ali khamenei iran proteste teheran

IN IRAN NON SI È AL SICURO NEMMENO IN OSPEDALE – LA REPRESSIONE DEL REGIME NON SI FERMA: I DOTTORI CHE CURANO I MANIFESTANTI DIVENTANO BERSAGLI DEL REGIME – SAREBBERO ALMENO 40 GLI OPERATORI SANITARI ARRESTATI MENTRE AI MANIFESTANTI FERITI VENGONO NEGATE LE CURE. UN MEDICO RACCONTA: “HO VISTO CHE STACCAVANO I RESPIRATORI AI FERITI” – E NEL PAESE ANCHE I POLITICI DEL RAMO RIFORMISTA, A CUI APPARTIENE IL PRESIDENTE MASOUD PEZESHKIAN, FINISCONO NEL MIRINO CON L’ACCUSA DI “AVER TENTATO DI SOVVERTIRE L’ORDINE POLITICO” E…

1 - IRAN, ANCHE I POLITICI RIFORMISTI FINISCONO NEL MIRINO DEL REGIME

Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”

 

proteste iran.

Dopo averne uccisi a migliaia, sono andati casa per casa. Sono entrati nelle università, negli uffici, negli ospedali, alla ricerca dei dissidenti che hanno invaso le strade d’Iran per gridare il loro «no» alla Repubblica islamica. In un mese hanno arrestato 40mila persone, raccontano le ong. Ma questo numero non basta a placare la furia degli ayatollah […]

 

Tra domenica e lunedì, le autorità hanno arrestato alcune persone del ramo cosiddetto riformista — quello a cui appartiene il presidente Masoud Pezeshkian — con l’accusa di aver tentato di «sovvertire l’ordine politico e sociale del Paese» e di aver lavorato «a beneficio» di Israele e degli Stati Uniti.

ayatollah Ali Khamenei

 

Sono andati a prendere a casa Azar Mansouri, a capo della principale coalizione. Mansouri è una donna colpevole di avere chiesto la verità. Una settimana fa, aveva detto: «Non permetteremo che il sangue di queste persone care venga relegato all’oblio».Tra gli altri riformisti arrestati c’è Hossein Karroubi, figlio di Mehdi Karroubi, candidato alle elezioni presidenziali del 2009 e poi finito agli arresti domiciliari.

 

proteste in iran 2

Secondo i media iraniani, arrestato anche il portavoce della coalizione, Javad Emam, insieme a Ebrahim Asgharzadeh e Mohsen Aminzadeh e Ali Shakouri-Rad. Per il regime, queste persone hanno «giustificato le azioni dei terroristi nelle strade». Dennis Citrinowicz, esperto di Medio Oriente anche per l’Atlantic Council, scrive su X: «Questi arresti dimostrano quanto il sistema di governo sia profondamente insicuro riguardo alla propria sopravvivenza, in particolare quando si tratta dell’emergere di qualsiasi alternativa politica […] ».

 

ayatollah Ali Khamenei

Il malinteso di fondo è che «i riformisti possano fungere da ponte tra il regime attuale e un futuro ordine politico. Una tale transizione richiede lo smantellamento dei pilastri della dittatura. I riformisti, tuttavia, sono deboli e privi sia di potere istituzionale che di influenza indipendente

 

Le ong parlano di esecuzioni, di torture e di processi farsa. Tutto mentre gli uomini di Khamenei stanno per sedersi (venerdì) per il secondo round di colloqui con gli Stati Uniti, che ieri hanno detto alle navi battenti bandiera Usa: tenetevi lontane dalle acque iraniane.

proteste in iran 4

 

2 - IRAN: ECCIDIO IN OSPEDALE

Estratto Dell’articolo Di Fabiana Magrì Per “la Stampa”

 

Le piazze sono state sgomberate nel sangue. Ma la repressione non si ferma, vìola gli ospedali e insegue i sopravvissuti, quelli feriti, fin dentro i reparti e le corsie. In Iran, curare è un atto sovversivo. Per i medici, è diventato un reato politico. Alla fine, sia chi salva sia chi viene salvato paga un prezzo. Talvolta, con la vita.

proteste in iran 6

 

Dottori che curano i manifestanti, che si rifiutano di denunciare i nomi dei pazienti, che insistono perché i feriti restino ricoverati invece di essere dimessi, diventano – anche loro – bersagli del regime. […]

 

Risultano almeno 40 operatori sanitari – tra dottori, infermieri, studenti di medicina, tecnici e soccorritori volontari – arrestati e portati in carcere in tutto l'Iran. Il numero emerge da un database curato dall'Aida Health Alliance (Aha), associazione nata nel 2022, durante le proteste "Donna, vita, libertà". Aida, come la dottoressa Rostami, di Teheran, uccisa a 36 anni. Curava i manifestanti in clandestinità. Un giorno, dopo un turno in ospedale, è scomparsa. Fu ritrovata morta, con segni di tortura.

masoud pezeshkian alla manifestazione pro regime a teheran, in iran 7

 

[…]

Ma molti medici iraniani sono pronti a rischiare tutto per aiutare i feriti delle proteste. Anche quando le forze del regime fanno irruzione negli ospedali, attaccano personale e pazienti con gas lacrimogeni sparati nei reparti, prendono il controllo, aggrediscono medici e degenti. In un'intervista alla Cnn, in condizione di anonimato dall'interno di un ospedale dell'Iran, un dottore racconta come lui e i colleghi abbiano messo su una rete clandestina di operatori sanitari.

 

i familiari al riconoscimento dei cadaveri dei manifestanti uccisi dal regime in iran foto lapresse 1

Nella notte di un mese fa, tra l'8 e il 9 febbraio, «gli ospedali pubblici erano controllati dalle forze di sicurezza, monitorati da telecamere. I feriti venivano identificati come manifestanti. Il personale in servizio aveva l'obbligo di denunciarli. E questi venivano arrestati», ricorda. Lui stesso ha visto «pazienti a cui sono stati deliberatamente staccati i respiratori perché colpevoli di essersi ribellati alla Repubblica Islamica […] ».

donne iraniane si accendono sigarette bruciando la foto di khamenei

MASOUD PEZESHKIAN

i familiari al riconoscimento dei cadaveri dei manifestanti uccisi dal regime in iran foto lapresse 3khamenei come maduro - meme by dagospia i familiari al riconoscimento dei cadaveri dei manifestanti uccisi dal regime in iran foto lapresse 4IRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEIIRAN - PROTESTE CONTRO IL REGIME DI KHAMENEI PROTESTE IN IRAN - MAPPA DELL INSTITUTE FOR THE STUDY OF WAR i familiari al riconoscimento dei cadaveri dei manifestanti uccisi dal regime in iran foto lapresse 2

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?