1. A VENT’ANNI DALL’ORMAI MITICA “DISCESA IN CAMPO” ECCO FINALMENTE LA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA, CROLLO IN BORSA DI MEDIASET (OLTRE 100 MILIONI PERSI), CHE IL CONFLITTO D’INTERESSI BERLUSCONIANO ESISTE. ESISTE, MA VA IN CULO AL BANANA 2. IN SOSTANZA, UN’INTERA NAZIONE È OSTAGGIO DI UN TIPO CONDANNATO PER FONDI NERI FINALIZZATI A UNA MAXI EVASIONE FISCALE (E A FOTTERE MIGLIAIA DI AZIONISTI DI MINORANZA), IL QUALE A SUA VOLTA È NELLE MANI DI NON MEGLIO PRECISATI “FONDI ESTERI” CHE VENDONO AZIONI MEDIASET NON APPENA, COME POLITICO, FA QUALCOSA DI SGRADITO 3. ANCORA UNA VOLTA I FAMOSI MERCATI CI RICORDANO, TRA UN CALO DI BORSA E UNO SQUILLO DI SPREAD, CHE COME ENTITÀ AUTONOMA ORMAI ESISTIAMO SOLO SU GOOGLE MAPS

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. CAINANI AMARI
A vent'anni dall'ormai mitica "Discesa in campo" ecco finalmente la dimostrazione scientifica, numeri alla mano, che il conflitto d'interessi berlusconiano esiste. Esiste, ma va in culo al Banana. I numeri sono quelli della Borsa, che per definizione non mente: ieri il titolo Mediaset ha perso il 6% sulle ipotesi di crisi di governo e il Cainano ha subito una perdita virtuale di oltre 100 milioni di euro in un solo giorno.

Oggi nessuno degli autorevoli commentatori che sdottoreggiano sui giornaloni di Lor signori si sofferma su questa inestricabile catena di ricatti che strozza la politica italiana. In sostanza, un'intera nazione è ostaggio di un tipo condannato per fondi neri finalizzati a una maxi evasione fiscale (e a fottere migliaia di azionisti di minoranza), il quale a sua volta è totalmente nelle mani di non meglio precisati "fondi esteri" che vendono azioni Mediaset non appena, come politico, fa qualcosa di sgradito.

Così, mentre le migliori menti della nazione sono impegnate nel salvare il governino di Lettanipote assicurando con sempre nuovi cavilli "l'agibilità politica" al nostro caro pregiudicato, ancora una volta i famosi mercati ci ricordano, tra un calo di Borsa e uno squillo di spread, che come entità autonoma ormai esistiamo solo su Google Maps. Sapevatelo!

2. ENRICHETTO, IL BISCIONE TI ALLUNGA LA VITA
Dunque giornata di avvertimenti mafiosi in Borsa, con Piazza Affari che perde il 2%, lo spread che risale a quota 250 punti e il titolo Mediaset che lascia sul campo oltre il 6%. Il Corriere delle banche creditrici riassume con franchezza il dividendo politico di giornata: "L'ottimismo di Letta: non c'è alternativa a questo esecutivo. Vertice con Saccomanni e colloqui con Brunetta per il Consiglio dei ministri di domani. ‘Sulla casa pronta una soluzione di buon senso'" (p. 3). Anche se la Stampa sostiene che serviranno "nuove tasse per togliere l'Imu" (p. 1), in particolare su giochi e alcolici.

Insomma, il vertice di Arcore di sabato scorso con la vittoria dei falchi è già preistoria. Colpito in quanto ha di più caro al mondo, "la roba", il Cainano è già tornato statista: "Berlusconi ferma i falchi: abbassare i toni. Allarme per le aziende, supervertice con i figli, Confalonieri, Gianni Letta e Doris. Il comunicato: invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni di manipolazione" (Corriere, p. 5). E sempre sul giornale diretto da don Flebuccio de Bortoli ecco il primo segno del nuovo corso: intervistona del coimputato Emilio Fede per il quale "il Cavaliere sconterà i domiciliari ad Arcore" (p. 5).

Mentre sul Cetriolo Quotidiano si esibisce un altro Maitre a penser berlusconiano come Flavio Briatore ("Cicchitto, Alfano e Gasparri, contro Dani solo smidollati", p. 5). Ma il vero colpo di classe lo mette a segno la Latella sul Menzognero: "Veronica telefona a Silvio per dirgli ‘ti sono vicina'. Lei al mare al Circeo e lui chiuso ad Arcore, il contatto favorito dal rapporto che entrambi hanno con i figli. Soprattutto con Luigi, legatissimo al padre" (p. 9). Estikazzi?

