LA CANNES DEI GIUSTI - QUESTO "VICTORIAN PSYCHO", TERZO FILM DEL CRITICO NEWYORKESE ZACHARY WIGON, VANTA UNA BUONA STORIA. NON FA TANTA PAURA, ANCHE PERCHÉ CERCA IL PIÙ POSSIBILE DI ADDOLCIRE I DELITTI E LE SITUAZIONI SCABROSE CON TONI DI COMMEDIA E LA SUA EROINA HA UNA SUA LOGICA NEL COMPIERE I DELITTI - SONO LONTANI I TEMPI DEI GRANDI GOTHIC HORROR INGLESI COI RICCHI MANIERI PIENI DI FANTASMI E VENDETTE CHE ARRIVANO A SEGNO DOPO SECOLI, MA È PIUTTOSTO RIUSCITO, ORIGINALE. STRANO PERÒ VEDERE UN FILM COSÌ A CANNES, A UN CERTAIN REGARD… - VIDE
Marco Giusti per Dagospia
Sono lontani i tempi dei grandi gothic horror inglesi coi ricchi manieri pieni di fantasmi e vendette che arrivano a segno dopo secoli. Devo dire che questo "Victorian Psycho", terzo film del critico newyorkese Zachary Wigon, vanta una buona storia, tratta dal romanzo omonimo di Virginia Feito, che ne è anche la sceneggiatrice, con protagonista forte e povera, in cerca di sangue e vendetta in quel di Ensor House, tipico maniero inglese, pronto a essere ricoperto di sangue.
Non fa tanta paura, anche perché cerca il più possibile di addolcire i delitti e le situazioni scabrose con toni di commedia e la sua eroina, l'educatrice Winifred Potty, interpretata da Maila Monroe con grande adesione al personaggio, ha una sua logica nel compiere i delitti.
Pensato in un primo tempo per Margaret Qualley, che aveva girato con Wigon il precedente e non memorabile "Sanctuary", in coppia con Thomas inevitabile McKenzie, perdendo la Qualley ha personpure la produzione di A24. Ma è piuttosto riuscito, originale, con gravi attori, come Ruth Wilson e Jason Isaacs che fanno i nobili del maniero. Strano però vedere un film così a Cannes, a Un Certain Regard.
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