claretta petacci gene gnocchi

GENE GNOCCHI DA GIANNINI: ‘LA BATTUTA SULLA MAIALA CLARETTA PETACCI? QUELLI DI FORZA NUOVA MI VOGLIONO MANGANELLARE. È STATO UN MALINTESO, MA NON MI SENTO IN COLPA. L'OBIETTIVO ERA GIORGIA MELONI, CHE È UNA DONNA INTELLIGENTE E INFATTI NON HA REAGITO’ - MATTIA FELTRI E LA MORTE VERGOGNOSA DI CLARETTA, ‘LA CUI UNICA COLPA È DI AVER AMATO UN UOMO’ (PERTINI) APPESA A TESTA IN GIÙ E SENZA MUTANDE PERCHÉ APPENA STUPRATA - F.PERINA: ‘UNA DONNA SENZA COLPE FUCILATA SENZA PROCESSO. LA RISATINA DI FLORIS...’

1. GENE GNOCCHI A CIRCO MASSIMO: "BATTUTA SU PETACCI? FORZA NUOVA MINACCIA DI MANGANELLARMI. MI DISPIACE SE HO OFFESO QUALCUNO, È STATO UN MALINTESO, MA NON MI SENTO IN COLPA. OBIETTIVO ERA GIORGIA MELONI, DONNA INTELLIGENTE CHE NON HA REAGITO"

Da 'Radio Capital'

 

gene gnocchi maiale

Dopo le polemiche degli ultimi giorni nate dalla sua battuta su Claretta Petacci, il comico spiega tutto in diretta a Circo Massimo, su Radio Capital: "È un malinteso. Mai e poi mai infierirei su dei morti, lontanissima da me l'idea di dileggiare Claretta Petacci. Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato, ma non mi sento in colpa e rivendico il diritto di fare satira". Gene Gnocchi chiarisce che l'obiettivo della battuta "era Giorgia Meloni: pubblicava tante foto sui social e sembrava come quando si smarrisce un gatto o un cane, e pensando a lei ho dato quel nome al maiale. E lei, che è una donna intelligente, non ha reagito. È una cosa lieve, minima come idea di base".

 

L'intimidazione dagli ambienti dell'estrema destra, però, non si è fatta attendere: "Stamattina ho trovato manifesti intimidatori di Forza Nuova sotto casa mia", racconta Gene Gnocchi, "hanno minacciato di manganellarmi. Il loro sito dice che non ho la scorta e posso essere manganellato". Il comico, però, ricorda che "bisogna vedere riconosciuta l'assoluta indipendenza da qualunque schieramento. A diMartedì prendiamo in giro tutto l'arco costituzionale. Posso avere delle simpatie, ma questo non mi esime dal fare il mio lavoro e dal prendere in giro tutti". "E' una brutta campagna elettorale, queste polemiche da Orietta Berti a questa non sono un buon abbrivio", commenta infine Gnocchi.

 

mussolini e claretta petacci

 

2. AMAVA SOLO UN UOMO

Mattia Feltri per la Stampa

 

Tale era la vergogna che quando Claretta Petacci, la donna di Benito Mussolini, fu issata a testa in giù in piazzale Loreto, e dalla camicetta le uscì il seno, e la gonna scese a mostrarla senza mutande, una staffetta partigiana porse una spilla da balia a don Giuseppe Pollarolo e il prete con la spilla rimediò. Tale era la vergogna che non si è mai saputo, o confessato, perché Claretta fosse senza mutande. Tale era la vergogna che esistono dieci o quindici versioni diverse sulla fucilazione di Claretta, come su quella del Duce.

mussolini e claretta petacci

 

Tale era la vergogna che in Mussolini Ultimo Atto , il film del 1974 di Carlo Lizzani, partigiano e comunista, si racconta che si fece di tutto per allontanare Claretta dal plotone d' esecuzione, e infine fu uccisa quasi per accidente. Tale era la vergogna. Tale era per una donna che seguendo Mussolini nella ridotta di Valtellina credeva solo di aver vinto la sua guerra, lei amante, contro le altre cento amanti, e contro la moglie Rachele.

 

Tale era la vergogna che Sandro Pertini, uno che per antifascismo si era fatto il carcere e il confino ed era stato condannato a morte dai nazisti, e ne scampò evadendo da Regina Coeli, e infine votò per l' esecuzione di Mussolini, ecco, tale era la vergogna che nel 1983 Pertini disse: «La sua unica colpa è di aver amato un uomo». Tale non è più la vergogna che l' altra sera, facendo umorismo sul maiale fotografato a Roma da Giorgia Meloni, Gene Gnocchi ha detto che quel maiale è femmina, «si chiama Claretta Petacci». In studio tutti a ridere. E stavolta neanche una spilla.

