massimo ferrero viperetta

“A MAGGIO E’ PERIODO DI FAVE NON DI CINEMA” - "VIPERETTA" FERRERO ANNUNCIA CHE NON RIAPRIRA’ LE SUE SALE A ROMA E MORDE IL GOVERNO: "QUESTA È SOLO UNA PRESA IN GIRO. NON VEDO IL BUSINESS. CHE FILM PROIETTO VISTO CHE LE PRODUZIONI SONO FERME? SE IL COPRIFUOCO SCATTA ALLE 22 NON POSSO CONTARE SULLO SPETTACOLO DELLE 20.30, E SENZA BAR APERTI ALL’INTERNO NON SI RIESCE A COPRIRE LE SPESE" - L’APPELLO A DRAGHI: "NON FATECI PAGARE L’IVA. SENTO TUTTE QUESTE CAZZATE. TAX CREDIT E IL RESTO. MA COS’E’?"

Antonio Siberia per "il Tempo"

 

massimo ferrero viperetta

Riaprono i cinema ma i proprietari delle sale le riapriranno con il coprifuoco in vigore? Noi de «Il Tempo» su questo, ma non solo, abbiamo intervistato l'imprenditore Massimo Ferrero, proprietario di diverse sale cinematografiche a Roma.

 

Ferrero riaprirà le sue sale cinema?

«No».

 

Perché no?

«Per prima cosa non le riapro perché non ci sono i film. Quello che ha vinto l'Oscar l'altra notte fra poco sarà su una piattaforma che guardi da casa e così anche per chi ha vinto il David. Aprire una sala cinematografica non è come montare in bicicletta: ci vogliono almeno 20 giorni, da parte dei distributori, per organizzare nuove uscite e piazzamenti. Riaprire un cinema con le normative ed i protocolli anti-Covid che giustamente sono in atto, comporta un sacco di lavori e, quindi, di spese.

massimo ferrero viperetta

 

Senza dimenticare che il cinema lavorava da sempre a ottobre, novembre, dicembre, a gennaio ed a febbraio. Già in passato si è provocato lanciando novità durante la cosiddetta bella stagione, ma non ha funzionato. Quindi, se io dovessi riaprire, dovrei fare dei lavori, pagare mentre la stagione vera è praticamente terminata».

 

Non ci sarebbe business?

«Sinceramente io non lo vedo. Mi sembra che chi ha deciso questa cosa abbia voluto dare un contentino, un messaggio e non un progetto realmente applicabile, che coinvolga tutto il mondo del cinema, dalla produzione, alla distribuzione, alla riapertura delle sale. Un progetto così non salvaguardia i lavoratori del settore».

 

Lei quante sale ha su Roma?

viperetta ferrero

«Dodici».

 

Chieda una cosa a questo Governo Draghi ed al Ministro della Cultura Franceschini?

«Cominciano da un presupposto: io faccio questo mestiere per passione, perché sono cresciuto dentro il mondo del cinema, mi ha sempre affascinato, mi ha dato tanto e qualcosa al cinema credo di averlo dato anch'io. In questi anni, anche prima della pandemia, non si faceva certo per business.

 

Calcoliamo che in tempi normali, non sospetti, io comunque chiudevo in perdita. Su un biglietto a 8 euro, 4 se li prende il distributore ed io con il resto devo pagarci pendi, luce, gas, pulizie e quant'altro. Comunque, in qualche modo, si rimediava: con i bar, con le iniziative, con i grandi numeri quando escono film popolari, che tutti vogliono vedere. Negli ultimi anni, per esempio, mi vengono in mente i successi di Checco Zalone».

viperetta 2

 

Quindi? Come lavorate?

«Lavori perché riempi le sale con lo spettacolo delle 20.30 che finisce alle 22.30 circa e poi, nel fine settimana, con l'ultima proiezione che termina poco dopo mezzanotte e va bene per chi, prima, cena a casa o va a cena fuori, se il coprifuoco scatta alle 22 non puoi neppure contare sullo spettacolo delle 20.30, Inoltre ti devi prenotare, devi contare la gente che entra in sala perché è disponibile solo la metà della capienza, gli spettatori devono mantenere sempre - giustamente - la mascherina. Insomma, non so neppure se viene voglia alla gente di andare al cinema: tutti abbiamo voglia di vivere un'estate all’aperto, non al chiuso.

