madonna rebel hearttour

MADONNA SCIO’! SUORE SEXY CHE SI STRUSCIANO SULLE CROCI, ACCOPPIAMENTI COL DEMONIO SUL TAVOLO DELL’ULTIMA CENA, PSEUDO-RAPPORTI ANALI, TOCCATINA DI PACCO AI BALLERINI E IL SOLITO “E’ VERO CHE GLI ITALIANI LO FANNO MEGLIO?”: LADY CICCONE A TORINO NON FA SCANDALO, E’ SOLO UN MUSICAL AUTOCELEBRATIVO

Claudio Todesco per “Rockol”

 

madonna rebel hearttourmadonna rebel hearttour

Madonna allarga le gambe simulando piacere, mentre quattro ballerine vestite da suore sexy si strusciano su altrettante croci usate come pali da spogliarellista. Venticinque anni fa, quando la popstar americana si esibì per l’ultima volta a Torino, la scena avrebbe fatto scandalo. Le associazioni cattoliche e il Vaticano avrebbero messo in fila aggettivi come eretica, blasfema e deviante. Oggi è solo una scenetta come tante. Del resto il “Rebel Heart Tour”, che ha fatto tappa ieri sera al Pala Alpitour di Torino circondato da misure di sicurezza che hanno causato code degne di Expo, non ha a che fare con il sesso, né con la religione.

madonna geishamadonna geisha

 

È piuttosto una parabola di autoaffermazione, un tipo di narrazione di cui Madonna è antesignana. È uno spettacolo autoreferenziale in cui la star celebra non tanto il proprio repertorio – sono tanti e popolari i pezzi snobbati o solo accennati – quanto la propria personalità, il peso nella cultura pop contemporanea. È anche uno show pacchiano e colorito, un po’ Cirque du Soleil e un po’ musical esotico in cui convergono giapponeserie e tamarrate latine.

madonna a torinomadonna a torino

 

La prima parte dello show sembra fatta apposta per farci sospirare e dire “però, a 57 anni è in gran forma”, ma l’impressione è che al pubblico sarebbero bastati meno balli e più hit. Madonna si cala letteralmente sul palco chiusa in una gabbia con un’ora e venti di ritardo accompagnata da una band di appena quattro elementi, più due coriste, e da una ventina di ballerini. Lo spettacolo è diviso in quattro quadri. Il primo, una fantasia medieval-giapponese di peccato e liberazione, è il più cupo e provocatorio. Ci si accoppia allegramente su un tavolone da Ultima Cena con candelabri dove la cantante finisce legata e a gambe aperte, preda del demonio.

madonna a testa in giumadonna a testa in giu

 

MADONNA A TORINOMADONNA A TORINO

“Devil pray” è la prima cosa che somiglia a una canzone, qualcosa che il pubblico possa canticchiare. Le canzoni sono ridotte all’osso, rilette secondo logiche contemporanee, “Vogue” diventa poco più che una citazione, le esecuzioni basate quasi esclusivamente sui beat, la voce arriva distorta. La prima parte del Rebel Heart è uno show da guardare più che da ballare o cantare.

 

Botole e piani inclinati movimentano la scena, una passerella a forma di croce s’allunga sulla platea fino ad assumere la forma di un cuore. A ogni canzone Madonna si toglie un capo: una sorta di mantella, la gonna. “Agli italiani piace vedermi nuda”, dirà poi. Fra una sezione e l’altra, in attesa del cambio d’abito, si osservano le evoluzioni dei ballerini – bravissimi – e s’ascoltano intermezzi preregistrati. La seconda parte è ambientata in una stazione di servizio in qualche luogo della grande provincia americana. Più che un concerto, sembra un musical.

foto di francesco castaldo foto di francesco castaldo

 

“Finalmente sono qui in Italia”, dice Madonna, “la mia casa, il mio sangue”, ma onestamente sembra Broadway. Finalmente si sente un po’ di calore quando lei imbraccia l’ukulele e intona “True blue”. Nel cuore piazzato in mezzo alla platea compare una scala a chiocciola e lei ci canta su “Heartbreak city” con un ballerino che segue una coreografia di attorcigliamenti, spinte e abbracci degna di Jackie Chan. La versione di “Like a virgin” scarnificata, spensierata e stonata, è interpretata con una leggerezza da trentenne.