CLARETTA PETACCI

 

 

3. «LA PETACCI UNA MAIALA» LA SINISTRA NON S' INDIGNA PER LE OFFESE DI GNOCCHI

Paolo Bracalini per il Giornale

 

Le donne vanno sempre rispettate, quasi, a volte, dipende, anche per quelle uccise. Un maiale, anzi una scrofa che grufola nella spazzatura romana, video postato da Giorgia Meloni per descrivere la Roma governata dai grillini, ispira al comico Gene Gnocchi la seguente battuta: «È una femmina, un maiale femmina, si chiama Claretta Petacci». Risate del conduttore Floris, applausi dello studio di La7. La battuta sulla Petacci, amante di Mussolini fucilata (e prima violentata) dai partigiani a Giulino il 28 aprile 1945, poi appesa a testa in giù (tra sputi e oltraggi vari al cadavere) a piazzale Loreto, non suscita alcuna replica nel fronte delle paladine delle donne, solitamente pronto a scattare come una molla al più lieve sospetto di infrazione maschilista.

MUSSOLINI PETACCI

 

Quel che fu un «caso palese di femminicidio aggravato da un cieco desiderio di vendetta» come ha scritto Vittorio Sgarbi su questo Giornale («non ci fu pietà verso questa innocente barbaramente uccisa, la cui unica responsabilità era di essere stata fino all' ultimo vicina a Mussolini») e che diventa oggetto di una battuta inelegante in un talk show, invece, non provoca la minima reazione. Tranne sui social network che già pochi minuti dopo il paragone tra la Petacci e il maiale, si riversano sul profilo Twitter di Gene Gnocchi per insultarlo («Ma credi che il tuo sia umorismo? Hanno fatto bene alla Domenica sportiva a licenziarti anche se tardivamente», è uno dei messaggi meno duri all' indirizzo del comico).

 

Anche nel mondo ex An l' uscita di Gnocchi disturba molto.

Per il Secolo d' Italia, storica testata della destra post-missina, Gnocchi è «Genio più che Gene perché ha capito che nell' Italia dei Fiano e delle Boldrini non esiste rifugio più comodo dell' antifascismo. Soprattutto quando, come nel suo caso, l' antifascista è solo un comico fallito». L' ex deputata finiana Flavia Perina suggerisce a Gnocchi altri modi per dare del «maiale fascista» a qualcuno, al posto di prendersela con la Petacci che «è pur sempre una donna fucilata senza processo e appesa per i piedi, e non è che fa tanto ridere (noto solo ora la risatina di Floris: pure lui se la poteva risparmiare)».

MUSSOLINI PETACCI 2

 

L' europarlamentare azzurra Alessandra Mussolini ritwitta il post del vignettista Krancic: «Gene Gnocchi, tu sei un verme! Paragonare il maiale che gira per Roma alla Petacci è una merdata che solo uno st.. come te poteva partorire». Mentre il presidente dell' associazione no profit «Campo della Memoria», che si è occupata del restauro della tomba della Petacci al Verano di Roma, fa sapere che stanno raccogliendo le firme «per chiedere l' allontanamento di Gnocchi dalla trasmissione».

 

Una pagina buia della storia italiana, che ha indignato anche storici esponenti della sinistra e della Resistenza, come Ferruccio Parri vice comandante del Comitato di liberazione nazionale Alta Italia, che definì piazzale Loreto «macelleria messicana».

 

CLARETTA PETACCI

Sulle ultime ore di Clarice Petacci, compagna segreta di Mussolini dai primi anni '30, fascista per amore di Mussolini ma priva di responsabilità politiche, si è scritto molto. La testimonianza del partigiano comunista Walter Audisio, esecutore materiale - secondo la storiografia ufficiale - dell' assassinio del Duce, racconta che la Petacci «gridò enfatica: Mussolini non deve morire», prima di essere fucilata anche lei, aggrappata alle gambe del morto.

 

L' ex missino Giorgio Pisanò ha indagato e aggiunto ricostruzioni raccapriccianti sullo stupro («È stata più volte violentata da Martino Caserotti», un partigiano che conservò scarpe e foulard della Petacci) e sulla questione della biancheria intima mancante. Una storia tragica, una battuta da pessima osteria.

 

 

 

petacci tomba verano Petacci - Piazzale LoretoIL CADAVERE DI CLARETTA PETACCIFLORISTOMBA CLARETTA PETACCI AL VERANO 2flavia perinaGIORGIA MELONI E IL NUOVO SIMBOLO DI FRATELLI D ITALIAGIORGIA MELONI ATREJU 1gene gnocchi maiale

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