2025divano0901

IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO CHE VEDIAMO STASERA? DIREI UN CAPOLAVORO COME “I TRE MOSCHETTIERI” GIRATO IN UN TECHNICOLOR MERAVIGLIOSO DEL 1948. LEGGO CHE ERA IL NON-MUSICAL FAVORITO DI GENE KELLY - PIUTTOSTO DIVERTENTE E ALQUANTO BIZZARRO COME COSTRUZIONE PRODUTTIVA È “MOLLO TUTTO E APRO UN CHIRINGUITO”, PRIMO FILM DEL COLLETTIVO MILANESE IL MILANESE IMBRUTTITO - AVETE ANCHE L’ULTIMO FILM DI CHECCO ZALONE, “TOLO TOLO” E LO STREPITOSO MUSICAL “SARANNO FAMOSI”… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

i tre moschettieri 1948

 

Che vediamo stasera in chiaro? Direi un capolavoro come “I tre moschettieri” della MGM diretto da George Sidney, costruito come un balletto, girato in un Technicolor meraviglioso del 1948, con Gene Kelly come D'Artagnan, Lana Turner come Lady De Winter, June Allyson come Constance, Van Heflin come Athos, Vincent Price come Richelieu, Robert Coote come Aramis, Gig Young come Porthos, Angela Lansbury come Queen Anne, Rai Scuola alle 21.

i tre moschettieri 1948

 

Leggo che era il non-musical favorito di Gene Kelly. Fu il campione belga Jean Heremans a insegnargli come si usa il fioretto. Un primo cast vedeva Robert Taylor, Ricardo Montalban e Sydney Greenstreet. Hollywood Reporter scrive che George Sidney girò lui stesso in 16 mm una versione del film con lo stesso cast. Versione mai ritrovata. Anche se preferisco “Scaramouche”, sempre di George Sidney con Stewart Granger protagonista, anche questo è pura Hollywood.

 

mollo tutto e apro un chiringuito 2

Piuttosto divertente e alquanto bizzarro come costruzione produttiva è “Mollo tutto e apro un chiringuito”, primo film del collettivo milanese, nato su Facebook, Il milanese imbruttito, formato da Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi con Germano Lanzoni, Claudio Bisio, Valerio Airò, Laura Locatelli, Leonardo Uslengo, Cine 34 alle 21, 05. Un sub-Dogui moderno.

 

danni collaterali

Rai Movie alle 21, 10 propone la terza avventura di Sissi, cioè “Sissi, Destino di un’imperatrice” di Ernst Marischka con Romy Schneider, Karlheinz Böhm, Magda Schneider, Josef Meinrad, Gustav Knuth. Su Iris alle 21, 15 non è ormai meno antico “ l’action “Danni collaterali”, revenge movie con pompiere diretto da Andrew Davis con Arnold Schwarzenegger, Francesca Neri, Elias Koteas, John Leguizamo, John Turturro, Tyler Posey.

jason statham wrath of man

 

Le scene e il personaggio di Sofia Vergara che dirotta un aereo vennero tagliate al montaggio perché dopo l’11 settembre potevano urtare qualche suscettibilità. E’ il primo film di Schwarzenegger che andò male al botteghino e non si ripagò i suoi costi. Rai Due alle 21, 20 passa l’action “La furia di un uomo - Wrath of Man” di Guy Ritchie con Jason Statham, Holt McCallany, Jeffrey Donovan, Josh Hartnett, Andy Garcia.

checco zalone tolo tolo

Canale 5 alle 21, 20 propone l’ultimo film di Checco Zalone, “Tolo Tolo”, diretto da Checco Zalone con Souleymane Sylla, Manda Touré, Nassor Said Birya, Alexis Michalik. Vediamo cosa ne scrissi quando uscì… Finché siamo in Puglia, anzi nelle Murge, in quel di Spinazzola, neanche 7000 abitanti, è tutto facile. Lo sappiamo. Lì Checco è re. Si permette anche il lusso di riesumare Nicola Di Bari come zio nostalgico del Duce, da unire a una mamma, due ex-mogli, un avvocato e una valanga di parenti vari.

 

checco zalone tolo tolo nave mare jonio

C’è pure un personaggetto minore, tal Gramegna interpretato da Gianni D’Addario che da galoppino locale alla Di Maio diventerà, in breve, assessore, sindaco, prefetto, ministro degli esteri, presidente del consiglio alla Conte. Una delle invenzioni migliori del film, E’ l’Italia che conosciamo e che nessuno sa descrivere bene come Checco. Le cose si complicano quando l’azione si sposta in Africa, in Kenya, dove è finito il protagonista in fuga dai creditori e ex-mogli e il film parte davvero a ritmo della magistrale “Vagabondo” di Nicola Di Bari. Anche perché questo Tolo Tolo è particolarmente ambizioso.

checco zalone tolo tolo

 

Affronta temi importanti e vere tragedie umane come il viaggio della speranza dei migranti, i barconi, i porti chiusi con le armi della commedia all’italiana, pensiamo tutti ovviamente a Riusciranno i nostri eroi… di Ettore Scola con Alberto Sordi e Bernard Blier, e magari anche del cinema comico, come Due bianchi nell’Africa Nera di Bruno Corbucci con Franco e Ciccio, sgangherata e immediata parodia del film di Scola. E non sempre commedia e cinema comico bastano per trattare temi così grandi.

 

tolo tolo 2

Si rischia, inoltre, di non essere capiti, di provocare ambiguità, polveroni, inutili dibattitti in tv. Si è già visto lo stato delle cose rispetto al video “Immigrato” lanciato come teaser del film che provocò discussioni infinite anche nelle migliori famiglie. Esattamente come nel film di Scola, cinepanettone del lontano 1968, quel che interessa di più a Zalone è la parte più nostra, cioè il viaggio in Africa come metafora del viaggio dentro alla testa confusa dell’italiano medio. Con tanto di recupero del suo mai sopito fascismo, che, come spiega bene Checco, “è come la candida, con lo stress e col caldo esce fuori…”.

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO 2

Così, ogni tanto, durante il viaggio di ritorno dal Kenya verso l’Italia del piccolo imprenditore pugliese dato per disperso in Africa anche dal tg di Enrico Mentana e da “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, a Zalone torna su la malattia. “Hai avuto un attacco di fascismo”, gli spiega un vecchio stregone di fronte a un Checco Zalone che si sente dentre la voce del Duce ai tempi dell’Impero. “Sai come si cura?”, gli chiede lo stregone. “Con Gentalyn?” risponde Checco. “No con l’amore”.

 

CHECCO ZALONE - TOLO TOLO

Ecco. Già trattare il fascismo come una malattia, anzi come la Candida, è una trovata divertente che ci fa capire da che parte stanno i due sceneggiatori. Anche la perdita di identità di Checco, che si sente “uno di loro”, uno dei tanti migranti in mezzo al deserto, che si innamora della bella Idjaba di Manda Touré e sogna un’Italia diversa, con la nazionale tutta nera mentre ascoltiamo Mino Reitano cantare “Italia Italia… Di terra bella e uguale non ce n’è!” è una trovata coraggiosa e notevole.

 

CHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

E le scelte delle canzoni italiane d’epoca, devo dire, è quasi sempre magistrale, da “La lontananza” di Domenico Modugno a “L’arca di Noé” di Sergio Endrigo, che sentiamo quando parte il barcone verso l’Italia (“Partirà… la nave partirà…”), al “Viva l’Italia” di Francesco De Gregorio, forse un po’ ovvio. Insomma. Quando gioca sulle manie e sui gusti dell’italiano di provincia, quando il viaggio è dentro di sé, Checco è imbattile, come lo erano Alberto Sordi e Nino Manfredi ai tempi della commedia all’italiana.

CHECCO ZALONE IN TOLO TOLO

 

Magari le cose cambiano e qualcosa non funziona sempre quando ci si sposta dalla commedia a temi e situazioni più drammatiche. Anche perché non sono più i tempi di Scola e dell’Africa lontana del ’68, ma di qualcosa che abbiamo di fronte agli occhi tutti i giorni in tv e sui giornali, anche se non lo vogliamo vedere. La scelta di Zalone è sempre quella di rendere il tutto meno drammatico e realistico di come dovrebbe essere. Quindi non ci sono né morti in mare né sangue né situazioni poco spiegabili ai bambini in sala.

 

La bella Idjaba si prostituisce o no? Qualcuno muore con l’arrivo della grande onda? E’ tutto confuso. E certe battute, “è arrivato il cambiamento”, “ho parlato con i miei omologi”, “sto rimpiangendo la pizzica”, “Qui hanno fatto Il tè nel deserto… - E lo fanno ancora? – Bertolucci… - Qualsiasi marca va bene”, che allora mi sembravano riuscite, le abbiamo scordate.

CHECCO ZALONE TOLO TOLO

 

Alla fine non è il miglior film di Checco, anche perché non ha come socio dell’operazione Gennaro Nunziante, regista e cosceneggiatore di tutti i film precedenti. Con Gennaro qualche grossolanità magari sarebbe stata evitata, penso a la canzoncina “la gnocca salva l’Africa”, o al cartone animato finale non di buon gusto. Ma credo che solo il tempo ci possa dare uno sguardo non viziato su un film anche coraggioso sul nostro presente.

saranno famosi

 Su Canale 27 alle 21, 20 passa invece lo strepitoso musical “Saranno famosi” o “Fame” di Alan Parker con Irene Cara, Lee Curreri, Eddie Barth, Laura Dean, Paul McCrane. Sembra interessante anche il thriller australiano “Backtrack” di Michael Petroni con Adrien Brody, Sam Neill, Robin McLeavy, Bruce Spence, Anna Lise Phillips, Jenni Baird, dove un o psicologo scopre che i suoi pazienti sono in realtà tutti morti in un brutto incidente vent’anni prima. Decide così di fare chiarezza. Su Warner tv alle 21, 30 avete un grande film sul rugby, “Ogni maledetta domenica” di Oliver Stone con Al Pacino, Jamie Foxx, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods.

