luis molteni

IL NECROLOGIO DEI GIUSTISE NE VA LUIS MOLTENI, 74 ANNI, CHE AVRETE VISTO IN TANTI FILM MAGARI SENZA RICORDARE IL NOME, COME SPESSO CAPITA AI CARATTERISTI DEL CINEMA, UN ATTORE AMATISSIMO DA TUTTI I MAGGIORI REGISTI ITALIANI, DA CARLO VERDONE A MAURIZIO NICHETTI, DA GIOVANNI VERONESI A CARLO VANZINA, DA DARIO ARGENTO A ROBERTO BENIGNI - PERCHÉ GENTILE, AFFETTUOSO, SEMPRE DISPONIBILE, PROFESSIONISTA E TOTALMENTE INNAMORATO DEL SUO LAVORO, DEL CINEMA, DEGLI ARTISTI, DEI REGISTI, CON I QUALI STABILIVA DA SUBITO UN RAPPORTO… - VIDEO

luis molteni. 2

Marco Giusti per Dagospia

 

Se ne va Luis Molteni, 74 anni, che avrete visto in tanti film magari senza ricordare il nome, come spesso capita ai caratteristi del cinema, un attore amatissimo da tutti i maggiori registi italiani, da Carlo Verdone a Maurizio Nichetti, da Giovanni Veronesi a Carlo Vanzina, da Dario Argento a Roberto Benigni. Lo avrete visto, appunto, nei “Manuali d’amore” di Veronesi, come Omino di Burro nel “Pinocchio” di Benigni, con Siani ne “Il principe abusivo”, che portò anche a teatro con Pieraccioni in “Io e Marilyn”, con verdone in “Viaggi di nozze” e “Perdiamoci di vista”, nei due recenti film di moschettieri all’italiana, sempre di Veronesi, nella serie televisiva “Sono Lillo”, in tanti cinepanettoni di Neri Parenti, “Colpi di fulmine”, “Un natale da chef”.

 

luis molteni in viaggi di nozze

Nell’ancora in sala “Romeo è Giulietta”. Amatissimo, perché gentile, affettuoso, sempre disponibile, professionista e totalmente innamorato del suo lavoro, del cinema, degli artisti, dei registi, con i quali stabiliva da subito un rapporto. Ha girato decine e decine di film, ma anche di pubblicità, grazie a un fisico più adatto al cinema di Tim Burton, al circo, al teatro che alla commedia di questi ultimi anni. Lombardo, nato come Gianluigi Molteni a Seregno nel 1950, lo ricordiamo come mimo e clown col celebre gruppo “Quelli di Grock” assieme a Maurizio Nichetti, Angela Finocchiaro, Gero Caldarelli.

 

luis molteni in manuale d'amore

Proprio grazie alle sue capacità di mimo lo troviamo nel cinema particolare di Nichetti fin dai primissimi titoli, “Ho fatto Splash”, “Domani si balla”, ma anche “Palla di neve” e poi in quello dei giovani cineasti milanesi, Bruno Bigoni, “Provvisorio quasi d’amore”, Giancarlo Soldi, “Nero”. Ma la vera svolta, allora quasi impensabile per gli artisti milanesi, fu il suo trasferimento nel cinema romano, addirittura con Verdone in “Perdiamoci di vista” e “Viaggi di nozze”, presto seguito da “Il fantasma dell’opera” e “Giallo” di Dario Argento, che lo renderanno un attore duttile per ogni tipo di ruolo. Potrà così interpretare preti, politici, industriali, medici, pronto però a offrire sempre un lato anche clownesco del personaggio.

luis molteni. 1

In “Buona giornata” di Carlo Vanzina, Luis fa un senatore della maggioranza di destra, appunto il senator Molteni, che muore mentre stava alle prese, pieno di Viagra, con un trans brasiliano, certo Bernarda, interpretato dal ballerino Russell Russell. E viene portato a votare da morto, sulla carrozzella, dai compagni di partito. E proprio la grazia da clown di Luis rende la sua partecipazione e lo sketch memorabili. Ricordo che a Stracult gli facemmo fare addirittura la bomba, muto, vestito di nero da bomba, pronta a scoppiare su un aereo. Ma anche se poteva affrontare qualsiasi ruolo, credo che a Luis Molteni piacesse soprattutto esserci nei film. Al di là dei ruoli, piccoli e grandi che fossero.

 

luis molteni con il cast di pinocchio

Per questo lo vediamo in ruoli minimi in certi film prodotti da Galliano Juso, suo grande amico, e in quasi tutti i film di Veronesi. Ma le partecipazioni che preferiva erano negli spot. Lo ricordo buffo fornaio che impasta il pane. Ma ne ha fatti davvero tanti negli anni ’80 e ’90, spesso diretto da registi importanti. Persona assolutamente speciale, lo ricordo sempre attento, discreto, misurato, affettuoso, amico. Passava dal set di Bertolucci e Clare Peploe in “Il trionfo dell’amore” a “Un paradiso di bugie” della sua amica del cuore, Stefania Casini, da “Il ritorno del Monnezza” di Carlo Vanzina a “Er canaro” di Sergio stivaletti. Bravissimo in qualsiasi ruolo.

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