Oltre alla Borsa, pesa la debolezza di un Pdl guidato dal Banana come un possedimento personale, con relativa corte e tradimenti sempre in agguato. Ne dà conto con godimento Repubblica: "Le voci di tradimento scuotono il partito. Cinque nomi sul taccuino di Verdini. Occhi puntati sull'atteggiamento dei senatori di Sicilia, Calabria e Campania", regioni che sono la crème della democrazia rappresentativa italiana. "Riecco Scilipoti: pronto a salvare il governo" (p. 9). Per la Stampa, "Prove di nuova maggioranza. Senza Pdl servono 21 senatori. Oltre a Sel e ad altri tre del Misto basterebbero cinque grillini in fuga e qualche ‘traditore' del Pdl" (p. 8).

3. ULTIME DAL VENTENNIO A COLORI
"Operazione terrorismo. Si muove la finanza occulta. Come ai tempi di Monti, una manina muove spread (in su) e Borsa (in giù) per isolare Berlusconi e sostenere il governo Letta". Prima pagina da urlo per il Giornale. Per chi diceva di credere nel mercato e nel neoliberismo, scrivere di "finanza occulta" è davvero fantastico.

4. IL DIRITTO RICURVO NEL PAESE DELLE BANANE
Per guadagnare tempo e allungare la vita al governino di Lettanipote bisogna impugnare la legge della silente Severino di fronte alla Consulta. E non importa se il Senato forse non ne ha titolo o se la legge, votata da tutti i partiti (Pdl compreso) solo pochi mesi fa è di una chiarezza disarmante.

Per il Messaggero diretto da Virman Cusenza, gran corifeo delle larghe intese, "Berlusconi attende segnali da premier e Colle. Mediazione di Letta e Alfano. E ritorna l'ipotesi della grazia" (pp. 6-7). Sul Corriere, "Decadenza, si tratta sullo ‘schema Violante' . La via di un'istanza alla Consulta tracciata del giurista democratico apre il confronto tra esperti e partiti. Monti: la grazia non è uno scandalo. In vista della riunione della giunta per le elezioni, continua il dibattito: resta da stabilire come presentare un ricorso perché non esistono precedenti (p. 7). Dalle colonne di Repubblica si sgola il povero Zagrebelsky: "Nessun compromesso, la legge è uguale per tutti, anche per Berlusconi. La decadenza è una presa d'atto" (p. 11).

Sul Cetriolo Quotidiano, Marco Travaglio mette a nudo la strategia della salvezza (di B.): "Se la giunta o l'aula del Senato, camuffandosi da tribunali, ricorrono alla Consulta contro la Severino prima di votare la decadenza di B., non è che sperino di avere ragione. La Corte risponderà che la legge è perfettamente legittima o forse dichiarerà inammissibile il ricorso perché il Parlamento non ha alcun titolo per presentarlo. Ma lo farà con i suoi tempi medi: fra uno o due anni. Intanto B. resta senatore, va ai servizi sociali e dopo qualche giorno magari Napolitano gli commuta la pena in una comoda multa (...) L'ennesima estorsione sta per andare a buon fine e lui non vuole disturbare i manovratori-estorti. Ma soprattutto deve aiutarli a nascondersi dagli elettori" (p. 5).

5. TELECOMMEDIA
Tempi duri per Franchino Bernabebè, intento ormai da sei anni a dire che la colpa è tutta del ragionier Colaninno e del rapace Tronchetti Dov'era. Corriere delle banche azioniste in campo: "Telecom, grandi soci divisi su strategie e vertice. Bernabè alla prova sul nuovo piano industriale. Da settembre possibile disdetta dell'accordo nella holding Telco. Consiglio decisivo il 19. Mediobanca vuole sostituire il capo azienda. Generali e Intesa Sanpaolo temono le svalutazioni. Telefonica alle prese con i debiti" (p. 30).

Impegnata nell'Opa per conquistare E-Plus, Telefonica dovrà presto occuparsi anche delle sue magagne italiane, come ricorda il Sole 24 Ore: "Per gli spagnoli si apre il fronte Telecom. Entro poche settimane la decisione sul riassetto di Telco alle prese con l'ipotesi scissione. La holding a maggioranza italiana che controlla Telecom è prossima allo scioglimento e Alierta deve decidere che ruolo giocare" (Finanza&Mercati, p. 1).

