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IL DIVANO DEI GIUSTI - CHE VEDIAMO STASERA IN CHIARO? TANTO LO SO CHE POI VI BUTTATE SUL PRIMO THRILLER CHE TROVATE, TIPO “IL COLLEZIONISTA DI OSSA”. LEGGO CHE SIA QUI CHE IN “LARA CROFT: TOMB RAIDER” (CHE PASSA STASERA IN PRIMA SERATA), TUTTE LE SCENE DI NUDO DI ANGELINA JOLIE VENNERO TOLTE PER NON FARE VIETARE IL FILM. CI SIETE RIMASTI MALE, VERO? – OCCHIO A “THE PALACE”, CINEPANETTONE DI ROMAN POLANSKI AMBIENTATO IN UN GRANDE HOTEL DI GSTAAD, IN SVIZZERA - AVETE ANCHE “L’ORA PIÙ BUIA”, UN FILM SOLIDO, ELEGANTE, APPROFONDITO, CHE DESCRIVE COME CHURCHILL RIUSCÌ A SALVARE 300 MILA SOLDATI DA DUNKIRK… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

il collezionista di ossa

Che vediamo stasera in chiaro? Tanto lo so che poi vi buttate sul primo thriller che trovate, tipo “Il collezionista di ossa”, diretto da Phillip Noyce, tratto da un romanzo di Jeffery Deaver con Denzel Washington investigatore steso sul lettino perché non può più stare in piedi e Angelina Jolie come suo braccio armato a caccia di un serial killer, Michael Rooker, Mike McGlone, Bobby Cannavale, Luis Guzman, Canale Nove alle 21, 30. Leggo che sia qui che in “Lara Croft: Tomb Raider”, tutte le scene di nudo di Angelina Jolie vennero tolte per non fare vietare il film. Ci siete rimasti male, vero?

 

the palace di roman polanski

Mi incuriosisce molto il fantascientifico di Rai4 alle 21, 20, “Chaos Walking” di Doug Liman con Tom Holland, Daisy Ridley, Mads Mikkelsen, David Oyelowo, Cynthia Erivo, dove una ragazza appare misteriosamente sul pianeta dove ci sono solo maschi. Grande cast. Ma ha delle critiche pessime, bollato di noioso.

 

Rai5 alle 21, 20 propone il cinepanettone ambientato in un grande hotel di Gstaad in Svizzera, “The Palace”, firmato addirittura Roman Polanski e Jerzy Skolimowski come sceneggiatore. Vediamo cosa ne ho scritto quando è uscito. Ecco… te pareva… Aridatece i cinepanettoni con Boldi&De Sica sotto la doccia e i cagnetti scorreggioni. Aridatece i Vanzina e Neri Parenti.

 

the palace di roman polanski

Io, infame, devo dire che mi sono divertito, ma certo non fu una grande idea quella di Alberto Barbera doi farlo vedere a Venezia, soprattutto per la figura di Polanski, così odiato dalle femministe e non solo. E il film? C’è di tutto.

 

Il cagnolino minuscolo di Fanny Ardant che fa la cacca puzzolente sul suo letto, un chirurgo plastico brasiliano, Joaquin de Almeida, con moglie con l’Alzheimer, il miliardario americano di 97 anni, un favoloso John Cleese, che muore mentre sta scopando la moglie ventenne sovrappeso, Bronwyn James, e il coso gli rimane incastrato dentro la cosa di lei (vallo a staccare…),

 

the palace di roman polanski

un attore di porno in disarmo, certo Bongo di Luca Barbareschi che potrebbe competere col Boldi di un tempo, un disgraziato cecoslovacco di un posto assurdo con famiglia al seguito che si dichiara figlio del miliardario svalvolato Mickey Rourke con pesantissima parrucca bionda, un gruppo di russi trafficoni con mignotte al seguito che vedono in diretta tv le dimissioni di Breznev e l’ascesa di Vladimir Putin nella scena più divertente di tutto il film.

