ferrara nel bidone della spazzatura sigla dell

“LE INCLINAZIONI SESSUALI DI SPANO NON C’ENTRANO UNA BEATA MAZZA: C’ENTRANO I SOLDI DEGLI ITALIANI, E IL MODO DI SPENDERLI’’ - MARIO GIORDANO RIGETTA NEL BIDONE DELLA SPAZZATURA GIULIANO FERRARA E I MERLI DE “IL FOGLIO”: “SPANO SI È DIMESSO DOPO GLI ATTACCHI DI UNA TRASMISSIONE CHE NON È CERTO DI DESTRA, COME ‘REPORT’. E S’È DIMESSO PERCHÉ BECCATO PER LA SECONDA VOLTA CON LE MANI NELLA MARMELLATA: LA PRIMA VOLTA, QUAND’ERA ALL’UNAR, LA MARMELLATA ERANO I FINANZIAMENTI A UN CIRCOLO CHE PROMUOVEVA IL SESSO ON LINE; LA SECONDA, QUAND’ERA SEGRETARIO GENERALE AL MAXXI, LA MARMELLATA È STATO IL CONTRATTO DA 14MILA EURO GENEROSAMENTE CONCESSO AL MARITO - E NON VORREMMO CHE L’OSSESSIONE LGBTQ+ FOSSE ARRIVATA AL PUNTO DA NON POTER PIÙ CRITICARE CHI GESTISCE MALE I SOLDI PUBBLICI, SOLTANTO PERCHÉ ESSO È O SI DICHIARA GAY…”

 

Mario Giordano per “La Verità”

 

francesco spano inchiesta di report

La destra omofoba? Davvero, alla fine, tutto quello che resterà di questa vicenda sarà il solito attacco alla presunta destra omofoba? Fatemi capire: dov’è la destra? E dov’è l’omofobia? Francesco Spano si è dimesso dopo gli attacchi di una trasmissione che non è certo di destra, come Report. 

 

E s’è dimesso perché beccato per la seconda volta con le mani nella marmellata: la prima volta, quand’era all’Unar, la marmellata erano i finanziamenti a un circolo che promuoveva il sesso on line; la seconda, quand’era segretario generale al Maxxi, la marmellata è stato il contratto da 14mila euro generosamente concesso al marito. 

 

alessandro giuli alla camera foto lapresse 4

Soldi pubblici spesi male, insomma. E non vorremmo che l’ossessione Lgbtq+ fosse arrivata al punto da non poter più criticare chi gestisce male i soldi pubblici, soltanto perché esso è o si dichiara gay.

 

Sinceramente che Spano sia gay, etero, trans, queer o fluido non me ne importa un Giuli secco (nel senso del fico). Non mi importa che cosa faccia la sera, chi frequenti finito il lavoro, con chi condivida le lenzuola. 

 

Se però lui quando è in un ufficio pubblico si appresta a finanziare generosamente corsi di sesso on line o permette che si facciano contratti inopportuni ad un congiunto stretto, poi non solo deve avere il buon gusto di dimettersi, come giustamente ha fatto, ma deve anche evitare di atteggiarsi a vittima accusando gli «attacchi incivili», la «macchiettizzazione della vita privata», il «tritacarne fuori misura» e ovviamente, sopra tutto, la «destra omofoba». Perché tutta quella roba, ammesso che esista, non c’entra nulla in questa vicenda.

 

francesco spano - alessandro giuli - francesco gilioli - servizio di report

Nelle interviste rilasciate a Repubblica e Stampa Spano si definisce un «civil servant». Spiace dirglielo: non lo è stato. Un civil servant, quando era all’Unar, avrebbe visto e bloccato il finanziamento al sesso on line prima dell’intervento delle Iene. E un civil servant, quando era al Maxxi, avrebbe bloccato quel contratto al marito prima che fosse reso pubblico da Report. 

 

Ecco che cos’è un vero civil servant, omo o etero non importa. O qualcuno pensa davvero che se il contratto, anziché al marito di Spano, fosse stato fatto con la moglie, con l’amante (femmina) o con un figlio, Report non avrebbe fatto il servizio?

