UNA TRAGEDIA CHE SI POTEVA EVITARE – ANISA MURATI, ANNEGATA A SETTE ANNI DURANTE UNA GITA ORGANIZZATA DAL CENTRO ESTIVO DELLA SUA PARROCCHIA IN PROVINCIA DI CUNEO, È MORTA PERCHÉ LE HANNO DATO IL BRACCIALETTO DEL COLORE SBAGLIATO: LA PICCOLA NON SAPEVA NUOTARE, MA NON LE VENNERO DATI I BRACCIOLI SOLO PERCHÉ ERRONEAMENTE LE VENNE CONSEGNATO UN BRACCIALETTO ARANCIONE E NON VERDE – ORA PER LA SUA MORTE SEI PERSONE, TRA CUI DUE ANIMATRICI POCO PIÙ CHE VENTENNI, SON STATE RINVIATE A GIUDIZIO CON L’ACCUSA DI OMICIDIO COLPOSO...
Estratto dell'articolo di Simona Lorenzetti per il “Corriere della Sera”
Anisa non sapeva nuotare e avrebbe dovuto indossare i braccioli prima di avvicinarsi alle acque torbide del biolago. Eppure, quando arrivò al Bioparco Acquaviva di Caraglio, in provincia di Cuneo, insieme con decine di altri bambini che partecipavano alla gita organizzata dal centro estivo della parrocchia di Demonte, alla piccola venne assegnato un braccialetto arancione che indicava che sapeva nuotare. Avrebbero invece dovuto farle indossare quello verde, dedicato a chi non ha confidenza con l’acqua. Un errore che segnò il destino della bimba di 7 anni.
il lago del bioparco acquaviva di caraglio 2
Alle 17.30, quando fu il momento di tornare a casa e i bambini vennero chiamati a raccolta, lei era sparita. «Anisa dov’è?», si domandarono gli animatori. La cercarono, la chiamarono. Poi qualcuno notò le sue ciabattine rosa sulla riva del biolago e la tragedia prese forma. Ore dopo furono i sommozzatori a trovare il corpo di Anisa Murati sul fondale del lago, a due metri di profondità.
Era il 24 luglio 2024 e ora la Procura di Cuneo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone: l’accusa è omicidio colposo. Tra gli indagati figurano la coordinatrice e la responsabile degli animatori, due ragazze (difese dagli avvocati Nicola Menardo e Barbara Citterio) che erano appena maggiorenni: sarebbero state loro, secondo i magistrati, a distribuire i bracciali senza curarsi del significato e senza premurarsi che i bambini venissero tenuti d’occhio.
Non avrebbero «protetto» la bimba «da situazioni di pericolo» e «verificato che ci fosse un’adeguata vigilanza», sono le accuse dei pm. Che sottolineano come le due ragazze, «allertate della scomparsa, non richiedevano tempestivamente l’intervento dei soccorsi, né organizzavano immediate ricerche finalizzate a individuare» Anisa. E una delle due non sarebbe stata neanche «in grado di descrivere» la piccola ai soccorritori. Ma non sarebbero state le uniche a sbagliare.
Il parroco di Demonte, don Fabrizio Della Bella (difeso dall’avvocato Luigi Giuliano), avrebbe organizzato la gita con un numero insufficiente di animatori senza verificare il loro operato [...] Non solo, è emerso che il gestore del Bioparco lo chiamò per dirgli che gli animatori non stavano seguendo i bambini e lui non sarebbe intervenuto.
il lago del bioparco acquaviva di caraglio 1
Le indagini, poi, hanno portato alla luce le falle nelle misure di prevenzione del Bioparco, inaugurato appena due anni prima sulle ceneri di un’ex polveriera. Per questo sono indagati anche il gestore Roberto Manzi e due dirigenti del Comune di Caraglio, il progettista e direttore dei lavori Stefano Ferrari e il responsabile dell’ufficio tecnico Graziano Viale.
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