andrea delogu

ANDREA LA ROSSA IN FIAMME! “AMO UN MODELLO DI 24 ANNI, LA NOTTE LUI VA A BALLARE E IO A DORMIRE” – ANDREA DELOGU RACCONTA LA STORIA CON IL SUO “TOY BOY” DI 16 ANNI PIÙ GIOVANE: “ABBIAMO LA STESSA PASSIONE PER ‘DIRTY DANCING’ E PER LA NINTENDO” – “ALL’INIZIO MI DICEVANO ‘VEDRAI CHE POI TI LASCIA’. MA È FINITA PURE CON MIO MARITO E AVEVAMO LA STESSA ETÀ” – LA COMPARSATA NEL FILM “PIPÌ ROOM” DI CALÀ (“UNO STRACULT. JERRY PER ME ERA UN MITO”) E LA CHIAMATA DI RENZO ARBORE (“NON CI VOLEVO CREDERE”) – “IL MIO B-MOVIE DI RIFERIMENTO? ‘VIVA LA FOCA’ CON LORY DEL SANTO” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Giovanna Cavalli per il “Corriere della Sera”

 

andrea delogu

Non per niente la chiamano Furio (Verdone op. cit.). «Perché ho la mania del controllo e organizzo la mia vita nei minimi dettagli. Al mattino devo sempre sapere cosa mangerò la sera, sennò mi sento male. Sul set arrivo all’alba, pure prima del trucco e parrucco. Lo so, ho dei seri problemi, ma sono fatta così».

 

Partire in vacanza con lei sarà impegnativo.

«Compilo una tabella mentale di ogni giornata, prevedo in anticipo a che ora ci sveglieremo, quando e dove si pranzerà, decido pure le fermate per andare in bagno».

 

Come per Antongiulio e Antonluca. Delogu, lei è Super-Furio, altro che la Andrea La Rossa di Instagram.

«È dura venire in ferie con me, lo ammetto, anche la mia migliore amica Ema Stokholma, se può, mi scarica. Tranne quando andiamo in Puglia, a Tuglie, a casa dei miei nonni: lì il mare è a 10 km e non c’è niente da fare, solo rilassarsi, mangiare e dormire».

 

ANDREA DELOGU

Ho quasi un brivido a chiederle come prepara i bagagli.

«Per fare la valigia prendo un foglio, segno i giorni, divido ogni pagina in due colonne, mattina e sera, e annoto i cambi d’abito e i turni di bucato. Però lo confesso subito al compagno/a di viaggio. Alla prima vacanza che ho fatto con il mio ragazzo, gli ho premesso: sappi che per me ogni giornata è programmata dall’inizio alla fine, mi lascio giusto quattro ore libere».

 

E lui?

«Ha riso come un pazzo però è venuto lo stesso. Questa estate torneremo in Giappone, ci sto lavorando da dicembre».

 

[…]

ANDREA DELOGU

 

Il paziente boyfriend di cui sopra è Luigi Bruno, fa il modello e ha 24 anni, lei 40.

«Ci siamo conosciuti due anni fa su Instagram, mi ha scritto lui per primo, ero single. Mi ha corteggiato molto, rispondevo gentile, niente di più, però lui non mollava. Ci scambiavamo messaggini. E abbiamo scoperto di essere tutti e due appassionati degli anni Ottanta».

 

E poi?

«Si è presentato a Roma a sorpresa, senza avvisarmi. “Ti voglio conoscere, sono qui, ci vediamo?”. Potevo dirgli di no? Abbiamo fatto una lunga passeggiata notturna e insomma… piano piano ho ceduto. Eppure insistevo: “Viviamo in due mondi troppo diversi, non può funzionare”. Finché Luigi non mi ha smontato: “Ma diversi cosa? Mi piaci e basta”».

 

[…]

 

Era preoccupata per i 16 anni di differenza?

andrea delogu foto di bacco

«All’inizio sì, siamo strutturati per pensare in un certo modo. Per lui invece non è mai stato un problema e ora non lo è più nemmeno per me. Se mi fanno battute, ci rido. Quando ci hanno paparazzato insieme ed è uscita la notizia, qualcuno mi diceva: “Eh, ma attenta che poi finisce, vedrai che ti lascia”. E io: “Guarda che è finita pure con mio marito e avevamo la stessa età”. Ormai non mi accorgo nemmeno che è più piccolo, quando lo vivi è diverso, non ci fai più caso».

 

Una passione in comune.

«Lo so, fa ridere… la fissa per il film Dirty Dancing, a casa ho il poster originale, è stata la prima cosa che ci ha unito. E i videogiochi. Possediamo sia Nintendo che Playstation, se lo chiedi a Luigi ti dice che è più bravo lui, ma non è vero, ci so fare anch’io, in quelli in cui non si spara tipo Little Nightmares. Quando vinco lo faccio pesare, però sono capace di perdere».

 

Una invece che vi divide.

ANDREA DELOGU LUIGI BRUNO

«Luigi ama andare in discoteca all’una e rientrare alle sei del mattino, io non più. Me ne vado a letto a un’ora decente ma va bene così, non bisogna per forza fare tutto insieme, ognuno deve avere la propria libertà».

 

Rewind. Al suo matrimonio con Francesco Montanari (il Libanese di Romanzo Criminale) gli cantò «T’appartengo» di Ambra. Lo sposo ha apprezzato?

