FELIX BAUMGARTNER, L’UOMO CHE ARRIVA PRIMA DI QUANTO CI VOGLIA A PRONUNCIARE IL SUO NOME - L’AUSTRIACO, APPASSIONATO DI SPORT ESTREMI, SI È LANCIATO DA 39 KM DI ALTEZZA, SUPERANDO LA VELOCITÀ DEL SUONO, 700 MIGLIA ORARIE (CIRCA 1.126 KM/H) - GRAZIE ALLA SUA IMPRESA ORA SARÀ POSSIBILE STUDIARE UN METODO, CHE ANCORA NON ESISTE, PER L’ESPULSIONE IN CASO DI EMERGENZA DEGLI ASTRONAUTI DALLE NAVICELLE SPAZIALI...

FELIX BAUMGARTNER, UN VOLO MAI VISTO
http://www.youtube.com/watch?v=WoFbRQhUoxM

IL VOLO DI BAUMGARTNER
http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-2217412/Felix-Baumgartner-Supersonic-skydiver-hits-mach-1-24-terrifying-plummet-Earth-128-000ft.html


Maurizio Molinari per "la Stampa"

In ginocchio e con le braccia alzate in segno di vittoria, il temerario atleta austriaco Felix Baumgartner ha firmato nel deserto del New Mexico il salto più alto mai compiuto da un essere umano: 39 mila metri percorsi. Un record a cui, secondo i suoi tecnici, si somma quello di essere diventato il primo ad aver infranto la velocità del suono, arrivando a toccare Mach 1,24, 700 miglia orarie, ovvero più di quanto possono i motori di un jet commerciale.

Decollando da Roswell con un enorme pallone all'elio, lo spericolato austriaco ha avuto bisogno di due ore e 21 minuti per raggiungere l'altezza desiderata, viaggiando dentro una capsula argentata dalla quale si è poi gettato nel vuoto, percorrendo l'ultima parte della discesa grazie ad un paracadute. Durante il periodo in cui è rimasto nella capsula, sostenuta da un pallone alto l'equivalente di un palazzo di 55 piani, Baumgartner è stato in costante contatto audio con Joe Kittinger, l'84enne ex colonnello dell'Us Air Force che nel 1960 aveva stabilito il precedente record di salto, gettandosi da 31300 metri.

Kittinger si trovava a Roswell, nella sala di controllo che la missione «Red Bull Stratos» - dal nome dello sponsor - ha creato con 300 persone e 70 ingegneri, scienziati e dottori per seguire il tentativo con un metodo che ricalca quello della Nasa. Proprio durante il colloquio con Kittinger, l'austriaco ha ammesso che qualcosa non andava nel casco a causa di problemi nell'alimentatore di calore. Difficoltà che hanno portato per un breve periodo all'oscuramento delle visiera del casco ma poi, a lancio avvenuto, non hanno comportato ulteriori complicazioni.

«Non avrei saputo fare di meglio», ha commentato Kittinger a lancio nel vuoto avvenuto. Il dialogo con Kittinger ha consentito allo spericolato austriaco anche di superare quello che era il suo maggior problema perché soffre di claustrofobia. Il pallone con una superficie di oltre 16 ettari è stato realizzato con plastico extrasottile e ha consentito di salire oltre la «Dead Zone» di 1200 metri.

Indosso l'austriaco aveva una tuta pressurizzata per consentirgli di sopravvivere ad una condizione di quasi totale vuoto assai simile a quella dello spazio esterno all'atmosfera. «Abbiamo sperimentato una nuova tuta spaziale e nuove condizioni di permanenza a estreme condizioni in situazione di perdita di pressione», ha spiegato al New York Times Jonathan Clark, direttore medico di «Red Bull Stratos» nonché ex responsabile della salute degli astronauti delle missioni Shuttle della Nasa.

L'annuncio di aver infranto la barriera del suono è arrivato dai portavoce della missione in ragione del fatto che percorrere 39 mila metri in 4 minuti e 22 significa aver raggiunto le 700 miglia orarie, ovvero 10 in più rispetto alla tradizionale barriera del suono ma la conferma definitiva arriverà solo dall'esame da parte della Federazione aeronautica internazionale (Fai) dei dati raccolti dal computer che Baumgartner aveva con sé.

L'austriaco, 43 anni di età, è un veterano di imprese estreme che lo hanno visto gettarsi da alcuni degli edifici più alti del mondo o planare sulla Manica servendosi solo di ali di carbonio ma il record di Roswell è qualcosa di diverso perché, come lui stesso ha dichiarato, «va oltre il primato in quanto è destinato a migliorare le garanzie di sicurezza per gli astronauti e di oggi e per i turisti spaziali di domani». Aver dimostrato che è possibile gettarsi con il paracadute da grandi altezze «significa porre le basi per procedure di espulsione dalle navette spaziali che al momento non esistono», ha detto.

Frutto di una preparazione durata oltre sette anni, il lancio avrebbe dovuto avvenire lunedì scorso ma è stato rinviato, finendo per coincidere ieri con il 65° anniversario del volo del primo aereo supersonico, pilotato dall'americano Chuck Yaeger nel 1947.

 

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