 

the palace di roman polanski

Questo e molto altro accade la sera di Capodanno del 2000, mentre si attende con ansia e terrore l’arrivo del Millenial Bug e c’è chi è pronto a guadagnarci, tra i ricchissimi clienti di un albergo di Gstaad, appunto il Gstaad Palace, dove l’indiavolato direttore Hansueli Kopf, un Oliver Masucci degno dei film di Hollywood degli anni ’30 cerca di risolvere assieme al suo vice italiano, Fortunato Cerlino, bravissimo, qualsiasi folle problema gli stia capitando tra capo e collo.

the palace di roman polanski

Dal pinguino vivo richiesto da John Cleese, alla cacca del cagnolino della Ardant che non riesce a evacuare sulla neve e quindi si dovrà costruire un giardino finto in bagno, il tesoro dei trafficanti russi da chiudere al sicuro nella cassaforte di guerra dell’albergo.

 

Il tutto mentre il cuoco, il grande Teco Celio, assaggia se la zuppa è più o meno salata, le vecchie signore rifatte, come Sydne Rome, che già fu protagonista del non meno grottesco, ma ben più forte e riuscito, “Che?” di Polanski, assaltano il celebre chirurgo plastico e l’Europa del 2000 sta finendo sotto l’ombra del nuovo dittatore Putin. E non è ancora arrivato Trump.

 

Ora. E’ vero che siamo in un cinepanettone doc dove mancano solo Biagio Izzo e Il Cipolla a completare la scena, ma è vero pure che la messa in scena del vecchio Polanski funziona perfettamente, che le battute, le situazioni, i personaggi che hanno costruito Polanski e Skolimowski fanno tutte ridere. Anche se non è più il tempo di “Grand Hotel” della Metro Goldwyn Mayer, certo…

giulia bevilacqua chiara francini serena autieri tre sorelle

 

Cine 34 alle 21 passa “Tre sorelle”, sì come quelle di Cechov, ma qui dirette da Enrico Vanzina e riprese in quel di Sabaudia. La battuta che preferivo era “Stamattina me so’ calzata una nel camerino di un negozio ar Fleming”, detta da tal Mazzuoli Fernando, un signore… Non possiamo certo rimanere indifferenti rispetto a questo “Tre sorelle”, più tolstoiano che cehoviano dice l’autore, Enrico Vanzina.

 

Un esperimento bizzarro e divertente. Una sorta di cinepanettone estivo, quindi cinecocomero, a basso costo, ambientato nel Circeo, tra la Sabaudia di Dago e Malagò e San Felice Circeo, e tutto costruito non sui soliti personaggi maschili vanziniani, ma su quattro ben distinte figure femminili.

 

chiara francini rocio munoz morales tre sorele

Tre sorelle, anzi tre sorellastre, Serena Autieri, mollata dal marito chirurgo quando lo scopre con Mario (“Con Mario no!” – “Con Mario sì!”), Giulia Bevilacqua, anche lei mollata dal marito, perché proprio lei è quella del Fleming che si è fatta scopare in camerino da Mazzuoli Fernando (“Zoccola?” – “No, proprietaria” – “Zoccola?” – “No, deppiù”) e, Chiara Francini, costumista di Paolo (Sorrentino), di Gianni (Amelio), dedicata solo al cinema d’autore, che fa il suo esordio con una serie di buone battute (“Dio che caldo nell’Agro Pontino!” – “Rotto caviglia, rotto vacanza, rotto coglioni”).

 

tre sorelle

E, infine, una estetista, Rocio Munoz Morales, qui per la prima volta sorprendente, che si è appena lasciata col fidanzato. Cosa cercano le quattro ragazze nella villa di Serena Autieri al Circeo? Diciamo un po’ di distanza dagli uomini. Ma non dall’alcol, come dice subito Giulia Bevilacqua, “Posso provare a smettere di scopare, ma non potete togliermi la vodka”.

 

Anche se poi tutte e quattro seguitano a ripetere i soliti errori con uno skipper napoletano che non è quel che sembra, uno più che credibile scrittore pugliese, Fabio Troiano, pieno di sé (“Mi ha riconosciuto?”) che pensa solo a scopare. E tutte sognano, come dice la Francini, “un uomo che mi ciancichi, che mi spettini…”.

tre sorelle.