«Era un flash mob al momento delle promesse nuziali. Francesco ha riso, l’abbiamo cantata tutti in coro. Volevo mettere allegria per non piangere di commozione. La torta era un profiterole, lo abbiamo mangiato con le mani, solo che lui, mentre cercava di imboccarmi, è scivolato e me lo ha spalmato in faccia».

 

Dopo cinque anni, nel 2021, vi siete lasciati.

ANDREA DELOGU LUIGI BRUNO

«Restano bei ricordi, anche da ex siamo legati, sono felice di aver passato una parte di vita con lui e grata di averlo incontrato. Certo è stata dura ammettere che l’amore era finito, che non era per sempre. Sul momento pensi che il dolore sia troppo forte, che non ce la farai a superarlo, invece poi ritrovi un tuo equilibrio e riprendi a vivere».

 

È nata e cresciuta fino a 10 anni a San Patrignano. Il ricordo più vivo di quei giorni.

«La sensazione di sicurezza. Nessuno chiudeva mai a chiave la porta. E avevo sempre altri bambini con cui giocare, senza bisogno di essere accompagnata, erano già lì».

 

[…]

 

ANDREA DELOGU LUIGI BRUNO

A 14 anni salì sul suo primo palco.

«A Rimini, in piazza Malatesta, c’era un concerto di Cristina D’Avena. Cercavano qualcuno che annunciasse al microfono che lo show stava per cominciare. “Vengo io”, mi lanciai. Nell’istante in cui ho sentito rimbombare la mia voce ho provato un’emozione fortissima. E pensai: io voglio fare questa cosa qui».

 

Brad Pitt agli esordi si vestiva da pollo, Megan Fox da banana, lei da nacho gigante.

«Facevo pubblicità a una salsa rossa messicana con questo costume a triangolo giallo e un vassoio con gli assaggini. Avanti e indietro sul lungomare di Rimini, ad agosto. Era divertente ma sotto la gommapiuma si moriva di caldo e puzzava mortalmente di sudore, il mio».

ANDREA DELOGU

 

A 20 scoprì di essere dislessica.

«Non è un difetto ma una caratteristica, come gli occhi azzurri. I professori dicevano ai miei: è sveglia ma non si applica. Quando mi fecero la diagnosi ho pianto di felicità. Ai dislessici succede di confondere le parole, o che le lettere cambino mentre le leggi, perché il cervello è più veloce degli occhi. Però si impara a gestirlo».

 

Le meraviglie della gavetta.

«A una festa della birra su al nord, sotto un capannone, credevo di dover presentare una serata, mi ritrovai a scandire i numeri della tombola, in palio salami, prosciutti e funghi sott’olio».

 

ANDREA DELOGU

Nel 2002 la presero a fare la Letteronza a «Mai dire Domenica» su Italia 1 con la Gialappa’s e il Mago Forest.

«Eravamo sei, nessuna sapeva ballare ma il bello era proprio quello».

 

Nel suo curriculum figura il non memorabile film tv «Pipì room» di e con Jerry Calà.

«Scherzaaa? Uno stracult. Jerry per me era un mito, cercava una comparsa, mi proposi, non so nemmeno se mi si vede o sono stata tagliata».

 

Stracult, come il programma che ha condotto per 6 anni con Marco Giusti su Raidue.

«Poi si è aggiunto Francesco Biggio. Andavamo in onda a braccio, senza scaletta».

 

Il suo B movie di riferimento.

andrea delogu

«Non c’è gara: Viva la Foca con Lory Del Santo, la scena di lei che entra nel bar con la mini di pelle è mitica. Ho scoperto che molte parti del film erano avanzi di girato di altre pellicole, grande! Sono cresciuta con Attila flagello di Dio di Abatantuono e I Fichissimi, il top».

 

Diventò una pupilla di Arbore.

«Mi ha scoperto sul web, ero già molto social, gli serviva qualcuno per il suo Renzo Arbore Channel. Quando mi arrivò la telefonata mi prese un colpo. Per lui provo un affetto smisurato. Alle celebrazioni del trentennale di Indietro tutta! posso dire: io c’ero, ho visto lui e Gigi Proietti fare le prove in camerino. Renzo nei suoi programmi non taglia niente, nemmeno gli errori».

 

I suoi quanti erano?

«Pochi, sono un po’ la prima della classe. Però ben venga la papera, la perfezione è noiosa. Finito lo show, tutti si lanciarono sugli arredi originali per portarsi a casa un souvenir».

 

andrea delogu e francesco montanari

Lei che cimelio si è aggiudicata?

«Un orologio tarocco del Cacao Meravigliao».

 

Uno dei suoi migliori amici è Stefano De Martino.

«Persona stupenda, solare. Mi è stato vicino quando mi sono separata e avevo il cuore spezzato, mi ha aiutato a capire che comunque le cose vanno avanti. Non ci vediamo spesso, ma faccio il tifo per lui e lui per me».

 

È cintura nera 2° dan di karate. Meglio darle sempre ragione?

andrea delogu 6

«Tranquilli. Il karate è una filosofia di vita che predica calma e rispetto, più che una disciplina di combattimento. Ti insegna proprio ad evitare di usare la forza. Ma in caso so difendermi bene anche a parole».

andrea delogu 3ema stokholma andrea delogu 8STEFANO DE MARTINO E ANDREA DELOGU andrea delogu 1ema stokholma andrea delogu 3ema stokholma andrea delogu 1ema stokholma andrea delogu 2ema stokholma andrea delogu 7ema stokholma andrea delogu 6andrea delogu 2andrea delogu 4

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…