tradita

IL CINEMA DEI GIUSTI – PREPARATEVI, PERCHÉ “TRADITA" È IL FILM PIÙ STRACULT DELLA STAGIONE - IL RITORNO AL CINEMA DI MANUELA ARCURI A 49 ANNI, IN VERSIONE MAMMA-DOMINATRIX-GALEOTTA MA SOPRATTUTTO AVVOCATESSA CON ACCENTO CIOCIARO, CHE SI CONCEDE PURE SCENE DI NUDO COL BELLONE CUBANO WILLIAM LEVY, UNA SCENA LESBO IN PISCINA, VARIE SCENE SADOMASO, UNA SCOPATELLA COL CATTIVO, FERNANDO LINDEZ - CONFESSO CHE IL FILM MI HA MOLTO DIVERTITO. PERCHÉ GIOCA APERTAMENTE COL TRASH, CON LE TECNICHE NARRATIVE DELLA FICTION, E COL NOSTRO CINEMA DI GENERE, E LA ARCURI È IN FORMISSIMA, ANCORA BELLISSIMA E VENDIBILE COME B’S QUEEN… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

tradita

“Inginocchiati, bastardo!” fa lei con lieve accento burino roteando la frusta protetta dalla mascherina nera e dal nom de plum di Madame X. Preparatevi. E’ il film più stracult della stagione. Non potrebbe essere altrimenti.

 

Il ritorno al cinema di Manuela Arcuri a 49 anni, in versione mamma-dominatrix-galeotta ma soprattutto avvocatessa con accento ciociaro, che si concede pure scene di nudo (wow!) col bellone cubano William Levy, 48 anni, più o meno un armadio con i peli sul petto, una scena lesbo in piscina, varie scene sadomaso, una scopatella col cattivo, lo spagnolo Fernando Lindez di “Elite”.

 

Stiamo parlando di “Tradita” (“Betrayed”), thriller erotico che non capisci mai se più fiction o vecchio film anni ’70 diretto da Gabriele Altobelli (“American Fango”), tratto dal romanzo di Maria Carboni, appena presentato in anteprima al Festival di Malaga, olé, che non solo segna il ritorno al cinema di Manuela Arcuri, in formissima, ma anche quello del suo produttore-sceneggiatore-pigmalione Alberto Tarallo che la impose in tv in serie trash-memorabili prodotte dalla Ares per Mediaset come “L'onore e il rispetto”, “Sangue caldo”, “Pupetta - Il coraggio e la passione”.

manuela arcuri tradita 5

 

Con una nuova società, la Mattia’s, Tarallo, ormai lontano dal mondo Mediaset, le cuce addosso questo film, “Tradita”, coprodotto con soldi spagnoli e sudamericani grazie alla presenza di star della fiction latina più popolare, William Levy e Fernando Lindez, che scrive lui stesso assieme al regista, all’autrice del romanzo, Maria Carboni, e a Steve Della Casa, esperto di cinema di genere oltre che conservatore della Cineteca Nazionale, nella sua nuova veste di sceneggiatore, e torna a imporla come incredibile B’s Queen.

 

manuela arcuri william levy tradita

Partendo, in questo caso, ma ne sta producendo subito un altro, proprio dal thriller erotico all’italiana modellato sui film di culto e straculto di Lucio Fulci e Elio P. Miraglia con Marisa Mell e Marina Malfatti, anche loro star un po’ lesbo con la frusta. E state attenti ai nomi dei protagonisti, perché sono tutti omaggi a figure bizzarre del nostro cinema di genere, come il produttore Pino Buricchi (“Gunan il guerriero”).

 

Qui, Manuela Arcuri è Pazienza Mantovani detta “Paz”, una bella avvocatessa dalla lingua lunga, e bene ha fatto Tarallo a non doppiarla lasciandole l’accento di Anagni, con figlioletto e vecchia madre, Angela Molina, ancora ottima per il mercato spagnolo, che prende il posto lasciato vuoto dalla morte di un’altra avvocatessa, addirittura Monica Guerritore, che si è suicidata misteriosamente.

 

Un colpo alla testa coi frammenti di cervello che formano il titolo in rosso del film, Tradita, appunto. In realtà la Guerritore si è uccisa quando ha scoperto che il suo studio, composto da lei e da Gianluca Gobbi, bravissimo attore genovese in grado di passare con disinvoltura dai set di Moretti a quelli di Tarallo, copre i loschi affari di un perfido super ricco Nicandro, Giancarlo Giannini, e del figlio infamissimo Davide, il bono spagnolo Fernando Lindez, legato a filo doppio con la mafia.

 

monica guerritore tradita 1

Proprio il figlio bono di Giannini si vuole fare Paz a tutti costi. Ci riesce, in effetti, con poco impegno, ma poi, quando lei capisce, dal socio avvocato pippatissimo Gianluca Gobbi che lui e il padre sono dei mostri e cerca di sbatterli in galera, le cose si complicano. Perché i due la tengono sotto scacco dicendole che le uccideranno il figlioletto. Così lei, addirittura, si autoaccuserà della morte del socio e finirà in galera.

 

Quando uscirà, dopo un paio d’anni di gabbio, con il nome d’arte di Madame X e il frustino in mano, diventerà una mistress dominatrice nel giro delle escort che le ha procurato un’amica trans (“ancora te devi rifà le tette… per me sei un frocio”). E giù frustate per tutti. A questo punto, però, scatterà la vendetta di Paz contro Giannini e il figlio cattivo. Una vendetta che vede l’entrata in scena del bono cubano naturalizzato americano William Levy, nel ruolo di Rafael Caruso, un ricchissimo sudamericano che non si sa se buono o corrotto.

manuela arcuri giancarlo giannini tradita

 

Rafael è pazzo di Madame X/Paz, che alla fine gli cede (sì, cede sempre…), ma è divisa e vorrebbe capire se lui è buono o cattivo. Il resto non ve lo dico. Già spiegarvi la storia è stata un’impresa. Confesso che il film mi ha molto divertito. Perché gioca apertamente col trash, occhio a Peppe ’o strafottente, con le tecniche narrative della fiction, e col nostro cinema di genere.

 

manuela arcuri tradita 7

Che proprio Tarallo conosce benissimo, essendo nato nei film polizieschi di Umberto Lenzi come attore (faceva Liala il travestito in “L’uomo della strada fa giustizia”) e come produttore col cultissimo “Cattive ragazze” con Florence Guerin diretto da Marina Ripa Di Meana. Ma la vera carta in più, a parte il bisteccone William Levy, è nel ritorno di Manuela Arcuri, ancora bellissima e vendibile come B’s queen. Con frusta o senza. In sala dal 19 marzo.

manuela arcuri tradita 6traditamanuela arcuri tradita 2william levy traditatraditamanuela arcuri tradita 1monica guerritore tradita 2manuela arcuri tradita 3manuela arcuri tradita 4fernando lindez traditatraditamanuela arcuri tradita 8

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...