IL GIORNO CHE NICOLETTA MANTOVANI AFFRONTÒ ADUA: ‘SIGNORA, PAVAROTTI È INNAMORATO DI ME’. A DIECI ANNI DELLA MORTE, IL LIBRO CON I RICORDI DEL SUO FACTOTUM ‘TINO’ - EDWIN TINOCO ERA UN RAGAZZO PERUVIANO DI 28 ANNI CHE UN GIORNO LAVORAVA IN UN HOTEL DI LIMA E IL GIORNO DOPO RISPONDEVA AL TELEFONO A SINATRA: ‘FRANK CHI, SCUSI?’ - GLI ANEDDOTI SULLA VITA IN TOUR CON BIG LUCIANO, CHE DA MODENA SCARROZZAVA IN TUTTO IL MONDO I SUOI AMICI CON CUI GIOCAVA A BRISCOLA, PER UNA MANO OGNI VOLTA CHE POTEVA

 

 

Alberto Mattioli per la Stampa

PAVAROTTIPAVAROTTI

 

«Tino» era sconosciuto ai più, non a chi conosceva bene Luciano Pavarotti. La storia inizia nel gennaio 1995. Edwin Tinoco era un ragazzo peruviano di 28 anni, con una laurea in Scienza della Comunicazione e un lavoro come «food and beverage manager» all' hotel Las Américas, il più lussuoso di Lima.

 

il libro di edwin tinoco su pavarottiil libro di edwin tinoco su pavarotti

In Perù transitò Big Luciano prima di un concerto rimasto celebre per l' esordio: «Saluto il pubblico cileno!» (e davvero solo lui poteva farsi acclamare dopo una gaffe del genere). Al tenorissimo quel ragazzo sveglio, gentile e capace di fare un po' tutto piacque tanto che lo arruolò su due piedi nel suo staff multicolore e multinazionale. E così Edwin diventò «Tino» per tutti, tranne che per il maestrone che lo chiamava «Ciccio», affibbiandogli un soprannome che sarebbe stato più adatto a lui. Per il giovane, che non aveva mai ascoltato un' opera, fu l' inizio, parole sue, dei «tredici anni migliori della mia vita».

 

edwin tinoco con. pavarottiedwin tinoco con. pavarotti

Adesso quegli anni sono diventati un libro, Pavarotti ed io (Aliberti, pagg. 256, 18,90), chiaramente indispensabile per gli adepti del culto pavarottiano e piuttosto divertente per tutti gli altri. Tinoco rimase con Pavarotti fino alla fine, quel maledetto 6 settembre 2007, svolgendo una serie di mansioni indefinibili ma indispensabili, da maggiordomo a facchino, da segretario a cameriere, da confidente a infermiere, da cameriere ad agente di viaggi, testimone immancabile e discreto, fino a diventare una specie di figlio adottivo.

 

Lo racconta comunicando al lettore il senso di sbalordimento di un ragazzo che uno dei primi giorni sollevò la cornetta del telefono e sentì dall' altra parte una voce inconfondibile: «Sono Frank, c' è Luciano?». Frank chi, scusi?

«Frank Sinatra».

edwin tinoco ai funerali di pavarottiedwin tinoco ai funerali di pavarotti

 

Non aspettatevi rivelazioni sensazionali, benché gli ultimi anni di Pavarotti siano stati anche quelli più gossippati. Ma la seconda moglie, Nicoletta Mantovani, compare relativamente poco. Gustoso però l' incontro con la prima, Adua Veroni, nel camerino del marito alla Royal Albert Hall di Londra durante un «Pavarotti plus» del '95. Nicoletta andò dritta al punto: «Signora Veroni, lei deve sapere che le voci che circolano sono vere: io e Luciano ci amiamo».

 

DOMINGO CARRERAS PAVAROTTIDOMINGO CARRERAS PAVAROTTI

Poi però Tinoco uscì dal camerino, quindi non sappiamo come proseguì la conversazione.

Poco dopo, sarebbero arrivate le foto di Chi con Luciano e Nicoletta alle Barbados «a mollo in un mare di coccole», per citare il titolo del servizio, al seguito delle quali lui fu letteralmente buttato fuori di casa dalla moglie.