Poco femminista, diciamo, o femminista come può essere Enrico Vanzina dopo aver scritto più di 100 commedie italiane più o meno storiche, il film è infarcito fino all’inverosimile di dotte citazioni letterarie, da Tolstoi a Dorothy Parker, mancano solo Eco e Viperetta, ottimo per Mancuso&co, ma penso che la parte più sana e divertente del film sia nella costruzione dei quattro personaggi femminili e nei dialoghi stretti tra di loro, avendo preso delle attrici di parola prontissima e di grande verve come ai tempi dello stracult classic “Le finte bionde”, che tutte le brave giornaliste italiane conoscevano a mente.

 

angelina jolie tomb raider 2

Canale 20 alle 21, 10 propone “Lara Croft: Tomb Raider” di Simon West con l’unica Lara Croft possibile, cioè Angelina Jolie, suo padre Jon Voight, Iain Glen, Noah Taylor e Daniel Craig ancora non James Bond. Leggo che si innamorò della Cambogia, dove una produzione americana non si spingeva dai tempi di “Lord Jim”. Fu il lavoro più difficile della sua vita, dichiarò. Sei mesi di preparazione, di ogni tipo. Set impossibile. Ma è il film più famoso tratto dai personaggi e dalle storie dei videogiochi.

el dorado

 

Rai Movie alle 21, 10 ha la buona idea di prepararci “El Dorado” di Howard Hawks con John Wayne in coppia con Robert Mitchum, un giovane  James Caan, Charlene Holt, Paul Fix e Arthur Hunnicutt nel ruolo che fu di Walter Brennan. E’ una sorta di remake di “Un dollaro d’onore”, anche se Mitchum si sforza di non ripetere il ruolo di Dean Martin e James Caan quello di Ricky Nelson, anche se riprende di netto una sua scena che venne tagliata.

 

E’ anche un film diverso, più moderno, ma non certo superiore. Per Leigh Brackett, la geniale sceneggiatrice, era il miglior script che avesse mai scritto, anche se la prima stesura era più dark e meno comica. Possiamo fidarci. Difficile scrivere sceneggiature migliori di quelle per Hawks di Leigh Brackett, ricordiamo solo “Il grande sonno”, che scrisse trentenne con William Faulkner nel 1946, “Hatari”, “Rio Lobo”.

 

el dorado

Robert Altman la chiamò per scrivere “Il lungo addio”, altra sceneggiatura capolavoro. E George Lucas la chiamò per scrivere il secondo film della saga Star Wars, cioè “L’impero colpisce ancora”. Ma Leigh Brackett scrisse anche sceneggiatura per la serie tv di Alfred Hitchcock. “El Dorado” inizia con Caan che legge la poesia di Edgar Allan Poe dallo stesso titolo. John Wayne avrebbe voluto il ruolo di Mitchum, ma Hawks non accettò. Mitchum chiese a Hawks di raccontargli almeno la storia, ma il regista gli disse solo “Ha grandi personaggi”. Bastava.

el dorado 1

 

Wayne e Mitchum lavorarono bene insieme, anche se a detta di tutti i critici Mitchum gli rubò il film. Ma quando Hawks gli offrì di far coppia nuovamente con Wayne per “Rio Lobo”, fu costretto a rifiutare. Il film uscì un anno dopo la fine lavorazione, un po’ perché Hawks volle rimontarlo, un po’ perché avrebbe dato noia a un altro western della Paramount, “Nevada Smith”.

L ORA PIU BUIA

Iris alle 21, 15 passa “L’ora più buia” di Joe Wright con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Lily James, Ben Mendelsohn, Stephen Dillane. E’ un film solido, elegante, approfondito, che descrive come Winston Churchill, nel maggio del 1940, prese il posto di Neville Chamberlain come Primo Ministro inglese, riuscì a salvare 300 mila soldati da Dunkirk e decise di non cedere alle pressioni per un pace con Hitler.

 

Giustamente sembra costruito per la performance da grande attore di Gary Oldman, aiutato nell’impresa da un make-up speciale, opera di Kazuhiro Tsuji, che lo limita un po’ nei movimenti facciali, ma lo rende davvero identico a Churchill. A suo fianco, nel ruolo di Neville Chamberlain, il vecchio Primo Ministro uscente che molto trama contro di lui, avrebbe dovuto esserci John Hurt, ma la malattia se lo portò via prima di poter iniziare il film, e troviamo così l’ottimo Ronald Pickup.

