UN "PACCO" DI AFFARI – LA STORIA DI ROBERTO ZALTIERI, IMPRENDITORE LOMBARDO CHE CON LA SUA AZIENDA FATTURA QUASI 10 MILIONI DI EURO ALL’ANNO COMPRANDO E RIVENDENDO CONFEZIONI SIGILLATE DA AMAZON (E MERCE INVENDUTA DI ALTRE AZIENDE IN VARI SETTORI): “LI PAGO 3 EURO AL CHILO E LI RIVENDO A 4. DENTRO CI PUOI TROVARE DI TUTTO: ECCEDENZE DI MAGAZZINO, MERCE INVENDUTA, RESI, ARTICOLI OBSOLETI, MANCATI RECAPITI, CONSEGNE RIFIUTATE. IL 90% DI QUELLI CHE COMPRANO DA ME CERCANO LA SORPRESA” – “IL MIO MIGLIOR CLIENTE? ROBERTO “IL BAFFO” DA CREMA, IL RE DELLE TELEVENDITE” – “NON MI VA SEMPRE BENE. UNA VOLTA RITIRAI…” - VIDEO
Estratto dell’articolo di Stefano Lorenzetto per il “Corriere della Sera”
Nel Paese di Affari tuoi , è l’italiano che compra più pacchi. […] Roberto Zaltieri non li scarta mai. Li compra a peso e li rivende a peso. Un grossista dell’ignoto. Affari suoi garantiti: nel 2025 ha fatturato 9,5 milioni di euro. Se Castel Goffredo, dov’è nato 62 anni fa e dove ha sede la sua Stock Italwear’s, è la «Città del Tortello Amaro», come da segnaletica stradale marron, lui è lo specialista del ripieno dolce.
Con la sola Amazon ha stipulato un contratto che in 12 mesi lo obbliga a ritirare 200 tonnellate di confezioni sigillate. Ma acquista anche da Zara, Zalando, Carrefour, Coop, Trussardi, Penny Market, Media World, Asics, Bikkembergs, Diadora, Ellesse e da Action, catena olandese di discount internazionali. Svuota pure i magazzini di aziende che producono calze e intimo. […]
Che merci tratta?
«Tutte, tranne il food. Elettrodomestici, elettronica di consumo, casalinghi, scarpe, mobili, abbigliamento, cosmetici... Potrei continuare per ore. Li vede quelli?».
roberto zaltieri con i resi di amazon
Al-Shiyukh, Ayelet, Aryan.
«Profumi. Vengono dagli Emirati Arabi Uniti. Ho firmato con Kasanova, casalinghi, un’operazione da 1,2 milioni di pezzi e un’altra da 200.000 pentole. In tutto sono 120 Tir di roba».
Tanta. Dove la mette?
«Ho 15.000 metri quadrati di magazzino e altri 12.000 in due centri logistici esterni».
Quanti tipi di oggetti?
«Da Bizzotto, arredi, ho appena ritirato 80.000 pezzi di almeno 20.000 referenze diverse. Non mi chieda quali».
Non lo sa.
«Non li spacchetto mai».
Ma come si accumulano?
«Eccedenze di magazzino, merce invenduta, resi, articoli obsoleti, mancati recapiti, consegne rifiutate. Prenda Amazon. Pare che la più grande Internet company del mondo consegni 8-10 miliardi di pacchi l’anno, calcoli restituzioni fra il 5 e il 15 per cento: come minimo fanno 400 milioni di imballi. Spenderebbe troppo a scartarli. Prima credo che li bruciasse, ma poi, sa, le politiche ambientali...».
Meglio rivenderli a lei.
«Li ritiro a Bruxelles. Un Tir a settimana, con 33 bancali. Fanno 9.000 chili per volta. Pacchi sigillati, privi di indirizzi dei destinatari, ovvio».
Quanto li paga?
«Circa 3 euro al chilo, più Iva. Aggiunga 2.000 euro di trasporto. Ogni spedizione mi costa sui 30.000 euro».
E li rivende a peso.
«Certo. A grossisti, outlet e ambulanti che non sanno che cosa stanno comprando. Mi accontento di 4 euro al chilo».
[…]
Gli oggetti più grandi?
[…] «Lavatrici, frigoriferi... Non voglio saperlo per principio. Se aprissi il pacco, diventerebbe un altro mestiere».
Quale?
«Il Gratta e vinci. Il 90 per cento di quelli che comprano da me cercano la sorpresa».[…]
Gioca d’azzardo anche lei.
«Eh, ma non è che con i barter mi va sempre bene».
Chi sono i «barter»?
«La parola viene dall’inglese to barter , barattare. Pagano beni o servizi con la pubblicità invece che con il denaro. Cambi merce, in pratica. Ricordo che dalla Nextcom di Domenico Zambarelli ritirai 120.000 libri in giacenza. Una tragedia. Non c’era verso di piazzarli, nonostante i bei nomi: dai romanzi di Wilbur Smith ai saggi di Enzo Biagi. Alla fine ne vendetti 40.000 in lotti da 5.000 titoli l’uno».
E gli altri 80.000 volumi? Macero? Caminetto?
«Dovetti regalarli a bazar, ambulanti e mercatini del libro a 3 centesimi a copia».
Chi compra i pacchi chiusi di Amazon?
«Il cliente finale, per cifre dai 5 ai 20 euro l’uno».
[…] Perché non imita Bezos?
«Durante il Covid ho importato 20 milioni di mascherine dalla Cina. Le ho fatte arrivare in Belgio, in Italia non si potevano sdoganare. Fu un colpaccio. Però la pandemia ha rovinato il mercato, la gente compra solo online. Ho provato a buttarmi sul B to C, business to consumer , ma ci voleva un oceano di soldi. Ho preferito aprire sette outlet, da Gorizia a Pescara. M’è toccato chiuderne cinque».
Brutto colpo.
«La guerra in Ucraina, caro mio. Il 40 per cento del nostro fatturato viene dall’estero. Aggiunga la troppa concorrenza, l’online che ruba fette di mercato, i giovani».
Che c’entrano i giovani?
«Non sono come noi. Non vogliono possedere nulla: né auto né abiti. Mia figlia Aurora, 27 anni, si occupa di fashion style a Milano, ha curato il look del rapper Mecna, oggi fa la stessa cosa per le pubblicità di aziende come McDonald’s e Ray-Ban. E l’abbigliamento lo noleggia. Anche lei indossa vestiti usati».
[…]
Il suo miglior cliente?
«Il Baffo, alias Roberto Da Crema, re delle televendite».
Lei è figlio della società dei consumi. Ma così farà morire i negozianti.
«Purtroppo non si può andare contro il mondo. Ormai tutto gira intorno al web e alla tv. O mi adeguo o chiudo». […]




