“SONO DEI SERVIZI SEGRETI, TI TROVO UN LAVORO A PALAZZO CHIGI” – LA MEGA TRUFFA MESSA IN PIEDI A ROMA DA ANDREA VISENTIN, UN 33ENNE CHE, SPACCIANDOSI PER VICEPREFETTO E AGENTE, CHIEDEVA SOLDI IN CAMBIO DI UN’OCCUPAZIONE: CON BADGE FALSI SI AGGIRAVA INDISTURBATO NEL PALAZZO DI LARGO CHIGI 19, DOVE SI TROVANO GLI UFFICI DI DIVERSI MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO, E LÌ OCCUPAVA ANCHE UN PARCHEGGIO RISERVATO ALLA PRESIDENZA RACCONTANDO CHE L’AUTO ERA DEL DIS – PER RENDERE PIÙ CREDIBILE IL SUO RUOLO VIAGGIAVA A BORDO DI UNA MACCHINA CON LAMPEGGIANTE, FALSIFICAVA BADGE ISTITUZIONALI E DICEVA DI AVERE UN UFFICIO A LARGO CHIGI – CON LUI “LAVORAVANO” ANCHE L’AUTISTA E DUE COLLABORATORI CHE SOSTENGONO DI ESSERE STATI A LORO VOLTA RAGGIRATI. QUANDO È STATO FERMATO DALLA POLIZIA, IL TRUFFATORE HA REPLICATO: “COSA FACCIO DI MESTIERE? AIUTO LE PERSONE…”
Estratto dell’articolo di Michela Allegri per “Il Messaggero”
Per anni avrebbe usato un badge regolare, entrando indisturbato nel palazzo di Largo Chigi 19, distaccamento della Presidenza del consiglio, dove si trovano gli uffici di diversi ministri senza portafoglio.
Di più: sostiene anche di avere un ufficio, con tanto di chiavi riservate, all'interno del palazzo. È quello che Andrea Visentin, finito ai domiciliari per millantato credito e truffa, ha intenzione di raccontare al pubblico ministero che indaga su di lui e che sta cercando di chiarire come un soggetto che si spacciava per viceprefetto e agente dei servizi segreti, ma in realtà non avrebbe nessuna carica, riuscisse ad accedere indisturbato ai palazzi delle istituzioni.
Addirittura, sembra che l'uomo utilizzasse un parcheggio riservato ai dipendenti della Presidenza del Consiglio e che fosse di casa anche a piazza Cavour, alla Corte di Cassazione, dove si aggirava indisturbato tra uffici e corridoi. Lunedì Visentin - che in passato era già finito nei guai per essersi spacciato per carabiniere - è stato fermato dai poliziotti della Digos insieme a quella che ha presentato come la sua scorta: tre giovani che hanno fornito tesserini e una placca originale della Polizia. Peccato che i documenti fossero falsi e il distintivo, consegnato da Visentin al suo capo scorta, risultasse rubato. I tre, ignari della situazione, lo hanno denunciato per truffa e hanno raccontato di avergli dato in tutto 150mila euro, con la promessa di poter ottenere un lavoro.
[…] il responsabile dell'Ufficio Passi del palazzo di Largo Chigi 19, dove Visentin era di casa. Ha spiegato che l'indagato ha iniziato a frequentare gli uffici tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, all'epoca era munito di badge con cui oltrepassava i tornelli - anche se non si sa a chi fosse effettivamente intestato il tesserino - e diceva di lavorare con un ministro.
[…] il presunto incarico di Visentin sarebbe terminato alla fine del 2023. Poi l'uomo era sparito per qualche mese e si era ripresentato a Largo Chigi dicendo di avere ottenuto un incarico da viceprefetto del Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Sosteneva di frequentare direttamente la sede dei servizi segreti. Il responsabile dell'Ufficio Passi ha quindi ricordato che Visentin andava a Largo Chigi finito il suo orario di lavoro e si intratteneva con il personale per chiacchierare.