L ORA PIU BUIA

 

Ma tutto il cast attorno a Oldman è di gran livello, da Kristin Scott Thomas come la moglie Clementine, coi capelli bianchi tipo sciura dei Pariolli, Ben Mendelshon come King George VI, la bella Lily James come la segretaria Elizabeth Layton, che affianca Churchill come un’ombra, Stephen Dillane come Lord Halifax.

 

Costruito in gran parte come il controcampo del Dunkirk di Christopher Nolan, cioè su quello che capitava in patria mentre i soldati inglesi erano spiaggiati tra Dunkirk e Calais, con un Churchill che deve ancora farsi perdonare il disastro militare di Gallipoli, è un film molto compatto tutto sul personaggio e sulle motivazioni che lo porteranno alle storiche decisioni. Vinse due Oscar, per il make up e per la performance di Gary Oldman. Ma poi non mi parlate male di “M” di Joe Wright…

 

transporter extreme.

La7 Cinema alle 21, 15 propone un bel film di guerra che a me sembra moderno, ma è già di vent’anni fa, “Behind Enemy Lines” di John Moore con Owen Wilson, Gene Hackman, Joaquim De Almeida, David Keith. Italia 1 alle 21, 30 propone l’action “Transporter: Extreme” di Louis Leterrier con Jason Statham mercenario che deve proteggere il figlio di un politico che si è messo contro un cartello di droga, Alessandro Gassman, Amber Valletta, Kate Nauta, Matthew Modine.

 

amarsi un po’

Passiamo alla seconda serata con “Amarsi un po’” di Carlo Vanzina con Claudio Amendola, Tahnee Welch, Virna Lisi, Riccardo Garrone, Mario Brega, un Romeo e Giulietta con Romeo romano figlio dei popolani Mario Brega e Rossana Di Lorenzo, e Giulietta, Tahnee Welch, figlia dei nobili Riccardo Garrone e Virna Lisi. Ottimo. Rai Movie alle 23, 25 ripropone “Giorno maledetto”, grande noir di John Sturges con Spencer Tracy con un braccio solo, Robert Ryan, Ernest Borgnine, Lee Marvin, Walter Brennan. Favoloso.

 

Rai5 alle 23, 30 propone “Paul, Mick e gli altri” di Ken Loach con Joe Duttine, Tom Craig, Dean Andrews, Steve Huison, Venn Tracey, cioè come si sopravvive quando sei liquidato dalle Ferrovie nazionali. Canale Nove a mezzanotte passa “Il tesoro dell’Amazzonia” di Peter Berg con Dwayne "The Rock" Johnson, Seann William Scott, Rosario Dawson, Christopher Walken.

ten thousand saints

Su Cielo alle 0, 45 vedo che passa “Ten Thousand Saints” Shari Springer Berman con Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Ethan Hawke, Emile Hirsch, Emily Mortimer, dove un ragazzino, una ragazza incinta e un cantante punk-rock formano una famiglia nella New York del 1980. Non male. Rete 4 alle 0, 55 propone lo sfortunato “I fratelli Sisters”, di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal, Riz Ahmed, Rutger Hauer, Carol Kane.

 

E’ un curioso western francese, colto e notevole, girato in Almeria come ai tempi d'oro dei nostri spaghetti western. Funzionò in patria, ma non in America. La storia, tratta da un romanzo di Patrick deWitt, vede due fratelli killer, Charlie e Eli Sister, interpretati da Joaquin Phoenix e John C.Reilly, che vengono incaricati dal ricco e cattivo Commodoro, Rutger Hauer, di eliminare un certo Ward, Riz Ahmed, in fuga verso l'Ovest alla ricerca dell'oro.

 

I FRATELLI SISTERS

Sarà però il detective che lavora per il Commodoro, John Morris, cioè Jake Gyllenhall, a scoprire dove sta questo Ward e a segnalarlo ai Sister Brothers. Ma le cose non andranno proprio come previsto. Lo schema è quello della caccia all'uomo attraverso un lungo viaggio che ci darà modo di scoprire tutti i personaggi. Audiard applica al genere western il suo tipo di cinema, con tanto di musica, qui abbastanza originale, di Alexandre Desplat, di grandi movimenti nervosi di macchina da presa, di montaggio moderno.

