torino scontri al corteo per askatasuna

ERANO SETTIMANE CHE I SINISTRELLI DEI CENTRI SOCIALI PROMETTAVANO DI METTERE A FERRO E FUOCO TORINO - IL LORO UNICO SCOPO NON È POLITICO, MA È LA VIOLENZA FINE A SE STESSA: DISTRUGGERE LA CITTA' E PRENDERE A MARTELLATE I POLIZIOTTI - PER QUESTO, IL PIÙ NUMEROSO DISPIEGAMENTO DI FORZE DELL'ORDINE DEGLI ULTIMI ANNI È BASTATO SOLO AD ARGINARE LE VIOLENZE, MA NON A IMPEDIRLE (E A RIMETTERCI SONO STATI GLI AGENTI FERITI) - IL CENTRO SOCIALE "ASKATASUNA" GODE DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI CONTATTI DI VIOLENTI, CHE UN TEMPO MILITAVANO NEL MOVIMENTO NO-TAV...

 

LA RETE EUROPEA DEI VIOLENTI CHE SI MUOVE IN CERCA DI SCONTRI

Estratto dell'articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

un manifestante pacifico al corteo di askatasuna a torino lancia un estintore contro la polizia

Di avvisaglie ce n’erano state, a partire dagli ultimi assalti estivi ai cantieri della Val di Susa, dove un buon numero di antagonisti più violenti della vicina Francia e del centro-Europa era venuto a dare manforte ai torinesi e a loro alleati di diverse città. Poi la chiusura di Askatasuna ha fornito il pretesto per trasformare una legittima protesta a volto scoperto in un campo di battaglia per incappucciati che si muovono con tecniche quasi militari, vestiti a strati per cambiare abbigliamento tra un attacco e l’altro e rendersi meno riconoscibili.

 

Blocchi formati da alcune centinaia di persone provenienti anche stavolta da tutta Italia e da fuori (come confermato dalle identificazioni e dai primi fermi), pronti a trasferirsi — secondo l’analisi degli apparati di sicurezza — sui luoghi-simbolo di qualche altro sgombero muscolare fino ai cantieri per realizzare il Ponte sullo Stretto, se e quando partiranno.

 

giorgia meloni con alessandro calista

Ci sono i «duri» del centro sociale divenuto il più famoso e temuto d’Italia, ma non solo. Ci sono i compagni più aggressivi degli altri ritrovi antagonisti sparsi nella penisola, dalla Lombardia al Veneto, alla Toscana. E poi gli «specialisti» di Oltralpe: Austria, Svizzera e Germania, oltre alla Francia.

 

Uno scenario prevedibile e previsto. Non solo dagli apparati, visto che sui social che annunciavano percorsi e orari della manifestazione sono comparsi commenti del tipo: «A che ora è previsto il lancio di pietre, imbrattamento dei muri, distruzione di vetrine, lancio di uova, ecc?».

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 8

 

Stavolta si è andati molto oltre, e il collante che tiene tutto insieme non sembra essere l’ideologia bensì lo scontro in quanto tale. Dietro queste violenze non c’è opposizione politica, ma contrapposizione cieca; non ci sono strategie, ma tattiche di guerriglia urbana che si rinnovano a ogni occasione, con azioni organizzate e pianificate. Nella consapevolezza che sull’altro fronte, quello delle divise, se l’aspettano e hanno già studiato le contromosse. Vince chi riesce a far prevalere l’ultima, prima del fischio finale e in attesa del prossimo appuntamento. [...]

 

E se si sollecitano sensibilità antifasciste, ecco che viene sfruttata la possibilità di infilarsi nelle manifestazioni di dissenso politico per ingaggiare nuovi scontri. L’area antagonista, che sia di derivazione anarchica o che vagheggi i metodi della vecchia Autonomia operaia, vede la destra come un nemico naturale. Facendo paradossalmente il suo gioco. Negli ultimi mesi, in varie città, le manifestazioni a sostegno della Palestina e contro il governo di Israele sono state utilizzate per scatenare tumulti il cui movente erano più le misure contenute nel primo Decreto sicurezza che la difesa dei diritti della popolazione di Gaza.

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 21

 

Dopodiché quei tumulti, insieme ad altri episodi di violenza urbana, hanno offerto l’opportunità di chiudere centri sociali storici dell’estrema sinistra come il Leoncavallo e Askatasuna, motivo per l’innesco degli ultimi scontri (fino all’apice di sabato) che porteranno l’esecutivo e la sua maggioranza ad accelerare e rinforzare il Decreto sicurezza-bis già in preparazione. Accompagnato da rinnovate polemiche contro la magistratura, utili in vista del referendum.

 

Di tutto questo ai protagonisti della violenza di piazza importa poco o nulla. Anzi, i possibili giri di vite saranno l’occasione per una contrapposizione sempre più determinata. Ed eventuali nuovi divieti o sanzioni diventeranno ulteriore motivo di raduni o cortei da sfruttare per nuove aggressioni e devastazioni.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 20

Una spirale dentro la quale i «facinorosi», per usare un termine da mattinale di polizia, si trovano benissimo, e c’è da credere che non faranno nulla per sottrarvisi o interromperla. Differenze col passato È un quadro che gli investigatori e gli analisti hanno abbastanza chiaro. Così come hanno chiaro che paragoni con gli anni Settanta, il terrorismo e le Brigate rosse c’entrano poco o nulla. Proprio perché non c’è strategia politica né rivoluzionaria dietro questo tipo di violenza, mentre all’epoca ce n’era fin troppa. [...]

