COME E’ TRISTE VENEZI! LE IMPROVVIDE PAROLE SULL’ORCHESTRA DELLA FENICE DI “BEATROCE” VENEZI CHIUDONO UNA VICENDA INSOSTENIBILE PER LA BACCHETTA NERA MELONIANA TANTO CHE QUALCUNO PENSA CHE SIANO STATE VOLUTE PER DETERMINARE IL DIVORZIO DAL TEATRO VENEZIANO (LEI AVEVA GIÀ FATTO SAPERE CHE NON AVREBBE GUIDATO IL CONCERTO DI CAPODANNO, EVENTO CLOU MUSICALE A LIVELLO INTERNAZIONALE “PER ALTRI IMPEGNI”!) - IL PAPÀ CANDIDATO PER FORZA NUOVA, LA PUBBLICITÀ DEL BIOSCALIN, LA POLTRONA DA CONSIGLIERA AL MINISTERO DELLA CULTURA, LE CONTESTAZIONI E GLI SCIOPERI, LA VITA SOPRA LO SPARTITO DEL “DIRETTORE” D’ORCHESTRA CARO A GIORGIA MELONI E SIMBOLO DELLA NUOVA “EGGGEMONIA DE’DESTRA”
1 - LA FENICE LICENZIA VENEZI
Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per “la Repubblica”
beatrice venezi giorgia meloni
[…] Le improvvide parole di Venezi sono state dunque la classica goccia, talmente scomposte che c'è chi addirittura nel dietro le quinte sostiene che siano state volute per chiudere una faccenda che, per lei stessa, stava diventando complicatissima sul piano professionale. Per dire: la direttrice aveva già fatto sapere che non avrebbe guidato il concerto di Capodanno, evento clou musicale a livello internazionale, per "altri impegni".
Un po' come saltare la finale di Champions con la fascia di capitano addosso causa, appunto, altre cose da fare. «Il fatto che non sia stata lei a fare un doveroso passo indietro - chiosa la rossoverde Elisabetta Piccolotti (Avs) - è la prova del nove che era del tutto inadeguata a quel ruolo».
2 - SHOW, POLTRONE E POLEMICHE LA VITA SOPRA LO SPARTITO DELLA MUSICISTA CARA A MELONI
Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti
giorgia meloni beatrice venezi
Chiamatemi direttore!» Giovane, brillante, energica, la direttrice d'orchestra Beatrice Venezi, 36 anni, è stata per le sorelle Meloni una delle bandiere della nuova egemonia culturale di destra. Il volto di una nuova Italia. Si faceva chiamare pure direttore, al maschile, come Giorgia. E il padre, Gabriele Venezi, immobiliarista, si era candidato con i neofascisti di Forza Nuova, a sindaco di Lucca, nel 2007: più nero di così. E lei si diceva tutta «Dio, patria e famiglia».
Cosa chiedere di più?
Ecco allora per lei la nomina a direttrice musicale della Fenice di Venezia, uno dei teatri lirici più prestigiosi al mondo, nonostante nell'ambiente dicessero che la politica avesse prevalso sul talento, e che era stata messa, con decorrenza ottobre 2026, alla testa di un'orchestra che non aveva mai diretto: un unicum.
E quando gli orchestrali sono insorti - erano già insorti quelli del Politeama di Palermo, dove aveva diretto un concerto - Federico Mollicone, il capo della cultura di Fratelli d'Italia, uno dei suoi sostenitori insieme agli architetti della nomina, il ministro Gianmarco Mazzi e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, accusò «i soliti circoletti di sinistra». Te pareva. «L'hanno addirittura accusata di essere bella!», aggiunse.
Bacchetta nera, l'ha chiamata in questi mesi convulsi Dagospia. Beatrice Venezi del resto non ha mai fatto niente per nascondere la propria fede. Era alla convention dei meloniani a Milano, nel maggio del 2022, quando si capì che Giorgia Meloni avrebbe vinto le elezioni.
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A lungo la leader pensò di candidarla in Parlamento. Portarla nel governo. Poi il ministro Gennaro Sangiuliano la scelse con gran fanfara di superlativi come consulente, col compito di trovare talenti. Un anno dopo - ironia della sorte - Maria Rosaria Boccia, allora amica di Sangiuliano e aspirante consigliera, sostenne che aveva fatto pochino. Venezi minacciò querele. Vai a sapere!
Si concentri sul talento, dimostri sul campo di essere brava, le consigliò su questo giornale Michele Serra, e lei era tutta miele per «Giorgia»: «Una donna che ha fatto la storia!».
A Francesco Regatelli della Stampa confessò di trovare «nella destra attuale un'attenzione forte verso i temi a me cari». E intanto gli italiani la vedevano nella pubblicità del Bioscalin, dove diceva: «La forza crea bellezza». E Virginia Raffaele in Colpo di luna la imitava, con le caratteristiche amate a destra: diretta, decisa, carica di ambizione. La destra che si fa Stato.
Nello slancio della popolarità si è persino permessa di dare un consiglio a Meloni: «Dovrebbe solo sorridere un po' di più».
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A Venezia ha subito avuto tutti contro: i tecnici, gli artisti, i membri del coro, quelli dell'orchestra. Le contestavano il curriculum. La mancanza di trasparenza nella nomina. Chiedendo le dimissioni di colui che formalmente l'aveva nominata, il sovrintendente Nicola Colabianchi. Ci sono stati scioperi. È saltata la prima dell'opera Wozzeck.
Lancio di volantini prima di uno spettacolo: «La musica non ha colore, non ha genere, non ha età: la musica è arte, non intrattenimento». Per il seguitissimo concerto di Capodanno, trasmesso dalla Rai, i lavoratori hanno deciso di protestare indossando una spilletta dorata.
Che è diventata subito ricercatissima. Ristampata in tremila copie. Venezi invece di tendere la mano, usare un po' di diplomazia, aveva commentato con sarcasmo, sostenendo di avere avuto così tanto da fare, da non avere nemmeno colto le proteste. In questi mesi in sua difesa è sceso in campo anche il padre, che oggi è direttore editoriale di un giornale online, Lucca Times, che le ha dedicato un articolo dal titolo: «Una favola italiana».
orchestrali della fenice protestano a venezia
(…) Non ne avrà l'occasione. Del resto si può guidare un gruppo di lavoro accusato di essere composto da figli di papà come ha avuto l'ardire di dire al quotidiano argentino La Nacion? (Si trova lì, per lavoro). Non si era mai visto, no? E alla fine questa incontinenza verbale, un mix di sfrontatezza ed anarchismo, le è stata fatale. È stato persino troppo per il governo. E quindi il giro dell'oca alla ricerca di interpreti per sancire una volta per tutte la famosa egemonia culturale può ricominciare daccapo. Per fortuna la legislatura volge al termine.
ovazione alla teatro fenice di venezia per il siluramento di beatrice venezi
SPILLETTE CONTRO LA NOMINA DI BEATRICE VENEZI ALLA FENICE DI VENEZIA
concerto capodanno 2023 fenice venezia 1
protesta dei musicisti contro beatrice venezi alla fenice di venezia