I FRATELLI SISTERS

 

Evita cioè le citazioni e i modelli, costruendosi un suo western. I due fratellini, il violento e pazzo Charlie e il più responsabile Eli, vengono fuori come personaggi originali e riusciti, soprattutto alle prese con la modernità, i bagni con lo scarico a San Francisco, lo spazzolino da denti. Non è male neanche il personaggio più intellettuale, quello di Jake Gyllenhall, che vede il viaggio verso l'ovest come un'esperienza vitale di vita.

 

still alice

Magari nella seconda parte il film si perde un po’ ma l'incontro dei Sisters con la mamma,  un'invecchiata Carol Kane, rivela che anche i pistoleri più cattivi del west hanno un cuore. Cielo alle 3, 30 propone “Still Alice” di Richard Glatzer, Wash Westmoreland con Julianne Moore, Alec Baldwin, Kristen Stewart, Kate Bosworth, Hunter Parrish, Erin Darke.

 

E’ uno dei film di punta di Julianne Moore, che qui interpreta una ancor giovane malata di Alzheimer (Come si chiama la mia prima figlia? Dove abito? Chi sono?). Con Alice vinse il Golden Globe, il Bafta, il Criticis Choice e l’Oscar. Era giusto. Perché in questo tristissimo, ma concentrato, sentito e per nulla cupo Still Alice, tratto dal romanzo di Lisa Genova, non è solo bravissima, ma riesce a costruire ogni scena facendosi sentire perfettamente il progredire della sua malattia e il distacco sempre maggiore da se stessa.

still alice

 

E, contemporaneamente, sentiamo il suo aggrapparsi alla vita e all’amore della sua famiglia per non perdere la sua più piccola memoria mentre tutto le sta crollando attorno. Julianne Moore lavora di piccoli sguardi, di lievi toni della voce, di movimento delle mani. Con la sua malattia, un Alzheimer genetico e precoce, Alice coinvolge tragicamente anche le figlie, Anna, Kate Boswoth, che si scopre positiva, e Lydia, una notevole Kristen Stewart, che non vuole sapere se è malata o no, mentre il figlio maschio risulta negativo.

 

still alice

Il fatto che Alice sia professoressa di Linguistica alla Columbia University, e abbia fatto della comunicazione il lavoro di tutta una vita, complica le cose, visto che si costruisce delle difese sofisticate per combattere la malattia che rendono meno chiara la sua diagnosi e il suo percorso. E il fatto che sua figlia Lydia sia attrice, studia testi come “Angels in America” di Tony Kushner, ma anche “Tre sorelle” di Cechov, e che abbia con la madre un rapporto più forte dell’altra sorella, Anna, che ha risposto alla sicurezza della malattia facendosi mettere incinta, ci porta a un mélo familiare di grande costruzione teatrale.

still alice 3

I registi citano anche il Tokyo Monogatari di Ozu e lavorano sulle riprese di conseguenza, imponendo al direttore della fotografia, il francese Denis Lenoir (Carlos), un punto di vista morale per raccontare ogni scena, che tolga inutile enfasi alla situazione e lasci in qualche modo libere le attrici di esprimersi.

 

Ma si deve esser sentito sul set, 23 giorni, anche il peso della malattia, la SLA, che ha sfortunatamente colpito a inizio della lavorazione uno dei due registi, Richard Glatzer, e che lo ha portato a perdere la voce e a non potersi muovere alla fine delle riprese. Questo ha reso il film una specie di opera estrema, durissima, ma dove la sofferenza non è mai esibita, tutto si concentra sulla lotta interna alla protagonista nel perdere poco alla volta parti di sé e della propria storia.

 

I maschi, a cominciare da Alec Bladwin, che interpreta il marito, sono come un po’ assenti, spettatori della tragedia. Ovvio che Julianne Moore con la sua Alice Howland domini ogni inquadratura del film.

 

i fuorilegge della valle solitaria 2

Iris alle 3, 30 passa “I fuorilegge della valle solitaria” o “The Savage Guns”, western diretto dall’inglese Michael Carreras, il patron dell’Hammer Film, con Richard Basehart, Don Taylor, Alex Nicol, Rafael Albaicin, Manolita Barroso. Primo western europeo ad essere girato in Almeria, su forti pressioni di José Gutiérrez Maesso della Tecisa Film, che lo ha prodotto con gli inglesi, anzi con Michael Carreras e Jimmy Sangster, due dei nomi chiave dell’horror britannico non ancora legati all’Hammer Film ma alla Capricorn di Londra.

