1. L’IMU-RTACCI! E ALLA FINE HANNO VINTO TUTTI, TUTTI FELICI E FETENTI. COME CAPITA SOLO AI TORNEUCCI PER MEZZE SEGHE. IL PARTITO DEL BANANA AVEVA PRENOTATO PER TEMPO LA VITTORIA SULL’ABOLIZIONE DELL’IMU, TASSA TALMENTE ODIOSA DA AVERLA TUTTI I PARTITI REGOLARMENTE APPROVATA. E DEL RESTO IN ITALIA LA COERENZA PAGA, VISTO CHE ANCHE LA LEGGE SEVERINO SEMBRA CHE SIA STATA VOTATA DAI MARZIANI 2. E LETTANIPOTE, PROTETTO DA RE GIORGIO E AIUTATO DA QUELLA MANINA DEI MERCATI CHE HA SPAVENTATO MEDIASET IN BORSA, ORA PUNTA ALL’INTERA LEGISLATURA 3. IL TEMPO GUADAGNATO IERI SERVE A SALVARE IL GRANDE EVASORE DI HARDCORE DALLA DECADENZA (SENZA UN SEGGIO IN PARLAMENTO L’ARRESTANO DOPO CINQUE MINUTI) 4. QUESTO È UN REGIME FONDATO SUI VECCHI E SUI NATI VECCHI, MEGLIO ANCORA SE NIPOTI DI QUALCUNO. ECCO: NEL TRICOLORE, CI DOVREBBERO METTERE UN BEL CATETERE

a cura di Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. E ALLA FINE VIVACCHIARONO TUTTI FELICI E FETENTI
Hanno vinto tutti, come capita solo ai torneucci per mezze seghe. Il partito del Banana aveva prenotato per tempo la vittoria sull'abolizione dell'Imu, tassa talmente odiosa da averla regolarmente approvata. E del resto in Italia la coerenza paga, visto che anche la legge Severino sembra che sia stata votata dai marziani.

Il piddimenoelle, diviso dal Pdl solo da un viscerale amore per le tasse, invece s'intesta il salvataggio degli esodati (che ai tempi della Frignero ha contribuito a inchiappettare) e il rifinanziamento della cassa integrazione che serve al compagno Marpionne per coprire la fuga all'estero della famiglia Elkann.

E il democristianissimo Lettanipote, protetto da Re Giorgio e aiutato da quella manina dei mercati che ha spaventato Mediaset in Borsa, ora punta direttamente a governare per l'intera legislatura.

Il tempo guadagnato ieri serve a salvare il Grande Evasore di Hardcore dalla decadenza (senza un seggio in Parlamento prima o poi l'arrestano) e a logorare come un Mario Segni qualunque il povero Matteuccio Renzi, altro bel democristianino che però minaccia lo status quo con le sua smanie di ringiovanimento.

Questo è un regime fondato sui vecchi e sui nati vecchi, meglio ancora se nipoti di qualcuno. E nel tricolore, al posto dei fasci di combattimento, ci dovrebbero mettere il catetere.

2. SCUSI, C'E' DA SPOSTARE UNA TASSA
Spostarle dal centro alla periferia. E poi cambiargli anche il nome. Del resto anche i rapinatori cambiano spesso nome e non dormono due notti di seguito nello stesso albergo. Ci illumina il Sole 24 Ore. "Imu ‘prima casa' cancellata in tre tappe. Stop alla rata di giugno, impegno ad annullare la seconda con la legge di stabilità. Dal 2014 service tax. Il governo vara il decreto: niente pagamento anche per immobili invenduti, terreni agricoli e case rurali. Letta: nessuna nuova tassa. Berlusconi: ripartono i consumi" (p. 1). Non vi sarà sfuggito che l'abolizione dell'Imu sugli appartamenti invenduti è una gigantesca marchetta ai palazzinari. E ora spazio alla propaganda.

La Stampa dei Lingotti in fuga a tutta prima: "Via l'Imu, governo più forte. Letta: ‘Tassa iniqua, nel 2013 non si pagherà'. Il Cavaliere: premier leale". In estasi il Messaggero di Calta-mattone: "Abolita l'Imu, aiuti alla casa" (p. 1). "Maxi-piano da 4,4 miliardi: Cdp in campo per rilanciare i mutui. Sostegno anche all'edilizia sociale e aiuti per gli affitti a giovani coppie e precari" (p. 2). Il Giornale di Paolino Berluschino sventola il bandierone di Forza Italia: "Missione compiuta. Abolita l'Imu. Quattro miliardi tornano nelle tasche degli italiani" (p. 1).

