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I FIGLI SO' PIEZZ 'E CORE? NON SEMPRE - LA STORIA DI UNA 19ENNE DI ERCOLANO, IN PROVINCIA DI NAPOLI, RAPITA DAI PROPRI GENITORI CHE NON ACCETTAVANO LA RELAZIONE DELLA FIGLIA CON UN RAGAZZO TRANS (ANAGRAFICAMENTE DONNA MA NEL PIENO DELLA TRANSIZIONE VERSO L'ALTRO SESSO) - LA GIOVANE, CHE È STATA LOCALIZZATA GRAZIE A UNA APPLICAZIONE CHE I GENITORI AVEVANO INSTALLATO SUL SUO CELLULARE, È STATA TRASCINATA VIA CON LA FORZA E SEGREGATA IN CASA - LE VIOLENZE NEI MESI SCORSI, QUANDO LA RAGAZZA È STATA COLPITA DALLA MADRE CON CON UNA MAZZA - I CONIUGI SONO AI DOMICILIARI...

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Estratto dell'articolo di Fulvio Bufi per il "Corriere Della Sera"

 

CARABINIERI

Ostinatamente contrari ad accettare l’amore della loro figlia ventenne verso una persona anagraficamente ancora donna ma nel pieno di un percorso di transizione di genere, due genitori di Ercolano sono stati arrestati con l’accusa di aver rinchiuso in casa la ragazza (sequestro di persona) e di aver agito con violenza nei suoi confronti quando lei è riuscita ad allontanarsi cercando ospitalità in casa di un’amica nel vicino paese di Sant’Antonio Abate.

 

Grazie a una applicazione che avevano installato sul suo cellulare l’hanno localizzata e raggiunta. E l’hanno costretta con la forza a tornare a casa con loro. È stato il fidanzato, anche lui presente nella casa di Sant’Antonio Abate, a chiedere l’intervento dei carabinieri.

diritti lgbtq

 

Che visionando i filmati registrati da alcune telecamere installate nella zona, hanno visto i due coniugi trascinare la figlia e costringerla poi a salire nella loro auto. Successivamente i carabinieri hanno raggiunto la casa della famiglia a Ercolano, e al loro arrivo hanno potuto constatare — registrando anche la scena con una body-cam — che era in corso una violenta discussione e che, tra i presenti, l’unica persona a prendere le parti della ragazza era la nonna materna.

 

Genitori e figlia sono stati quindi accompagnati in caserma e qui è stata la ventenne a querelare il padre e la madre. «Sono sempre stati contrari alla sessualità del mio fidanzato, tanto da costringermi anche ad andare da uno psicologo. Nei mesi estivi sono stata obbligata a vivere in casa, non potevo uscire nemmeno con una amica. Mi hanno anche picchiata più volte, in una occasione mia madre usò anche una mazza, ma non ho mai dovuto fare ricorso a cure mediche».

 

aggressione

Ora che il padre e la madre sono ai domiciliari, la ragazza ovviamente non è più a casa. Sa che con loro da adesso in poi sarà ancora più difficile, spiega di esserne «cosciente, ma la mia preoccupazione maggiore è per i miei fratelli e per le conseguenze che potranno subire dall’arresto dei nostri genitori».

 

Nessun ripensamento, però. Né sulla scelta di querelarli né, tantomeno, sul rapporto con il compagno. «Quando ci siamo innamorati ero perfettamente consapevole di chi fosse e di quale percorso stesse facendo. E vogliamo andare avanti insieme». [...]

 

“COLPITA CON UNA MAZZA HO VISSUTO NEL TERRORE ORA VOGLIO ESSERE LIBERA”

Estratto dell'articolo di Dario Del Porto per "La Repubblica"

 

VIOLENZA DOMESTICA

«Sono stati mesi molto difficili. È stato tremendo quando mia madre mi ha colpito con quella mazza. Vorrei solo cercare di allontanare quel momento dalla mia mente». Ornella ha sofferto molto e adesso desidera solo voltare pagina. Ha 19 anni (il nome è di fantasia per proteggerne la privacy) e sogna una vita «insieme al mio compagno», il ragazzo, nato di sesso femminile ma in procinto di completare il percorso di transizione verso l’affermazione del genere maschile, che è accanto a lei mentre risponde a Repubblica.

 

Una relazione osteggiata dai genitori di Ornella al punto da picchiarla e segregarla in casa. Dopo l’intervento dei carabinieri, il padre e la madre della 19enne sono agli arresti domiciliari.

 

Allora, Ornella, come va?

«Meglio, mi sento sicuramente più serena».

 

Dopo tanta sofferenza che cosa chiede al futuro?

VIOLENZA DOMESTICA

«Ho intenzione di vivere insieme al mio compagno. Adesso stiamo pianificando il da farsi». [...]

 

Ci racconta questi otto mesi?

«In realtà il periodo peggiore è durato meno. È stato soprattutto durante l’estate scorsa».

 

Quando è rimasta segregata nella sua stanza?

«Non ero chiusa in camera, potevo rimanere in casa per i fatti miei. Ma non potevo uscire neppure per un caffè. È stata come una di quelle punizioni che si impartiscono alle ragazzine perché non hanno fatto i compiti e per una settimana non possono uscire. Ma io ho quasi vent’anni. Poi le acque sembravano essersi calmate, non so se per finzione o meno. Il mio ragazzo era anche venuto a casa. Ultimamente invece l’astio dei miei genitori si era riacceso».

 

violenze domestiche

Quanto è stato determinante il percorso intrapreso dal suo fidanzato sull’ostilità dei suoi genitori?

«Ha influito certamente, anche parecchio».

 

Lei invece non ha avuto alcuna esitazione quando si è legata a lui, vero?

«Ho accettato la sua scelta sin dal primo momento. Conoscevo la sua storia perché mi era stata riferita, sapevo quale percorso stesse affrontando e non ho avuto mai dubbi».

 

A chi invece è ancora prigioniero di diffidenza e pregiudizio che cosa direbbe?

«Seguite i vostri sentimenti e il vostro istinto. Io sono andata fino in fondo in questa storia perché sento che lui è la persona giusta per me». [...]

 

Crede la cultura del Paese su questi temi debba crescere?

«Assolutamente, l’ho vissuto sulla mia pelle».

 

Che sentimenti prova oggi verso sua madre e suo padre?

«Nessuno, sono preoccupata per l’avvenire dei miei fratelli e per le conseguenze che questa vicenda avrà sui miei genitori». [...]

VIOLENZA DOMESTICA

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