 

Anche perché, ripeto, manca l'elemento fondamentale: i film per il grande pubblico. Il ministro Franceschini già in passato fece una proposta, che per noi economicamente non sembrava potesse portare grandi successi, ma era un segno per riportare le persone al cinema: ridurre il prezzo dei biglietti. Questa era già un'idea, fai più biglietti, costa meno, ma fai anche più spettatori. Se apro una sala e la riempio, che so 1600 posti, comunque guadagno visto che la proiezione comunque sarebbe dovuta partire. Quella mi sembrava una proposta intelligente. È partita dal basso, sosteneva anche le produzioni, l'arte di fare cultura col cinema».

viperetta ferrero

 

Quindi lei Ferrero cosa proporrebbe?

«In questa situazione credo che l'unica soluzione reale sia il pagamento della cassa interazione e dei contributi di sostegno per chi fa cultura: cinema, teatro, musica».

 

Voi non avete ricevuto nulla sino ad ora?

«Poco in proporzione a quan to è stato perso da tutto il mondo dell'intrattenimento. Mancano i ristori da gennaio ad aprile. Siamo fermi a dicembre e, per organizzare al meglio anche il rischio perdite, c'è bisogno di un'assegnazione precisa, com'è successo in passato. Siamo fiduciosi che ciò avvenga in tempi brevi».

 

Lei quanti dipendenti ha?

er viperetta ferrero foto mezzelani gmt037

«A Roma circa 130/140. Preferisco andare avanti a pagare e nel contempo a perdere, ma essere preso in giro no, abbiamo già visto la disastrosa falsa partenza del giugno scorso, quando non uscì un film importante sino ad agosto. E poi, se vuole un titolo per l'intervista, glielo regalo».

 

Vada.

«A maggio, a Roma, si vanno a mangiare le fave, non si va al cinema».

 

Prego? Me lo può ripetere?

«A Roma, a maggio, si vanno a mangiare nei prati verdi il pecorino e le fave».

 

E pure la vignarola?

viperetta

«Bravo. Non ci si va al cinema a maggio. Il cinema è luogo d'amore, ma non è estivo. È un luogo dove vedi un film e t'immedesimi quanto fuori freddo, piove, fa buio presto. La traduzione del cinema è autunnale-invernale, infatti tutti i ragazzi della mia età si ricordano ancora quando, il giorno dopo Natale, i genitori raccoglievano pochi quattrini e ti portavano al cinema: mica a giugno o luglio!».

 

VIPERETTA FERRERO

In Italia con il Recovery Fund ed i soldi dell'Europa servirebbe secondo lei reinvestire in un modello produttivo di cinema, come era Cinecittà nel secolo scorso? Potrebbe essere un'idea per far ripartire l'industria cinematografica, oltre alla diffusione delle sale?

«Appunto. Sono due cose che vanno attaccate. Insieme. Tu mi fai aprire a maggio e me lo dici una settimana prima, ma io dentro le sale che ci devo mettere? Ci devo mettere un film. Se non ci sono i film cosa ci metto?».

 

E Cinecittà come luogo produttivo?

«Io sono cresciuto che a Cinecittà facevamo più di 600 film all'anno. Nel 1976, io facevo il segretario di produzione, facevamo dai 600 agli 800 film all'anno. In Italia andavi a Cinecittà e c'era la fila lunga di fund. Noi stiamo distruggendo l'industria dell'intrattenimento. Non è possibile che dall'America vengano in Italia quando alle 22 dobbiamo chiudere. un po' come i ristoranti, con le chiusure alle 22: ma che ci prendono per i fondelli?

cinema adriano

 

Io all'interno dei cinema non posso aprire il bar, che è l'incasso che bilancia, mentre quelli fund dalla sala possono fare asporto: una commedia degli equivoci. Queste cose - capisco ci siano una prudenza ed un protocollo - ma non ci prendessero in giro. Basta. Soldi non ne danno. Ai ristoranti si mangia fund, magari tutti attaccati perché uno che ha pochi tavoli al vicoletto, che fa? Io all'alba dei miei 70 anni sono basito dalla genialità di questi signori. Sono dei geni».

 

Un appello al premier Draghi, prima di chiudere questa intervista?

«Il cinema va incentivato globalmente. Sento tutte queste cazzate, tax credit ed il resto, ma cos'è ? Facciamo come fanno in Usa con i produttori americani, non fateci pagare l'Iva».

dario franceschini

 

E a Draghi cosa dice?

«Faccio un appello a Mario Draghi: il cinema è cultura e lo sport è il sale della vita, ci dia una occhiata per favore».

 

 

mario draghi

 

 

 

cinema adriano foto di baccoVladimir Luxuria e Massimo Ferrero ViperettaDRAGHI 8cinema adriano 1viperetta ferrero

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....