 

MARCO CARNABUCI - IL MARITO DI FRANCESCO SPANO

Ciò che è insopportabile è che il serio tema della discriminazione, venga usato in modo cialtronesco dalla solita compagnia di giro, dai giulianoferrara al conduttore unico de La7, per attaccare la destra. E per coprire le inefficienze e le magagne di questo signore, che inspiegabilmente il ministro Giuli ha chiamato con sé al ministero andando contro a ciò che diceva Giorgia Meloni («le tasse degli italiani non possono essere buttate per pagare lo stipendio di Spano»). 

 

Anche nelle parole dell’attuale premier, come si può ben vedere, le inclinazioni sessuali dell’ex capo di gabinetto non c’entrano una beata mazza di nulla: c’entrano i soldi degli italiani, e il modo di spenderli. C’entra essere o non essere una persona di cui fidarsi.

 

C’entra essere o non essere un «civil servant» se a Spano piace tanto l’espressione. La stessa preoccupazione che muoveva la Meloni ieri è quella che ha mosso Report oggi. E dunque la destra omofoba, che diavolo c’entra?

 

giuliano ferrara - sigla l istruttoria

Eppure, anziché chiedere scusa, Spano va all’attacco. E dice che ha «la casella giudiziaria immacolata» e che, per la vicenda dell’Unar, «la Corte dei conti non ha riscontrato alcun danno erariale». Per forza: dopo il servizio in Tv che lo beccò con le mani nella marmellata, il finanziamento fu ritirato. Come fa ad esserci danno erariale se i soldi non vengono spesi? 

 

Però l’»incivil servant» dimentica di dire che lui in quell’occasione ha denunciato Le Iene e poi ha perso clamorosamente la causa. È stato costretto a risarcire la trasmissione (anch’essa non certo ascrivibile alla «destra omofoba»), rendendo così evidente che quell’inchiesta tv era più che giustificata. 

 

 

Allo stesso modo l’ex capo di gabinetto non spiega come sia stato possibile che mentre lui era segretario generale del Maxxi suo marito abbia avuto un contratto da 14.000 euro senza che lui ne sapesse nulla. «Se ne è occupato l’ufficio legale», dice ora. Pretende che ci crediamo? Solo perché è gay? Solo perché se gli dicessimo che ci sta prendendo per il culo diventeremmo «destra omofoba»?

 

mario giordano

Certo: c’è stato un esponente di Fratelli d’Italia, che in una chat, ha usato, per definire Spano, la parola «pederasta». Ha sbagliato. E infatti è stato espulso dalla chat e sospeso da Fratelli d’Italia.

 

Ma che ci si attacchi ad una chat e a una parola per ribaltare il tavolo, facendo passare l’idea che il vero problema non sia la scelta sbagliata del ministro Giuli (errore reale) ma le campagne diffamatorie della destra omofoba (errore immaginario), è davvero incredibile. Lo sappiamo che le terrazze chic, i foglietti finanziati con denaro pubblico e i talk show inginocchiati al politicamente corretto sono capaci di tutto e riescono, a livello di comunicazione, a far credere la qualunque. 

 

francesco spano inchiesta di report

Del resto se sono riusciti a far credere che Volodymyr Zelenski è un eroe e Roberto Burioni uno scienziato, non ci si stupisce di nulla. Però, ecco, qualcuno potrebbe gentilmente spiegarci dove sta la destra omofoba nei servizi di Report, nelle denunce delle Iene e, se permettete, anche negli articoli di questo piccolo giornale? 

 

Giuliano Ferrara non avendo argomenti migliori ha pensato di attaccarmi per un mio difetto fisico negandomi il diritto al nome e cognome. Strano modo per combattere una sedicente battaglia di civiltà, non vi pare? E dire che una volta Ferrara era uno dei maestri dell’informazione: nelle sue mitiche trasmissioni, ricordate?, usciva dal bidone della spazzatura. Ora non più.

alessandro giuli giorgio mottola servizio di report

 

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...