 

l’uomo delle stelle

Passiamo alla seconda serata con il successone “2 Fast 2 Furious” diretto da John Singleton con Paul Walker, Tyrese Gibson, Eva Mendes, Cole Hauser, Ludacris, Michael Ealy, Devon Aoki, Canale 20 alle 23, 30. Su Iris alle 23, 30 torna “L’assassino di pietra” di Michael Winner con Charles Bronson, Martin Balsam, David Sheiner, Norman Fell, Jack Colvin, Paul Koslo. Fra tante repliche vi segnalo l’ottimo “L’uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore con Sergio Castellitto che fa provini per il cinema in una Sicilia rurale anni ’50. Gli attori siciliano sono favolosi, Tiziana Lodato, Toni Sperandeo, Franco Scaldati, Gigi Burruano.

l’ultima parola la vera storia di dalton trumbo

 

Rai Movie all’1, 15 propone un divertente eurospy di Michel Hazanavicous, “OSS 117. Al servizio della Repubblica, Missione Cairo”, con Jean Dujardin, Bérénice Bejo, François Damiens, Youssef Hamid, Aure Atika. Su Iris all’1. 30 avete il biopic sul Dalton Trumbo, celebre sceneggiatore americano massacrato dal maccartismo, “L’ultima parola: La vera storia di Dalton Trumbo” diretto da Jay Roach con Bryan Cranston, Elle Fanning, Dean O'Gorman, John Goodman, Helen Mirren, Diane Lane, Michael Stuhlbarg come Edward G. Robinson. Il Trumbo di Cranston è piuttosto riuscito, bravissima anche Diane Lane come sua moglie.

carnalita morbosa

 

Cine 34 alle 2, 50 passa un erotichello ripulito delle parti più piccanti, “Carnalità morbosa” diretto da Mario Siciliano con Marina Hedman Frajese, Sonia Bennett, Adriano Bonfanti, Enzo Andronico, Bruno Romagnoli. Rai Movie alle 3 spara “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni con Margherita Buy, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, che forse ho pure visto…

due mafiosi contro goldginger 2

 

Ottimo su Cine 34 alle 4, 10 “Due mafiosi contro Goldginger” di Giorgio Simonelli con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Fernando Rey come Goldginger, Dakar come il forzuto Molok Gloria Paul, Andrea Bosic, Luis Peña, Nino Terzo e Lino Banfi. Compare anche George Hilton, che si fa chiamare George Hamilton, come agente 007. “Era un piccolissima parte”, ricorda Hilton. “Mi hanno pagato abbastanza bene. Dovevo fare un agente segreto, lo Sean Connery della situazione”. Viene pure eliminato, ma dopo uno scambio di battute con Franco (“Sono 007. Licenza di uccidere”. “Piacere, Franco Pecora… licenza elementare”).

 

due mafiosi contro goldginger

Al posto di Shirley Eaton ritroveremo Franco dipinto d’oro come Shirley Eaton in una scena con Rosalba Neri. Niente di particolarmente intelligente, ma molto divertente, accurato, con belle musiche di Umiliani, buone battute, una certa cura produttiva da parte di Edmondo Amati. Il film fece un incasso spaventoso, oltre un miliardo, arrivando all’ottavo posto tra i maggiori incassi italiani della stagione 1965-66, e fu l’unico dei Franco e Ciccio movies a entrare in una classifica dominata dagli spaghetti western e da Sette uomini d’oro, che fece poco più di un miliardo.

 

due mafiosi contro goldginger

Secondo Maurizio Amati, però, con gli incassi globali, i miliardi diventarono addirittura tre. “All’epoca si usciva ovunque, in Grecia, in Sudafrica. E c’erano ancora gli immigrati italiani, l’Italia Film a Toronto comprava i diritti e lì facevano molte proiezioni. C’era Fernando Rey che faceva il cattivo, in Spagna era già una star, ma all’estero non era noto. Il film in sé non costava molto, costavano Franco e Ciccio, credo sui cento milioni l’uno. Simonelli, invece, era in esclusiva”. Chiudiamola qua.

mollo tutto e apro un chiringuito 3sissi destino di imperatrice claudio bisio mollo tutto e apro un chiringuito questi giornisaranno famosi bryan cranston l’ultima parola. la vera storia di dalton trumbocarnalita morbosa. carnalita morbosa. backtrackogni maledetta domenica2 fast 2 furious. 2 fast 2 furious l assassino di pietra 4l assassino di pietra 2l assassino di pietra 1agente speciale 117 al servizio della repubblica missione cairo 2agente speciale 117 al servizio della repubblica missione cairo l assassino di pietra 3mollo tutto e apro un chiringuito 1

 

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…