 "Infamità", le ha chiamate il 41enne, ricordando di aver "fatto arresti con tutti" i colleghi che "volevano venire in macchina con me per cercare di imparare qualcosa". Di quelli presenti il 26 gennaio ha detto che "secondo me hanno visto che avevo la pistola" con riferimento alla messinscena. Uno di loro "lo sapeva, gli altri due secondo me sì".

 

"Adombra che fossero in qualche modo tutti consapevoli del posizionamento della pistola accanto al corpo del Mansouri", annota il gip, ma il dato sembrerebbe "smentito" dalle dichiarazioni concordi "rese dai suoi colleghi" sia sul punto che sui "metodi intimidatori" di Cinturrino dentro al bosco di Rogoredo che sono stati descritti in maniera "dettagliata".

 

3 - CINTURRINO, 'NON SO SE MANSOURI AVESSE PIETRA IN MANO, INFAMITA' CONTRO ME'

CARMELO CINTURRINO

(Adnkronos) - "Ero terrorizzato. Correvo avanti e indietro perché mi sono reso conto di quello che avevo fatto, che avevo fatto un casino...La pistola l'ho posizionata a terra a circa 15 centimetri dal corpo. Serviva a provare a pararmi".

 

Sono alcune delle dichiarazioni che il poliziotto Carmelo CINTURRINO, fermato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso nel boschetto di Rogoredo, ha reso durante l'interrogatorio di convalida davanti al gip di Milano Domenico Santoro. "Non conoscevo personalmente Mansouri, non l'avevo mai visto dal vivo. E' caduto faccia in avanti e poi si è girato ma io non l'ho toccato, io non l'ho toccato il corpo, nonostante quello che hanno detto i miei colleghi. Non ho fatto caso che il Mansouri avesse una pietra in mano" aggiunge.

 

Le sue dichiarazioni non appaiono collaborative per il gip, ma l'assistente capo del commissariato Mecenate si limita ad ammettere aspetti già "documentalmente acclarati". E anche l'intento di gettare fango sui tre colleghi che 'correggono' le proprie dichiarazioni - CINTURRINO sostiene che sapevano della pistola a salve posizionata accanto al giovane pusher - viene rispedito al mittente dal giudice.

 

abderrahim mansouri ucciso dalla polizia a rogoredo 2

"Dalla data del mio arruolamento sono stato un poliziotto ben visto, mai preso una sanzione disciplinare, mi hanno riconosciuto titoli, ho avuto sempre la stima di tutti. Non ho mai lavorato con i confidenti. Non ho mai avuto contatti con persone di qualsiasi genere, mai effettuato una telefonata con un marocchino, con una persona che mi potesse compromettere" aggiunge l'agente.

 

"Gli altri possono fare le loro dichiarazioni, ma io dichiaro che sono menzogne. Tanti colleghi mi hanno chiamato, non sono entrati nel merito dei fatti, ma sulle infamità mi hanno detto di essere incazzati perché è un'assurdità. Io in macchina lavoravo sempre in due. Ho fatto arresti con tutti. Tutti volevano venire in macchina con me per cercare di imparare qualcosa. Non ho mai fatto uso di stupefacenti”

carmelo cinturrino a rogoredo

 

CINTURRINO AL GIP, 'DAI MIEI COLLEGHI DELLE INFAMITÀ'

 (ANSA) - "Smentisco ogni infamità che hanno tirato fuori". Così in un passaggio dell'interrogatorio di ieri, davanti al gip, Carmelo Cinturrino ha qualificato le dichiarazioni dei suoi colleghi poliziotti, i quali nei verbali dei giorni scorsi hanno parlato del fatto che lui chiedesse soldi e droga a pusher e tossici del bosco di Rogoredo. Per il gip Domenico Santoro queste parole del 41enne, "dirette a qualificare come infamanti le affermazioni dei colleghi", cozzano con altre testimonianze "rese dagli altri operatori del Commissariato" Mecenate

carmelo cinturrinocarmelo cinturrino ripreso nel 2024 durante un sequestrocarmelo cinturrino

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