Il Corriere delle banche dà fiato ai tromboni in prima pagina: "Imu abolita, piano casa per i giovani". Dentro, la libidine dei miracolati: "Letta: ora il governo non ha più scadenza. Berlusconi: rispettati i patti. Epifani soddisfatto". Uniche note stonate, la Cgil e Monti con Sciolta Civica che parla di "cedimento pericoloso del premier alle richieste del Pdl per far sopravvivere il governo" (p. 5).

Fantastico: immaginiamo la strenua difesa dell'Imu da parte del ministro della Guerra Mario Mauro e della povera Nonna Pina Cancellieri. E ora che fa il Rigor Montis? Ritira la squadra dei suoi ministri dal governo?

Uno squarcio di buon senso l'intervista di Graziano Delrio a Repubblica: "Niente trionfalismi, la gente ha ancora tanti problemi. Quando Letta parla di governo senza scadenza credo si riferisca al superamento della pressione delle ultime settimane, che non va più subita" (p. 6). Mentre Lettanipote si toccherà gli zebedei a leggere che il Mago Dalemix gli predice una durata "fino al 2015" (Repubblica, p. 10).

3. QUI LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI (MA PER I MIGLIORI E' INCOSTITUZIONALE)
Nella culla del Diritto (a pagamento), ci mancavano solo i sei pareri "pro veritate" sfornati da un pugno di giuristi-jukebox per la salvezza del Banana. "Berlusconi si appella a Strasburgo. ‘La Giunta si fermi'. Presentato all'organi del Senato un dossier difensivo" (p. 6).

Il Corriere anticipa: "Il 9 settembre non succederà nulla'. L''alleanza' tra le colombe di Pdl e Pd. Aumentano i sì alla proposta Violante. Il segnale anti urne dei vescovi". Spettacolare il doppio giochetto di Valerio Onida, uno dei tanti giuristi al servizio di Sua Maestà: "Legittimo portare il tema all'attenzione della Corte, sono però convinto che le norme della legge Severino non presentino profili di incostituzionalità" (Messaggero, p. 6).

Nel dubbio, comunque, l'ex ministra e avvocata di Calta-mattone è sempre in fuga all'estero con la bocca cucita e una nuova parrucca per non farsi riconoscere dai turisti italiani.

Su tutta l'indecorosa manfrina veglia con rigore Re Giorgio, come ci confermano le veline dei nostri amati quirinalisti: "La ‘vigilanza' del Quirinale sui tentativi di trovare l'intesa. Il sollievo del presidente della Repubblica per la schiarita". Il pezzo di Marzio Breda sul Corriere (p. 12) ovviamente non può non contenere anche oggi la solita rampogna preventiva:
"Se si considerano poi le incognite dell'imminente intervento militare in Siria, per il quale prima o poi pure l'Italia potrebbe essere chiamata in causa (ah sì? Ma questa è una notizia!) ecco che nella partita dell'esecutivo si aggiunge un altro elemento di rilievo. A maggior ragione tale da sconsigliare provocazioni inconsulte o strappi a chiunque abbia un minimo senso di responsabilità". Diciamo che questa prosa si commenta da sola.

4. MISSILI E BARILI
Tra le tante scempiaggini telecomandate che tocca leggere sulla Siria, per fortuna spunta la firma di Bernardo Valli su Repubblica (p. 13). "Vittime civili e la risposta dell'Iran. Per Barak il pericolo di una trappola. Raid chirurgici difficili. La possibile reazione degli alleati di Assad. Il regime potrebbe anche uscire rafforzato dalla punizione americana". Poi giri pagina e t'imbatti in quel vecchio arnese sopravvalutato di Moises Naim che spara la seguente empietà: "La priorità è tutelare l'immagine e la reputazione dell'America" (p. 15).

Imbarazzante la velina a stelle e strisce che propina la Stampa ai suoi lettori: "Disappunto con Roma, in forse la visita di Kerry". Attacco del pezzo, non virgolettato: "L'Amministrazione americana capisce che il governo italiano è debole e ha molti problemi da risolvere, ma guarda con disappunto all'evoluzione della posizione di Roma sulla Siria, che ci allontana dalla linea scelta da altri alleati europei (...) Le ragioni dell'intervento risiedono in una violazione delle regole internazionali e dei diritti umani, e aprono la porta a diverse possibilità di sostegno. (...) Il tema dei rischi collegati all'intervento è certamente considerato dagli stessi americani, ad esempio le ritorsioni terroristiche o il timore di favorire sul terreno i gruppi jihaddisti. Ma è un problema che gli Stati Uniti hanno ben presente, riguarda anche altri alleati e non può essere l'unico criterio di scelta" (p. 10). Non si capisce perché non se lo sia firmato direttamente l'ambasciatore.

