PAOLO POLI, LA PRIMADONNA DEL TEATRO ITALIANO - A 83 ANNI, BELLISSIMA, EFEBICA, ELEGANTE, LA PIÙ ESILARANTE E DISPETTOSA VESPINA DELLO SPETTACOLO, IL SUO PUNGIGLIONE NON LO HA ANCORA MESSO DA PARTE: “GLIELO RICORDO SEMPRE A BENIGNI: ‘NON È ANDATO TANTO BENE IL TUO PINOCCHIO AL CINEMA. SAI PERCHÉ? LA FATINA DOVEVO INTERPRETARLA IO’” - IN AUTUNNO ALL’ELISEO CON UN RECITAL SU PASCOLI…

"Quando lo incontro, glielo ricordo sempre a Roberto Benigni: ‘Non è andato tanto bene il tuo Pinocchio al cinema. Sai perché? La Fatina dovevo interpretarla io e non tua moglie, Nicoletta Braschi' ".

A 83 anni bellissima, efebica, elegante in abito scuro, camicia candida e papillon, la più esilarante e dispettosa vespina dello spettacolo, ovvero Paolo Poli, il suo pungiglione non lo ha ancora messo da parte. Il discolaccio/a (al femminile, come gli piace farsi chiamare) del nostro teatro, il gran guitto, che tutta la vita ha estratto il nettare dalla letteratura per travasarlo sul palcoscenico, ora si sta preparando a nuovi volteggi: in autunno sarà al teatro Eliseo di Roma per un recital su Pascoli.

Ancor prima uscirà un suo libro-conversazione con Marina Romiti, "Il nostro Novecento" (un excursus tra arte, poesia, narrativa e divagazioni varie, pubblicato da Federico Maschietto editore). Nel bel salotto romano di Poli, nei pressi della statua di Pasquino, monumento all'ironia più corrosiva, trionfa un gigantesco dipinto di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti: lui le opere che porta in teatro le reinterpreta, le canta e come un torrente sciorina "Finale di Partita" di Samuel Beckett, Simenon ("i gialli, che passione!
Eccezionale Alberto Tedeschi, lo storico direttore della serie Mondadori di cui fu alla guida dagli anni Trenta al 1979"), "La vispa Teresa", "Aldino mi cali un filino" da Aldo Palazzeschi, l'"Asino d'oro" di Apuleio, Anna Maria Ortese, Thornton Wilder, Goffredo Parise. Anticipando i tempi è sempre stato pronto a svolazzare dal sacro al profano, senza distinzione di ‘caste' o di generi, unendo Carolina Invernizio e Roberto Longhi, Alfieri e "Cappuccetto Rosso".

E pure "Pinocchio" letto in radio e interpretato in una serie di audio-libri. "Il pescatore tutto verde compresi capelli e occhi di ‘Pinocchio'mi ha conquistato. Ma anche la Fatina con i capelli turchini, così tenera e feroce. Non sono andato a scuola fino alla terza elementare, mia madre era maestra e si occupava di darmi i primi rudimenti, papà era carabiniere: poverissimi, avevano riempito la casa di libri. Leggevo di tutto. Vuole sapere qual è stato uno dei capisaldi della mia formazione?"

Dica. "Il romanzo scritto da una donna che aveva un nome da uomo, ‘Il mulino sulla Floss' di George Eliot, alias Mary Ann Evans. Era una premonizione delle mie inclinazioni", conclude l'attore. Pascoli sarà il protagonista del suo inverno? "Sanguineti l'ha definito una macchinetta sadica per far piangere i bambini. Ancora non so cosa leggerò. Che orrore quei ‘Poemi Conviviali' a cui Pasolini dedicò la sua noiosa tesi laurea (il ‘soave, ben educato e diabolico genio del male', come Natalia Ginsburg definiva Poli, ora riserva una punzecchiatura al pur amatissimo Pier Paolo, ndr.).

Di Pascoli meglio il ‘Gelsomino notturno'con i rimandi alla prima notte di nozze: ‘E s'aprono i fiori notturni,/nell'ora che penso a'miei cari...'. Sono stato catturato da alunno delle elementari da: ‘Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!/Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei... Il campanile scocca/lentamente le sei': è ‘La notte santa'di Gozzano che interpretavamo in classe. A me, così alto e lungo, facevano fare il campanile ma avrei dato qualsiasi cosa per essere la Madonnina".

