prostituta prostitute trattore

COL TRATTORE IN TANGENZIALE, ANDIAMO A PUTTANE! – A VICENZA UNA POVERA DONNA DI 77 ANNI È STATA COSTRETTA A VENDERE IL TRATTORE PER PAGARE LE PROSTITUTE AL FIGLIO 47ENNE. L’UOMO È SOTTO PROCESSO PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA ED ESTORSIONE: ERA DIPENDENTE DAL SESSO. E ANCHE DALLA MAMMA, CHE CONTINUAVA A FORAGGIARLO NONOSTANTE L’ETÀ…

Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”

 

TRATTORE

Si pensa che il polso di un Paese lo si possa cogliere da ciò che accade nelle grandi città. Falso, le storie emblematiche di una nazione, specialmente la nostra, vengono dalla provincia. È lì che si scrivono i capitoli della nostra autobiografia, non nei testi di sociologia o negli editoriali. Il fatto: a Valdagno, nel Vicentino, una donna di 77 anni ha venduto il trattore di famiglia per pagare al figlio 47enne le prostitute.

 

L' uomo è sotto processo per maltrattamenti in famiglia ed estorsione proprio ai della madre. La donna, sotto la minaccia di violenza, ha in passato foraggiato la viziosità del figlio per il sesso a pagamento. Arrivata al lumicino, incalzata ancora dal suo "bambino" di quasi cinquant' anni, si è dovuta vendere il trattore.

bamboccione

 

Non si sa molto circa le dinamiche familiari, se l' uomo viva con la madre, se abbia mai avuto un lavoro o relazioni sentimentali al di fuori di quelle meretricie. Ma in realtà sappiamo già tutto solo leggendo le poche informazioni della notizia d' agenzia, che specificano anche che l' uomo ha affermato di avere una dipendenza dal sesso che lo costringe ad avere numerosi e costanti rapporti.

 

Secondo la sua versione, quindi, è una vittima. E la madre, anche ora che il figlio è coinvolto in un procedimento penale proprio per le minacce e le estorsioni di cui lei è vittima, è d' accordo con lui: è vero, ha dichiarato, mio figlio ha una dipendenza dal sesso.

prostituta

 

Le notizie non chiariscono se questa dipendenza sia stata certificata da uno psicologo o uno psichiatra, o sia un alibi cui tanto l' uno quanta l' altra hanno finito per credere davvero. Ma possiamo suppore che no, non esista alcun documento, e che tale presunta patologia rientri nello schema utile all' uomo per passare da vittima, e alla madre per non rompere il cordone ombelicale nel momento in cui pure si trova costretta a denunciare il figlio. Come se la madre dicesse: figlio mio, devo denunciarti ma solo perché tu sei malato e così potrai curarti.

prostituta

 

Il particolare del trattore "di famiglia", come viene definito nelle cronache, aggiunge l' ultimo pezzo del puzzle. Il trattore, che serviva al sostentamento della famiglia, e cioè in gran parte a pagare le prostitute dell' uomo, è il simbolo di come una generazione addestrata dalla necessità al lavoro dei campi venga soppiantata da un' altra, improduttiva, che assorbe risorse non per investire in educazione e lavoro, ma per pagarsi le scopate. Scopate, si badi bene, che derivano da una "dipendenza". Come a dire: non poteva farne a meno. Come la droga.

 

bamboccione 1

Ricapitolando la storia, ci accorgiamo di trovarci davanti a una vicenda italiana esemplare, qualcosa che potremmo intitolare "Italian Gothic", riecheggiando un celebre quadro di Grant Wood, "American Gothic", che immortala la tipica, tetra famiglia americana. Qui c' è la quintessenza dell' Italia: la madre spremuta come una vacca dal figlio scioperato finché non ha più nemmeno una goccia di latte, il figlio che alla tenera età di 47 anni dice di avere una dipendenza dal sesso, mentre in realtà, ovviamente, la dipendenza è dalla madre, in ogni senso, economico e morale.

trans

 

La dipendenza del figlio che è incentrata sulle prostitute, perché è evidente che un uomo di 47 anni che vive sotto la gonna della madre, al cospetto di una donna che non sia a pagamento, fugge a gambe levate. Infine, il vero marchio di fabbrica dell' Italia: violenza, minacce, scenate, ricatti. O mi dai i soldi o ti ammazzo.

 

TRATTORE

E la povera vecchia che arriva a vendersi il trattore sul quale ancora lavora i campi per pagare la deboscia del figlio. Si dirà: ma questa non è l' Italia, sono storie di provincia, i matti dei paesini, ce ne sono tanti. Niente affatto. Se si affondasse il coltello in tanti nuclei familiari, in provincia come nelle grandi città, si toccherebbero con la punta della lama infinite storie simili.

 

bamboccione 4

Legami ambigui e morbosi tra genitori e figli in cui non si sa bene chi è la vittima e chi l' aguzzino, forse entrambi a turni alterni. Figli mai cresciuti, che a cinquant' anni sono come certi ortaggi che ritroviamo nel frigo dopo averceli scordati per un mese: conservati, non ammuffiti, ma rimpiccioliti, rattrappiti e insapori. Madri che assecondano (per paura, amore, pietà) ogni volontà dei figli (cresciuti senza principi né esempi, viziatissimi, sempre inevitabilmente vittime di tutto e tutti), senza avere mai il coraggio di dirgli di no, se non quando si giunge a un passo dal bagno di sangue. Non è Valdagno, è l' Italia, è la famiglia italiana.

bamboccione 3

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)