 

MADONNA A TORINO MADONNA A TORINO

MADONNA CON IL SUO EX FIDANZATO MUSULMANOMADONNA CON IL SUO EX FIDANZATO MUSULMANO

Madonna scompare e riappare dalle botole situate sul palco e sulla passerella. Eccola, nella terza parte, vestita da toreador, coperta da uno strascico di otto metri. Si passa da Broadway alla cartolina spagnoleggiante da corrida, ma se non altro arrivano “La isla bonita” e “Dress you up” con chitarre flamenco e percussioni che scaldano il pubblico, nonostante le evidenti stonature.

MADONNA MADONNA

 

Sulle gradinate c’è qualche posto libero, in platea c’è spazio a sufficienza per spostarsi là dove si trova momentaneamente il focus del concerto: verso il palco o verso il cuore. Madonna solletica la nostra virilità – “È vero che gli italiani lo fanno meglio?” –, ringrazia Gucci per il coloratissimo look, si dice stanca ma solo per farci pensare “ma che dici, sei un fenomeno”, e trasforma “Who’s that girl” in una canzone folk-pop. Per la prima volta si ha la sensazione di assistere a un concerto e non a un musical e lei, che fino a pochi minuti prima sembrava impegnata in una prestazione atletica, appare un po’ più naturale e sorridente.

 

MADONNA PIANGE SUL PALCO DI STOCCOLMA MADONNA PIANGE SUL PALCO DI STOCCOLMA

Lo show procede dalla cupezza e dal carattere concettuale dei primi quadri alla leggerezza e alla libertà degli ultimi. Il quarto ha qualcosa di “Chorus line” e Cotton Club: lei è avvolta in un vestitino con frange di cristalli Swarovski, i suoi ballerini indossano tuba e frac, “Music” ha persino un’introduzione jazzata. La perfezionista che vuole sfidare le aspettative del pubblico, e magari scioccarlo un po’, diventa intrattenitrice da “Colorado”. Dice che vuole sposarsi, lancia un bouquet sul pubblico, lo afferra un ragazzone di nome Gianluca. “Io non so cucinare, ma solo fare mooolte altre cose. Guarda che mi piacciono i diamanti. Hai un lavoro? Un piccolo lavoro? Ma hai una grande salsiccia?”.

MADONNAMADONNA

 

Continua a civettare. Dice che i diamanti sono i migliori amici delle ragazze… dopo le salsicce. Porta sul palco un brasiliano vestito da suora sexy, mima un rapporto anale, gli piazza in mano una banana dicendo che il ragazzo sa sicuramente cosa farsene, urla un “cazzo!” in italiano per zittirlo. Saluta tutti con un “Bye bitches!” e torna per un unico bis, “Holiday”, avvolta nella bandiera italiana.

 

MADONNAMADONNA

E solo per l’ultima canzone il pubblico delle tribune si alza e balla. Poi sale su una sedia da acrobata, sale in alto e sparisce dietro le quinte, immaginiamo risucchiata nella sua stanza d’albergo al Principi di Piemonte che ha rammodernato comprando nuovi mobili per 10.000 euro.

 

MADONNA  CONCERTO A TORINOMADONNA CONCERTO A TORINO

Del resto si ferma a Torino una settimana, si replica sabato e domenica.Chi si aspettava proclami libertari, dopo i fatti di Parigi, è rimasto spiazzato. “La vie en rose”, in scaletta dall’inizio del tour, non è stata dedicata alle vittime del Bataclan, ma a Gianluca e alla sua “big sausage”.

 

 

MADONNA CON IL SUO EX FIDANZATO MUSULMANOMADONNA CON IL SUO EX FIDANZATO MUSULMANOMADONNA TRA LA MEZZALUNA E LA STELLA DI DAVIDMADONNA TRA LA MEZZALUNA E LA STELLA DI DAVIDmadonna 6madonna 6madonna 2madonna 2madonna4madonna4

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