L'ha coltivato da ragazzo l'interesse per il romanzo d'appendice come quello della Invernizio riscoperta anche da Umberto Eco ma che Gramsci aveva definito "onesta gallina della letteratura popolare"? "Certo. Io sono cresciuto nel Ventennio fascista quando ‘Guerra e pace' era uno smilzo romanzetto di quattro pagine, censurato perché non si poteva dir male di Napoleone che era il precursore del nostro dittatore. Si evitava come la peste ‘La pioggia nel pineto', traboccante di rimandi erotici.

Ma ci obbligavano a mandare a memoria: ‘Naviglio d'acciaio... guizzante/bello come un'arme nuda,/vivo palpitante': era ‘A una torpediniera nell'Adriatico'di D'Annunzio. A dieci anni ho avuto la scarlattina. Mi sono messo a leggere i ‘Promessi sposi'. La consideravo una storiellina e mi chiedevo: ‘perché Lucia fa tante storie e non si fa copulare?'. Però era scritta divinamente". La sessualità sulla pagina? "A otto anni lessi un romanzo pornografico, ‘La suocera di Tarquinio. Storia di allegri costumi romani'. Mia madre mi fece una partaccia: obiettai ‘è un libro porcellone ma lo voglio finire'.

Straripava di metafore, parlava del ‘triangolo d'amore', alternava linguaggio aulico e popolare: mi intrigava quella suocera di Tarquinio sdraiata su una pelle di Leopardo con le intimità al vento. Poi è arrivato l'adorato Proust con cui condividevo le preferenze sessuali, anche se da giovane ho avuto alcune liaison con belle fanciulle. Come è accaduto a Visconti con Maria Denis. Lo frequentavo insieme a Laura Betti e Franco Zeffirelli prima che interrompesse i rapporti con quest'ultimo.

Quando io e Laura facevamo la fame, Zeffirelli andava da Visconti, furtivo trafugava qualcosa da mangiare e ce lo portava". Da più grandicello? "Palazzeschi e Ungaretti che ho conosciuto di persona. Il poeta de ‘Il porto sepolto' mi ha raccontato storie meravigliose del ‘suo' NordAfrica. Palazzeschi, dal momento che ero piuttosto bellino, l'ho colpito quando mi ha visto recitare. Un vero personaggio. In guerra si portò la giacca da camera di velluto.

A Venezia girava sempre in pantofole con un cappello di paglia. Nel 1968 gli indignados dell'epoca occuparono il suo appartamento e io esultante gli dissi. ‘Che gioia avere in casa tanti giovani!' E lui: ‘Ma se mi hanno rubato tutto!'. Leggevo ‘Lamiel' di Stendhal, storia di una donna che viaggia vestita da uomo per evitare di incappare nelle brame maschili. Oggi questo travestimento non la sottrarrebbe a nessun agguato. E poi la ‘Certosa di Parma'.

Che meraviglia il film con Gérard Philipe e la seducente Maria Casarès, una delle attrici più travolgenti - come Alida Valli del resto". Paolo Poli è un fiume in piena di rime, citazioni, evocazioni. Difficile arrestarlo. "Sono catturato dal Seicento quando ci si sparava per le dispute letterarie. Come fece Gaspare Murtola che per poco non centrò con un colpo di archibugio Giambattista Marino che gli aveva dedicato versi come questi : ‘Cavoli fronzuti,/lupin, popponi...finocchi forti... grosse rape... carcioffi barbuti,/agli spicchiuti/,carotte vermiglie e ritondette...e voi zucche panciute/tessete voi la laurea trionfale/onde si faccia il Murtola immortale'. Poi c'è la divertente ‘Merdeide', che ha come sottotitolo ‘Stanze in lode delli stronzi della Real Villa di Madrid', poema attribuito a Tommaso Stigliani, antispagnolo, che definisce Madrid una città sudicia e puzzolente. Ma tra le mie preferenze ci sono anche Francesco Redi e Giuseppe Giusti".

Si avvicina l'estate. Cosa si concederà per le vacanze? "Viaggio tutto l'anno. Così me ne sto chiuso in casa in compagnia di ‘Piacciavi, generosa Erculea prole,/ornamento e splendor del secol nostro' dell'Ariosto. Oppure sto con il Divin poeta e il suo ‘Paradiso', la mia gioia, che divoro come se fosse un romanzo. ‘Diligite iustitiam qui iudicatis terram': letteralmente, ‘amate la giustizia, voi che siete giudici in terra'. Accidenti!".

 

Paolo Poli ne Il marePAOLO POLIPaolo PoliPAOLO POLI PAOLO POLI ROBERTO BENIGNI NICOLETTA BRASCHI PAOLO POLI ROBERTO BENIGNI NICOLETTA BRASCHI VALENTINA CORTESE E FRANCO ZEFFIRELLI PASOLINI E LAURA BETTI NEL visconti Aldo Palazzeschi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…