florinda bolkan marina cicogna

FLORINDA BOLKAN HA ASPETTATO CHE MARINA CICOGNA MORISSE PER SVELENARE SU DI LEI: “MI SONO UN PO’ ANNOIATA CHE SI PARLI SEMPRE DI QUESTA STORIA. BASTA PARLARE DI LEI, ERA AUTORITARIA E SONO SCAPPATA. POI SONO STATA ESCLUSA DA SET E FESTIVAL: MI SONO PAGATA A CARISSIMO PREZZO LA LIBERTÀ. OGGI IL MIO RED CARPET È LA NATURA” - L’INCONTRO FATALE CON LUCHINO VISCONTI, IL FLIRT CON RYAN O’NEILL E LA VACANZA A CASA KENNEDY, ANCHE LUI VITTIMA (PARE) DEL FASCINO ANDROGINO E UN PO’ INFANTILE DELLA BOLKAN. “CHISSÀ...”

Maria Corbi per La Stampa- Estratti

 

 

FLORINDA BOLKAN CON MARINA CICOGNA

Gli anni hanno addolcito il suo sorriso, senza scalfire la sua bellezza, portata con orgoglio, senza ritocchi, senza maschere. Florinda Bolkan a febbraio compirà gli anni, su Wikipedia dicono che la data di nascita è il 1941, ma sulla carta di identità c’è il 1937. Quel che è certo è che è nata a Uruburetama, cittadina al nord est del Brasile, un posto che «è ancora nella mia anima anche se manco da tanto tempo», dice.

 

Ride Florinda Bolkan, muovendo le mani con grazia, con il fisico asciutto e gli zigomi scolpiti, simbolo della sua bellezza androgina, seduta accanto alla sua socia e amica Anna Chigi, principessa «rock», nobile stirpe romana, che negli anni ’80 cantava Mucho Corazon. 

 

(...) «La Voltarina è la mia vita», dice Florinda arrotondando le vocali come fanno i brasiliani, rendendo le parole musica. Lo fa per ripristinare «la verità» visto che quando si parla di lei si cita sempre Marina Cicogna, scomparsa poco tempo fa. «E mi sono un po’ annoiata di questo».

 

florinda bolkan marina cicogna

Ma non è possibile togliere la Cicogna dalla biografia della Bolkan. Una coppia che per anni ha diviso cuore, casa, lavoro e jet set. La produttrice e la star, insieme fino alla rottura alla fine degli anni ’90 («non mi chieda le date che non me le ricordo...»).

 

E da allora tra loro un muro di silenzio. «Non vorrei parlarne», dice Florinda. «Le sono grata per il percorso che abbiamo condiviso e il lavoro importante fatto per il Cinema». Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto; Metti, una sera a cena… Anonimo Veneziano. Un velo le appanna gli occhi ancora bellissimi, di un nero che sembra portarti negli abissi.

 

Una carriera nel cinema quasi per caso. «Arrivai a Roma dopo essere stata hostess della Varig, l’ex compagnia di bandiera brasiliana. Ero una delle dodici ragazze dette executive hostess, senza divisa, dovevamo assistere i passeggeri di prima classe. Erano tutti pazzi di me. L’ho fatto per almeno cinque anni. Ci scelse l’amante del presidente della Varig».

 

florinda bolkan e marina cicogna

Nel 1968 debutta in Candy e il suo pazzo mondo di Christian Marquand nei panni della sorella del Beatles Ringo Starr. «Fu un fiasco», ricorda. Poco dopo l’incontro fatale con Luchino Visconti che, dopo tre provini nella sua villa a Ischia, la scrittura in una piccola parte: l’attricetta mantenuta da Helmut Berger nel film La caduta degli dei (1969). «Lo adoravo, vedevo in lui mio padre che avevo perso troppo presto. Andavo a casa sua a via Salaria solo per guardarlo, respirare la sua energia, osservare la sua intelligenza. E a lui piaceva avermi intorno».

 

E in quell’anno conosce Marina Cicogna, a Parigi, a casa di Elsa Martinelli e Willy Rizzo. Lei era appena tornata da una vacanza a casa Kennedy, anche lui vittima (pare) del fascino androgino e un po’ infantile della Bolkan. «Chissà...», ride lei lasciando l’argomento sul vago. Mentre con Ryan O’Neil ammette il flirt. «Stavo per lasciare Marina per lui». Una vita piena di amore e passioni. Per ben tre volte l’attrice stava per cedere al «Sì». La prima volta con un principe polacco, poi con il proprietario dell’editoriale Hachette, e con il re del caffè brasiliano».

Florinda Bolkan, Rod Stewart e Marina Cicogna a Rio de Janeiro (Foto- Eder Accorsi) images

 

«Amor che ti fa a pezzi e ti divora», sospira Florinda che declama la poesia scritta da suo padre, Pedro Soares Bulcão che fu un politico, ma anche un poeta.

 

Il cinema, i red carpet, sono solo un ricordo ormai, ma anche un dispiacere. «Quando si è lasciata con Marina le è stata fatta terra bruciata intorno», dice una cara amica che è a pranzo qui, alla Voltarina dove si praticano prezzi pop anche per i matrimoni. «Vogliamo che tutti godano di questa bellezza», dice Florinda che riesce a essere una star anche in jeans e sneakers.

 

Dicevamo: Marina Cicogna. «Basta parlare di lei, era autoritaria e sono scappata». Solo un ricordo come d’altronde lo sono i set, ormai, l’ultimo quello del film di Ginevra Elkann. Ma c’è ancora un sogno, che le diano un premio alla carriera. «Me lo sono meritato giusto?». Magari a Venezia, il luogo di tanti successi e progetti.

Marina Cicogna e Florinda Bolkan Liz Taylor e Richard Burton e Helmut Berger

 

Attorno a lei, le signore che curano l’agriturismo e tante amiche «normali», lontane dal mondo patinato del Cinema e della mondanità. «Non mi sono mai piaciuti i salotti, io in fondo sono una donna semplice, soddisfatta della sua vita e che ha sempre fatto quello che desiderava, o almeno quasi sempre. Mi sono pagata a carissimo prezzo la libertà».

 

Il prezzo è stato quello di essere esclusa dai set, dai festival, dai premi, dai red carpet. «Il mio red carpet è la natura»

1970 Marina Cicogna e Florinda Bolkan 1971 - Marina Cicogna e Florinda Bolkan terrazza Martini FLORINDA BOLKANFLORINDA BOLKAN CON ANNA CHIGIvalentino e florinda bolkan a new york nel 1975florinda bolkan flavia la monaca musulmanaflorinda bolkan . barbara bouchet non si sevizia un paperino florinda bolkan florinda bolkan 21969 Marina Cicogna e Florinda Bolkan

 

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