Intanto, come sempre, c'è già chi ci guadagna: "Oro e benzina, i venti di guerra soffiano sui prezzi. Aumenti in arrivo per i carburanti con lo spettro dei 2 euro al litro. Il Brent sfiora i 120 dollari al barile, un report ‘scommette': a breve sui 150" (Repubblica, p. 14). Ottimo, ai noi italiani ci manca solo una bella ripresa dell'inflazione (ci penserà già il rialzo dei tassi), che con la camicia di forza dell'euro renderà la frittata definitiva. Altro che Imu.

5. FREE MARCHETT IN DIVISA
Nonostante il comico titolo "Siano sempre al telefono con Israele e Hezbollah", il Corriere s'industria per ravvivare la fiducia delle ciniche popolazioni italiche nei suoi coraggiosi generali. "Il generale Serra guida la missione Onu: ‘Così garantisco la calma'. Libano. Oltre mille italiani nel contingente Unifil. L'allerta non è stata alzata, ma dopo gli attentati nel nord era già al livello giallo" (p. 9).

6. L'UMORISTA IN REDAZIONE
"Il retroscena". "Così Damasco muove i fili delle sue ‘pedine' all'estero. Può contare su un network di spioni e di collaboratori" (Corriere, p. 6). Brivido, terrore e raccapriccio! Pedine coi fili, spioni, collaboratori! Oh, ma oggi come oggi c'è proprio da aver paura. Un solo dubbio: ma non è che perfino l'Italietta, all'estero, avrà un "network" di spioni e di collaboratori?

7. SPOSTANDO RENZI SEMPRE PIU' IN LA'
Come un disco rotto, Culatello Bersani ripete il suo mantra in una soporifera intervista a Repubblica: "Basta partiti padronali, teniamo alti i valori della sinistra. Renzi? Non ho capito il suo Pd. Il governo vive sull'orlo dell'impossibile però nelle condizioni date Letta sta facendo anche più del possibile" (p. 11).

Il Corriere riporta una vocina: "Secondo molti deputati a lui vicini, Renzi avrebbe già deciso di non ricandidarsi a Firenze" (p. 15). Invece la Stampa spiffera: "La tentazione di Renzi: alle europee da segretario. Il sindaco non crede che si voterà a breve e punta prima di tutto a conquistare il partito. Mossa del cavallo: trascinare il partito e fare il pieno di voti da leader alla prima tornata elettorale" (p. 9).

8. UN, DUE, TRE, GRILLINO
Sempre sull'orlo di una crisi di nervi i poveri miracolati di Beppe Grillo. Oggi lo racconta con gusto il Corriere delle banche armate: "Siamo solo un gregge'. Tra i dissidenti cresce l'idea di una secessione. L'ipotesi di formare un gruppo autonomo al Senato. Sul web la rabbia della base contro il ‘pastore' Grillo" (p. 17).

9. NON FATE CANTARE I LIGRESTOS
"Pesa solo 48 chili'. Giulia Ligresti va ai domiciliari. Il medico della Procura: rischi per la salute" (Corriere, p. 23). Parla di Giulia Ligresti o di qualche banchiere milanese, tipo Nego Nagel o Arrogance Profumo?

10. IL POVERO RIVA
Ma che peccato. Mentre si stava già studiando una campagna umanitaria anche per i proprietari dell'Ilva, una brutta notizia dalla Guardia di Finanza. "Riva, scoperti altri 700 milioni. Una rete di trust a Jersey controlla il gruppo. L'azienda non commenta. Si allarga l'inchiesta: trovati nuovi fondi all'estero dopo il maxi sequestro di 1,2 miliardi. Si indaga anche alle Bahamas e in Nuova Zelanda. Vertice a Londra con i giudici britannici per esaminare la contabilità delle società. La lente della Guardia di Finanza su alcune operazioni considerate sospette nei bilanci di Ilva Spa e Riva Fire" (Sole 24 Ore, p. 28)

11. TELECOM-MEDIA
Avviso ai navigati in piena regola su Repubblica, dove un pezzo iper-tecnico mette il dito nella piaga della svalutazione "obbligata" di Telecom nei bilanci di chi la finanzia. "Telco paga la crisi di Telecom, holding verso l'aumento di capitale. Il prestito da un miliardo va rifinanziato entro novembre. Mediobanca ha già svalutato la sua quota a 0,5 euro per azione e chiede di uscire. Il finanziamento soci da 1,6 miliardi potrebbe essere convertito in azioni della casa madre" (p. 23). Ma sì, convertite ancora, così l'incaprettamento peggiora. Ma quanto può durare Franchino Bernabebè alla guida di una barca così?

colinward@autistici.org

 

 

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