benedetto nitto santapaola

È MORTO ALL’ETÀ DI 87 ANNI BENEDETTO SANTAPAOLA, DETTO “NITTO”, UNO DEI BOSS PIÙ SANGUINARI DI COSA NOSTRA: FU ARRESTATO NEL 1993 DOPO 11 ANNI DI LATITANZA E DA ALLORA ERA DETENUTO IN CARCERE AL 41 BIS – SOPRANNOMINATO “U CACCIATORE” O “IL LICANTROPO”, PER UNA PRESUNTA MALATTIA PSICHIATRICA, È RITENUTO MANDANTE DI NUMEROSI OMICIDI ECCELLENTI, CHE INSANGUINARONO CATANIA, TRA CUI QUELLO DEL GIORNALISTA GIUSEPPE FAVA E DELL’ISPETTORE GIOVANNI LIZIO – UFFICIALMENTE ERA UN COMMERCIANTE: VENDITORE AMBULANTE DI FRUTTA, POI IMPRENDITORE NEL SETTORE AUTOMOBILISTICO. NEL 1981 INAUGURÒ LA PAM CAR, CONCESSIONARIA RENAULT, ALLA PRESENZA DI AUTORITÀ CITTADINE…

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MAFIA: IL BOSS NITTO SANTAPAOLA MORTO NEL CARCERE DI OPERA A MILANO

(Adnkronos) - E' morto oggi (ieri, ndR) nel carcere dell'Opera di Milano, il boss mafioso catanese Nitto Santapaola. Aveva 87 anni ed era detenuto al 41 bis. Santapaola, considerato uno dei boss più sanguinari di Cosa nostra, venne arrestato all'alba del 18 maggio 1993 in un casolare a Mazzarrone, nel catanese, dopo 11 anni di latitanza.

 

 

MAFIA: CHI ERA NITTO SANTAPAOLA 'U' CACCIATORE', IL BOSS CHE INSANGUINO' CATANIA E SEGNO' LA STAGIONE DELLE STRAGI

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(Adnkronos) - Era soprannominato ''u' cacciatore'' per la sua passione per la caccia e ''il licantropo'', appellativo nato dalle intercettazioni dei suoi uomini e da false voci su una presunta malattia psichiatrica assimilabile alla licantropia.

 

Con la morte di Benedetto Santapaola, detto ''Nitto'', uno dei capi più potenti e spietati di Cosa nostra, nel carcere milanese di Opera, all'età di 87 anni, dopo oltre trent'anni di detenzione in regime di 41 bis, si chiude un capitolo tra i più sanguinosi della storia criminale siciliana: una lunga stagione di guerra allo Stato, di attentati, di omicidi eccellenti e di intrecci oscuri tra affari, politica e violenza.

 

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Il boss mafioso è stato condannato più volte all'ergastolo perché ritenuto mandante di numerosi omicidi eccellenti, tra cui quello del giornalista Giuseppe Fava e dell'ispettore di polizia Giovanni Lizzio, oltre a essere coinvolto in molte attività criminali come estorsioni, attentati incendiari e gestione del potere mafioso a Catania.

 

Nella sua fedina criminale anche la strage di Capaci in cui perse la vita il giudice Giovanni Falcone. Dopo undici anni di latitanza, quattro mesi dopo la cattura del capo dei capi di Cosa Nostra Totò RiinaSantapaola fu arrestato il 18 maggio 1993, Santapaola fu arrestato in un casolare nelle campagne di Mazzarrone durante l'operazione ''Luna Piena'', condotta con un imponente dispiegamento di forze. Non oppose resistenza: al momento della cattura stava dormendo accanto alla moglie.

 

GIUSEPPE FAVA

La guida del clan Santapaola passò al nipote Aldo Ercolano. Nel dicembre dello stesso 1993 scattò l'operazione ''Orsa Maggiore'', con centinaia di arresti tra affiliati e fiancheggiatori del suo clan, basata soprattutto sulle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Il 1° settembre 1995 la moglie Carmela Minniti fu uccisa da un pentito per vendetta personale, episodio che provocò forti polemiche sulla gestione dei collaboratori di giustizia. Anche il figlio Vincenzo è stato più volte arrestato per tentativi di riorganizzare il clan. Nel 2020 gli erano stati negati gli arresti domiciliari durante l'emergenza Covid perché considerato adeguatamente protetto in carcere.

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Nato a Catania il 4 giugno 1938, Nitto Santapaola era cresciuto nel quartiere popolare di San Cristoforo, in una famiglia povera. Diabetico fin da giovane, frequentò una scuola salesiana ma abbandonò presto gli studi. Le prime denunce risalgono al 1962: furto e associazione a delinquere. Da lì, un percorso lineare dentro la mafia catanese, fino a diventare capodecina della famiglia guidata da Giuseppe Calderone. Ufficialmente era un commerciante: venditore ambulante di frutta, poi imprenditore nel settore automobilistico. Nel 1981 inaugurò la Pam Car, concessionaria Renault, alla presenza di autorità cittadine. Era la rappresentazione plastica di un potere che si muoveva tra economia legale e dominio criminale.

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