 

Molto divertente è entrare nell' intimità domestica del tenorissimo. Negli alberghi in cui sostava la suite doveva essere riarredata ad hoc con cucina, frigorifero gigante, divano rialzato di 20 centimetri, una tavola di legno sotto il letto, finestre oscurate con la carta stagnola, cuscini e lenzuola rigorosamente neri e un tavolo rotondo con quattro sedie per la briscola, la sua vera passione.

STING PAVAROTTISTING PAVAROTTI

 

Si faceva seguire in tutto il mondo dagli amici del «briscola team», giocava fino a un momento prima di entrare in scena e anche durante l' interminabile ricevimento del secondo matrimonio ogni tanto spariva per fare la partita (e noi invitati: ma dov' è finito lo sposo?).

 

Ogni viaggio era un trasloco, con una media di 40-50 valigie portate su e giù per il mondo.

pavarotti con adua veroni e figliepavarotti con adua veroni e figlie

Pavarotti si spostava con pentole, scorte gigantesche di cibo italiano, quattro frac identici (ma sul palco indossava sempre lo stesso, per scaramanzia), foulard Hermès, scarpe Mephisto, talco Shower to Shower, tre speciali sgabelli regolabili di fabbricazione francese e La settimana enigmistica .

 

Alle prove, ai concerti e alle recite, sempre 20 asciugamani grandi, 10 medi e 10 piccoli, caramelle marca Grether' s (succhiate per la verità da tutti i cantanti lirici), magliette e camicie di ricambio, fazzolettoni bianchi, acqua ghiacciata, tè bollente, parmigiano, consommé e mele rosse tagliate a pezzetti che era bravissimo a ingurgitare anche durante l' esibizione, mascherando la manovra dietro i ricordati fazzolettoni.

luciano pavarotti nicoletta mantovaniluciano pavarotti nicoletta mantovani

Alla fine, esce il ritratto di un gigante buono, un Gargantua dalla voce d' oro ingordo di cibo, di amore, di musica, di sport.

 

Prepotente però generoso, non solo di denaro (e pure ne ha raccolto o regalato tanto), ma anche del suo tempo. E qui forse posso testimoniare. Lo chiamavo da cronista sbarbatello e non ci fu una volta che, anche se aveva poco tempo e ancor meno voglia, non mi desse almeno un titolo. Una volta mi disse: «Il segreto del mio successo? Non ho mai negato un' intervista, fosse per il New York Times o per il bollettino della parrocchia».

luciano pavarotti adua veroniluciano pavarotti adua veroni

 

Forse il miglior elogio che si possa fare al libro è che chi ha conosciuto Pavarotti ce lo ritrova tutto. Almeno quanto, per un beffardo contrappasso che avrà l' ennesima conferma dalle incombenti celebrazioni per il decennale della morte, non lo riconosce nel modo con cui viene ricordato. Una volta di più, si vuol far credere che Pavarotti sia stato una sottospecie di popstar e non quel grandissimo tenore che fu. Forse l' ultimo a incarnare l' assurda bellezza, aulica e popolare insieme, del nostro melodramma.

 

adua veroni  luciano pavarotti nicoletta mantovaniadua veroni luciano pavarotti nicoletta mantovaniNicoletta Mantovani ritira il Premio alla memoria di Luciano Pavarotti Nicoletta Mantovani ritira il Premio alla memoria di Luciano Pavarotti pavarotti01 alba pariettipavarotti01 alba parietti0 luciano pavarotti d0 luciano pavarotti dpavarotti bono voxU2pavarotti bono voxU2pavarotti21 aldo busipavarotti21 aldo busipavarotti lucianopavarotti lucianoNicoletta e PavarottiNicoletta e Pavarottipavarotti12 moglie aduapavarotti12 moglie aduapavarotti13 lingua fuoripavarotti13 lingua fuoripavarotti mariah careypavarotti mariah careypavarotti07 domingo carreraspavarotti07 domingo carreraspavarotti diana spencerpavarotti diana spencerpavarotti20 calisto tanzipavarotti20 calisto tanzipavarotti17 marta marzottopavarotti17 marta marzottopavarotti16pavarotti16pavarotti05 lucio dallapavarotti05 lucio dallaLUCIO DALLA PAVAROTTI VALENTINO ROSSI LUCIO DALLA PAVAROTTI VALENTINO ROSSI

 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO