UNO CON LA BACCHETTA SEMPRE IN TIRO – LA SOPRANO NEWYORKESE AMELIA FEUER ACCUSA FREDERIC CHASLIN, IL DIRETTORE D’ORCHESTRA E SOLLEVATO DALLA DIREZIONE DELL’AIDA AL "TEATRO MASSIMO" DI PALERMO DOPO CHE IL SUO NOME È SALTATO FUORI DAGLI EPSTEIN FILES: “NEL 2016 MI HA MOLESTATA, MI INVIAVA MESSAGGI SESSUALMENTE ESPLICITI: ‘METTERÒ LE MIE MANI E LA MIA BOCCA OVUNQUE TU ABBIA FREDDO. SII PRONTA A PERDERE COMPLETAMENTE IL CONTROLLO E OGNI INIBIZIONE’” – “LO STOP DEL MASSIMO È GIUSTO. CHI ABUSA DEL PROPRIO POTERE NON DOVREBBE AVERE UN’ALTRA POSSIBILITÀ…”
Estratto dell’articolo di Irene Carmina per www.repubblica.it
«Tutto il mondo della musica aspettava di capire cosa avrebbe fatto il teatro Massimo. La decisione è arrivata, ed è quella giusta». La soprano newyorkese Amelia Feuer non ha dubbi. A febbraio ha denunciato per molestie sessuali subite nel 2016 Frédéric Chaslin, il direttore d’orchestra finito nei file di Jeffrey Epstein e sollevato dalla direzione dell’Aida dal teatro palermitano.
Ma per la legge francese non si può procedere perché i fatti sono troppo datati. Accuse respinte dal maestro, che parla di attacco mediatico e annuncia azioni legali contro la cantante. Prima di Palermo, Chaslin era già stato fermato dal Met di New York, dalla Filarmonica George Enescu di Bucarest, dal Konzerthaus di Dortmund e dalla Salle Cortot di Parigi.
Cosa racconta la scelta del teatro Massimo?
«Una linea chiara. Chi abusa del proprio potere non dovrebbe avere un’altra possibilità perché è evidente che, quando gli viene concessa, non la usa in modo responsabile. Gli altri teatri avevano già preso una direzione precisa, cancellando gli impegni di Chaslin. Mancava solo Palermo: ora non più».
E se non lo avesse fatto?
«Sarebbe rimasta isolata. A questo punto per il teatro non era una semplice questione imbarazzante, ma un segnale di credibilità, morale prima di tutto».
Anche i professori d’orchestra si sono schierati col teatro.
«È un segnale importante. Per fare musica dobbiamo sentirci al sicuro. Il nostro è un lavoro come un altro: uno spazio professionale, non un luogo in cui essere considerati una preda. Per troppo tempo è stato considerato normale. Ora non lo è più, siamo stanchi».
[…] Quando ha conosciuto Chaslin?
«Dieci anni fa. Avevo 27 anni, ero all’inizio della carriera, cantavo nel coro e guadagnavo 90 euro al giorno. Lui era già un direttore d’orchestra affermato. È venuto ad assistere a una prova, poi è tornato una seconda volta e mi ha proposto di cantare in un concerto su musiche sue. Mi ha dato le partiture, io le ho studiate e ho cantato per lui qualche settimana dopo».
E poi?
«Ha iniziato a scrivermi messaggi sessualmente espliciti. Uno di questi, riportato nella denuncia, diceva: “Metterò le mie mani e la mia bocca ovunque tu abbia freddo. Sii pronta a perdere completamente il controllo e ogni inibizione”. Ero solo un oggetto sessuale, un pezzo di carne. È stato umiliante. Il lavoro era un pretesto per ottenere da me altro. Ho rifiutato».
[…] Perché ha deciso di parlare ora?
«Due giorni dopo aver scoperto che era negli Epstein file ho trovato il coraggio: ho capito cosa significa abusare del potere. Solo che i fatti risalgono al 2016 e sono prescritti secondo la legge francese. Ma sono stata chiamata a testimoniare nel caso Epstein». […]
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mail di frederic chaslin a jeffrey epstein
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