6. ZALESKI E IL DERBY INVISIBILE GHIZZONI-BAZOLI
Rischia di esplodere quel grande inciucio padano che risponde al nome di Tassara, dove gli incroci azionari tra banche creditrici e banche finanziatrici somigliano sempre più a un incaprettamento di gruppo. I fogli degli editori impuri seguono la faccenda con un certo imbarazzo e le due banche in lotta tra loro, Unicredit e Intesa, li adoperano per mandarsi messaggi.

Sul Sole, "Zaleski, nuovo vertice con le banche. Possibile apertura della Tassara sulla revisione della governance chiesta dall'Unicredit di Ghizzoni. Tra giovedì e venerdì della prossima settimana l'incontro decisivo tra gli istituti e i rappresentanti della società. Tra le ipotesi per sbloccare l'empasse con i creditori, c'è anche la loro partecipazione ai proventi degli asset non cedibili".

Riassumiamo l'antefatto con la solita riprovevole semplificazione: il signor Zaleski, ingegnere minerario franco-polacco e grande compagno di bridge dell'ottimo Abramo Bazoli, è stato finanziato dalle maggiori banche del Nord per comprare pacchetti azionari strategici al mantenimento dello status quo nelle medesime banche. Essendo nel frattempo crollate le quotazioni azionarie delle sullodate banche del Nord, Zaleski si trova un po' "lungo" e i suoi debiti vanno rinegoziati.

Sui giornali non leggereste una riga se non fosse che in Unicredit, che è l'unica a non esser stata puntellata dal metodo Zaleski, si sono rotti le scatole di questo anziano signore che da anni fa il giocatore d'azzardo con i soldi degli altri e la benedizione della finanza cattolica bresciana.

7. PD: "ABBIAMO ANCORA UNA BANCA"
Ancora una fumata nera per la Fondazione Monte dei Pacchi, "specchio del mancato dialogo tra le diverse anime del Pd in Comune e Provincia", come scrive candidamente Repubblica. Anche se la titolazione poi è istituzionale: "Mps, Comune e Provincia mediano su Messori.

L'economista Luiss ammette: mi hanno contattato per presiedere la Fondazione. Il candidato Pizzetti ha preso la residenza in provincia di Siena" (p. 22). Ecco, senza voler ledere la privacy dell'ex Garante Pizzetti, ma semplicemente ai fini Imu e fiscali in generale, potrebbe l'Agenzia delle Entrate verificare la sua corretta ed effettiva residenza? Grazie.

Intanto, sui vecchi traffici in derivati della banca, scoop di Gianluca Paolucci per la Stampa: "Mps-Deutsche Bank indagano anche gli Usa. Inchiesta della Federal Reserve su Db, acquisiti documenti sui derivati Santorini. Le autorità statunitensi vogliono vederci chiaro su Libor e bilanci dei tedeschi" (p. 24).

8. DISECONOMY
L'illuminata politica economica del governo inciucista è ben rappresentata da questa storia: "L'ultimo favore all'Ilva: avrà le sue discariche. Grazie all'esecutivo l'azienda dei Riva potrà risparmiare smaltendo all'interno gli scarti, anche senza permessi. A maggio l'ex presidente della Provincia di Taranto è stato arrestato perché faceva pressioni per ottenere l'autorizzazione sui rifiuti" (Cetriolo Quotidiano, p. 6).

9. FREE MARCHETT
Il noto inserzionista Trussardi Tomaso viene intervistato con tutte le pompe da Repubblica e, tra un luogo comune e l'altro, trova ovviamente modo di lagnarsi: "Noi che siamo un'azienda italiana dall'Italia non ci sentiamo tutelati" (p. 25).

colinward@autistici.org

 

 

 

mediasetCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANOBERLUSCONI E CONFALONIERIMARINA E PIERSILVIO medium Famiglia Berlusconi Eleonora Piersilvio MArina Silvio BArbara Luigi gianniletta ennio dorisPaola Severino Gustavo Zagrebelsky foto La PresseMarco Travaglio FRANCO BERNABEIL FINANZIERE ROMAIN ZALESKIPIZZETTIMICHELLE HUNZIKER E TOMASO TRUSSARDI A MIAMI

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…