LONDRA BABILONIA - LA CITTÀ NON È MAI STATA COSÌ POPOLOSA: CON LE GRANDI ONDATE DI IMMIGRAZIONE, INDIANI E POLACCHI IN TESTA, STA PER RAGGIUNGERE I NOVE MILIONI DI ABITANTI - LA METÀ DEI LONDINESI NON HA LA PELLE BIANCA E IL 37% È NATO FUORI DAL REGNO UNITO

Gaia Cesare per "il Giornale"

 

capodanno a londracapodanno a londra

Questione di ore, forse solo di minuti. Un nuovo vagito e Londra batterà il suo record storico con la nascita del cittadino numero 8.615.246. Il londinese da guinness con molta probabilità sarà messo alla luce in periferia, in uno dei borough londinesi in cui il tasso di natalità cresce a ritmi più sostenuti.

 

La popolazione della capitale britannica sta per sfiorare i nove milioni di abitanti e secondo le previsioni della Greater London Authority già questa settimana supererà il suo picco demografico, quello registrato alla vigilia della Seconda Guerra mondiale, quando nel 1939 arrivò a quota 8,6 milioni di residenti.

 

boris johnsonboris johnson

Era tutta un'altra Londra allora. All'alba degli anni Quaranta seconda città più grande al mondo dopo New York, oggi guarda quasi timidamente a una ventina di metropoli più popolate sparse per i continenti, Asia in testa. Nonostante il nuovo record, con i suoi enormi spazi verdi e una densità di 5800 abitanti per chilometro quadrato, la capitale di oggi è una delle aree urbane meno densamente popolate rispetto a metropoli come Mumbai in India (oltre 32mila) oppure Hong Kong in Cina (25.700 abitanti per chilometro quadrato).

cameron  jane bown  03cameron jane bown 03

 

E se nel '39 un terzo della popolazione lavorava nel manufatturiero, in 250mila nell'abbigliamento e altrettanti nella fattura di libri e giornali, oggi il 90% di quei lavori è svanito e il milione di posti che un tempo faceva grande l'industria della capitale è stato ricreato nell'ambito dei servizi, tra cui alberghi e ristoranti (dati di Barney Stringer, direttore dell'agenzia di consulenza Quod).

 

Non solo. Oggi un londinese vive in media fino a 82 anni, nel '39 l'aspettativa di vita non superava i 62. Una rivoluzione. Sociale, antropologica. E anche estetica. Allora la cattedrale di Saint Paul era l'edificio più alto della città e aveva tenuto il record per duecento anni. Oggi è solo il 41esimo palazzo più imponente dello skyline londinese e il primato dello Shard di Renzo Piano rischia di essere bruciato in fretta.

foto time 22 settembre  2014   referendum in scozia  12foto time 22 settembre 2014 referendum in scozia 12

 

La galoppata demografica - iniziata negli anni Novanta dopo il picco negativo tra il 1970 e il 1980, quando gli abitanti scesero a 6,6 milioni - è figlia di un'immigrazione massiccia e considerato che Londra resta ancora una potente calamita di opportunità e libertà non è affatto destinata a terminare. Le previsioni dicono che la popolazione salirà a quota 11 milioni entro il 2050, un incremento del 37 per cento.

 

Numeri che secondo molti rischiano di mettere sotto forte pressione la città. Sarà necessario costruire altre 600 scuole e 50mila nuove abitazioni, un costo totale di spesa in infrastrutture che sfiorerebbe i 1.600 miliardi di euro. Servirà molta più energia (il 20% delle risorse in più), i servizi di metropolitana e ferroviari andranno potenziati rispettivamente del 60% e dell'80%.

referendum in scozia   le operazioni di voto  8referendum in scozia le operazioni di voto 8

 

Urgono insomma nuovi massicci investimenti, ha avvertito il sindaco Boris Johnson. Ma il rischio è che la capitale assuma sempre di più il profilo di una città-Stato, che domina culturalmente, economicamente e politicamente l'intero Paese lasciando a bocca asciutta tutte le altre aree.

 

Secondo una rilevazione di YouGov, i due terzi dei non-londinesi pensano che le decisioni prese a Westminster favoriscano la città in cui il Parlamento britannico ha sede. I tre quarti (64%) sono convinti che i media si occupino troppo della capitale, i due terzi che la città porti prosperità al Paese ma non ai luoghi dove essi vivono. I più insoddisfatti? Gli abitanti del Nord (Scozia in primis): solamente il 10% pensa che il benessere di Londra si trasformi in ricchezza per loro.

 

holborn londra 1936holborn londra 1936

Cresce insomma il senso di alienazione. Che non sembra essersi placato dopo il referendum per l'indipendenza della Scozia e nutre contemporaneamente la voglia di rivalsa degli inglesi decisi anche loro ad avanzare le proprie rivendicazioni. L'orgoglio English si è risvegliato e il 58% dei londinesi non vuole che i parlamentari scozzesi a Westminster votino su questioni riguardanti la capitale e l'Inghilterra.

 

volpe a londra 1volpe a londra 1

Intanto Londra acquista sempre più potere, diventa calamita di giovani da ogni angolo del mondo, ma i non-londinesi la guardano con sospetto e diffidenza, liquidano la città come «costosa» (62%), «caotica» (30%) «affollata» (59%) e dicono che preferirebbero non trasferirsi. La prova che a fare la differenza sono gli immigrati. La metamorfosi di Londra ha galoppato soprattutto sui loro piedi. Nel '39 solo il 2,7% dei suoi cittadini era nato all'estero e la metà erano irlandesi.

 

Oggi la metà dei londinesi non ha la pelle bianca, il 37% è nato fuori dal Regno Unito. Sull'immigrazione si giocheranno le elezioni politiche di maggio, le più imprevedibili e decisive dell'ultimo secolo per il futuro del Paese ma anche per quello della capitale. Ironia della sorte, oggi come allora, la seconda comunità più numerosa è quella polacca (dopo gli irlandesi nel '39, dopo gli indiani oggi). Una beffa per l'Ukip di Nigel Farage che vorrebbe chiudere le frontiere e riportare indietro le lancette dell'orologio.

londra   la protesta delle mamme che allattano i bambini davanti al claridge  3londra la protesta delle mamme che allattano i bambini davanti al claridge 3

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…