Era anche stato invitato alla festa di pensionamento del loro superiore, in febbraio. […] Il testimone ha anche aggiunto che arrivava a Largo Chigi a bordo di una Porsche e poi con una Bmw, entrambe munite di lampeggiante e con paletta in vista, e che parcheggiava in posti riservati alla Presidenza, in Santa Maria in Via. Visentin raccontava che le macchine facevano parte del parco auto del Dis. […]
«L'ho conosciuto nel bar sotto casa, diceva di essere un viceprefetto. Dopo un po' di tempo mi ha detto che si era presentata l'opportunità di entrare come segretario amministrativo alla Presidenza del Consiglio, gli ho dato 50mila euro», racconta uno dei giovani che sostengono di essere stati raggirati da Visentin, e che erano convinti di essere stati assunti nei servizi segreti, come componenti della scorta. I tre, tutti assistiti dall'avvocato Massimo Lauro, ora sono indagati per avere utilizzato documenti falsi, forniti loro dal finto 007. «Dopo un po' di tempo mi ha proposto un ruolo migliore: lavorare con lui, come agente dei servizi segreti - ha aggiunto il giovane - ha detto che i soldi servivano per pagare un suo superiore».
Effettivamente, il giovane il 21 gennaio aveva iniziato a lavorare per Visentin: «Facevo la scorta insieme ad altri due ragazzi, a uno di loro era stato dato un distintivo della Polizia, era stato nominato caposervizio. Ora abbiamo scoperto che era rubato».
Per più di un mese lo hanno accompagnato a diversi incontri: «Entravamo in Cassazione, parlava con esponenti delle forze dell'ordine, entrava negli uffici. Diceva di avere un ufficio a Largo Chigi 19. Quando ci hanno fermati abbiamo scoperto che era tutto finto. Non capisco come sia possibile: nei palazzi istituzionali lo salutavano tutti». […]
2. LA TRUFFA DELL’AGENTE SEGRETO CHE TI TROVA LAVORO A PALAZZO CHIGI PER 150 MILA EURO
Estratto dell'articolo di Alba Romano per www.open.online
Passeggiando per Roma è facile incontrarne uno. Si spacciano per lavoratori del Vaticano e del Parlamento e promettono un posto anche all’astante […] Chiedono soldi in cambio. Poi […] spariscono.
La truffa di recente ha però fatto un salto di qualità. Adesso c’è chi dice prima di essere prefetto o viceprefetto. E poi, una volta entrato in confidenza lo diceva sottovoce: «In realtà lavoro nei servizi segreti».
Poi il copione rimaneva lo stesso, solo che stavolta il posto di lavoro ambitissimo era alla presidenza del Consiglio. Per rendere più credibile il tutto viaggiava a bordo di auto con lampeggiante e falsificava badge istituzionali.
Andrea V., 33 anni, è stato arrestato in flagranza proprio a Largo Chigi. Il Messaggero fa sapere che le accuse nei suoi confronti sono sostituzione di persona, truffa, contraffazione e illecito utilizzo di segni distintivi e millantato credito. Insieme a lui l’autista e due collaboratori, denunciati a piede libero per i badge fasulli e per ricettazione: aveva un distintivo della polizia rubato.
Anche loro hanno sostenuto di essere vittime di Andrea, che li avrebbe raggirati. Anche perché dicono di aver pagato 150 mila euro per avere un lavoro. Nell’auto c’era anche una paletta, radio ricetrasmittenti, una scacciacani oltre a una stampante per i tesserini.
Il 33enne era su un’auto di grossa cilindrata con lampeggiante presa a noleggio. I polziotti li hanno fermati e portati in questura. «Cosa faccio per mestiere? Aiuto le persone», avrebbe detto il 33enne.
Una delle vittime ha raccontato di essere suo vicino di casa. […] tutta la famiglia aveva pagato per ottenere posti di lavoro in sedi istituzionali.
«L’ho accompagnato spesso in Cassazione, ma anche a palazzo Chigi», ha raccontato la vittima. Ha detto anche di averlo visto entrare, ma di averlo sempre aspettato all’esterno. Solo una volta l’indagato lo avrebbe ricevuto in un ufficio a Largo Chigi. Gli aveva detto che si trattava di uno dei palazzi della Presidenza, dove si trovano i ministri senza portafoglio. In quell’occasione lo aveva accolto una segretaria e l’uomo gli aveva presentato un presunto collega.