 

È il primo anche a utilizzare attori spagnoli come Fernando Rey e José Manuel Martín e set come la Sierra Alhamilla e Tabernas. Per Carrerars tutto cominciò da lì. Il film era più violento di quelli americani, il buono, Richard Basehart, veste di nero e il cattivo, Nicol, di bianco. Non solo, il buono si ritrova le mani rovinate come in tanti spaghetti successivi.

i fuorilegge della valle solitaria 1

 

La storia vi svolge a Sonora, in Messico, nel 1870, dove un pistolero, Steve, cioè Richard Basehart, viene chiamato da Mike, un ranchero, Don Taylor (doppiato da noi da Giuseppe Rinaldi), per combattere lo strapotere del potente Sanchez e della sua banda. Ma Sanchez è terribile e arriverà a uccidere il padre della donna di Don Taylor, cioè Fernando Rey. Solo un anno dopo Maesso si metterà con la PEA di Alberto Grimaldi per girare Duello nel Texas di Ricardo Blasco.

l'uomo dai 7 capestri

Non male “Joe” di David Gordon Green con Nicolas Cage, Tye Sheridan, Gary Poulter, Ronnie Gene Blevins, Sue Rock, Heather Kafka, Rai Movie alle 3, 10. Al di sotto delle aspettative “L’uomo dei sette capestri” diretto da John Huston, scritto da John Milius, con Paul Newman come il giudice Roy Bean che amministrava la legge a ovest del Pecos con grande uso di corde per impiccare chi gli pareva, altro che Nordio, Ava Gardner, Jacqueline Bisset, Tab Hunter, Stacy Keach, Anthony Perkins, Victoria Principal, Matt Clark, John Huston, Bill McKinney, Roddy McDowall. A Milius piacque talmente poco che decise di girarseli lui da solo i film.

l'uomo dai sette capestri 1

 

Avrebbe voluto girare anche questo da solo, ma i produttori gli dettero 300 mila dollari e la chiusero lì. La sua idea era di Lee Marvin o di Warren Oates con Roy Bean. Paul Newman non aveva la faccia giusta. Milius veniva tormentato da Huston, che gli massacrava il film, a suo parere, e voleva anche che lo ascoltasse. Sul set del film, leggo Anthony Perkins scoprì di non essere solo gay. Ebbe una storia con Victoria Principal e poi si mise con Berry Berenson. Detto questo me mlo vedrei.

 

il figlio di aquila nera

Ma mi vedrei anche “Il figlio di Aquila Nera”, prodotto dalla Romana Film, diretto da Guido Malatesta, soggetto di Umberto Lenzi riscritto da Piero Pierotti, con Dick Palmer alias Mimmo Palmara, Edwige Fenech ai suoi esordi, Ingrid Schoeller, Franco Ressel, Andrea Aureli, Ivy Holzer e Luciano Catenacci, Rai Movie alle 5. Non credo sia un capolavoro… ma alle 5 della mattina che volete vedere?

tom holland daisy ridley chaos walking il figlio di aquila nera nicolas cage tye sheridan joe 4paul newman l'uomo dai sette capestri nicolas cage tye sheridan joe 1nicolas cage tye sheridan joe 2mads mikkelsen chaos walking 3nicolas cage tye sheridan joe 3mads mikkelsen chaos walking 2roman polanski john cleese the palacemickey rourke the palace di roman polanski alessandro gassman transporter extremeten thousand saints i fuorilegge della valle solitariaowen wilson behind enemy lines 2owen wilson behind enemy lines 1still alice 4still alice still alice 1still alice 2paul, mick e gli altrithe palace di roman polanski il tesoro dell’amazzonia L ORA PIU BUIA I FRATELLI SISTERS I FRATELLI SISTERSI FRATELLI SISTERS tom holland chaos walking 2 L ORA PIU BUIA L ORA PIU BUIAtransporter extreme giorno maledettogiorno maledetto fabio troiano serena autieri tre sorelleamarsi un po' 2amarsi un po’ amarsi un po' 1amarsi un po claudio amendola 1angelina jolie tomb raidermassimiliano rosolino tre sorelle chiara francini tre sorelle chaos walking

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