 

LA BRIGATA DEL MARTELLO CALATA DA TUTTA EUROPA PER RIPRENDERSI "ASKA"

Estratto dell'articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 22

«Riprendiamoci Aska». Nulla è accaduto per caso nella notte di Torino. C'era chi cercava lo scontro. La "banda del martello", è scritto in francese sui muri della città. Almeno mille e duecento manifestanti avevano deciso di usare la piazza pacifica dei 20mila per affrontare la polizia e provare a riprendersi la storica sede di Askatasuna. E lavare così «l'onta» dello sgombero.

 

E poi c'erano gli agenti in schieramento anti sommossa. Il più alto dispiegamento di forze messo in campo negli ultimi anni, dicono a Repubblica fonti qualificate della Polizia. Questo perché, dopo aver capito nei giorni precedenti che non sarebbero stati in grado di gestire la piazza con la prevenzione – perché in troppi stavano arrivando e soprattutto senza alcuna volontà di trovare una mediazione – hanno blindato il centro. E si sono preparati a quello che poi è accaduto, nella speranza di limitare i danni.

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 23

 

Non è un caso che per strada ci fossero i gruppi che si muovono soltanto nelle situazioni più complicate: il reparto mobile di Padova, quello di cui faceva parte il poliziotto preso a martellate, è uno di questi. «Sembra incredibile dirlo, ma è andata bene», ragiona un alto dirigente della polizia. «Perché i cittadini non hanno subito gravi conseguenze. E per come si erano messe le cose, poteva accadere di tutto».

 

Come si erano messe? Per capirlo è necessario tornare indietro di circa due settimane. Quando – siamo tra il 18 e il 20 gennaio – Aska chiama a raccolta gli amici di tutta Italia e organizza la grande manifestazione del 31. Che è una, ma in realtà forse è soltanto la prima. Da mesi la Prevenzione lancia l'allarme sulle manifestazioni che in tutta Italia vengono annunciate contro il decreto sicurezza, contro il quale opposizioni e società civile scendono pacificamente in piazza. C'è chi, però, ha interesse che le manifestazioni prendano la piega degli scontri. Torino, temono in polizia, può diventare una scintilla per il resto d'Italia.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna

Per questo nei prossimi giorni si cercherà di gestire con il massimo del dialogo le manifestazioni previste, nella speranza che la politica lo consenta. Non sarà semplice. Anche perché Aska, per i poliziotti, non è un movimento qualsiasi. Anzi. È il più complicato da gestire, dicono, perché si muove su tre livelli. Gode, vista anche la storia gloriosa, di grande consenso e di ottimi contatti.

 

Le sue manifestazioni sono sinceramente partecipate da chi vuole soltanto esprimere la propria opinione, anche un dissenso. «E quelli, purché lo si faccia nelle regole, vanno tutelati», ha detto ai suoi senza mezzi termini il capo della polizia Vittorio Pisani dopo i fatti di Pisa, quando furono manganellati degli studenti inermi.

 

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 9

Attorno ad Aska si muovono poi i «ragazzini», che sono quelli che preoccupano maggiormente: poco intercettati dalla prevenzione, nessuna voglia di mediare, solo quella di menare. Spesso anche i più facili da colpire. Sono stati al centro degli scontri di Roma nell'ottobre di un anno fa, quando il gruppo di Torino si rese protagonista di violenze con le forze dell'ordine. Infine ci sono i contatti internazionali, figli della tradizione No Tav. «Hanno portato la valle in città», dicono.

 

Aska muove tutte e tre le leve con un obiettivo principale. Riprendersi il centro sociale. È quello che la polizia vuole evitare a tutti i costi. Nei giorni precedenti capiscono quello che sta succedendo. La chiamata alle armi di Aska ha funzionato. Tra il 29 e il 31 gennaio vengono controllate ai caselli, in stazione e all'aeroporto 772 persone vicine ai centri sociali.

torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 24

 

Cinquantaquattro sono straniere: 35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri, e poi marocchini, spagnoli, polacchi, inglesi, tedeschi, persino un australiano un nepalese e un messicano. Sono qui per aiutare i torinesi. Ma non solo. La Questura prova a rispondere con una cinquantina di fogli di via.

 

Ma è troppo poco. L'unica maniera – dicono – per fermare i violenti è chiamare i reparti mobili e prepararsi in strada. Così, quando i 1.500 incappucciati si staccano dai 20mila pacifici e vanno verso corso Regina Margherita, con gli scudi, le pietre, i fuochi d'artificio sparati ad altezza uomo, tutti sanno già quello che sta per succedere. I ragazzi con i passamontagna. I poliziotti con gli scudi. Ancora una volta.

SCONTRI POLIZIA ANTAGONISTI AL CORTEO PER ASKATASUNA CORTEO PER ASKATASUNA POLIZIOTTO AGGREDITO, PICCHIATO E PRESO A MARTELLATEtorino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 14SCONTRI POLIZIA ANTAGONISTI AL CORTEO PER ASKATASUNA torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 6torino manifestazione per askatasuna 1torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 17torino, scontri alla manifestazione per askatasuna foto lapresse 19

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI ALLEATI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …