“VORREI CHIEDERE SCUSA PER LA GRAVITÀ DI QUEL CHE HA FATTO MIO FIGLIO, PROVO SOLO TANTISSIMA VERGOGNA” - PARLA IL PADRE DI SALIM EL KOUDRI, IL 31ENNE CHE A MODENA SI E’ LANCIATO CON L’AUTO SULLA FOLLA: L’UOMO, CHE È LAUREATO IN LETTERATURA ARABA ANCHE SE IN ITALIA FA L’OPERAIO METALMECCANICO, SI DICE “ANNICHILITO DALLA VERGOGNA” – LA MADRE: “MIO FIGLIO È ANCORA VIVO ANCHE SE NON LO RICONOSCO PIÙ. QUELLE PERSONE HANNO LA VITA ROVINATA ED È TUTTA COLPA SUA. IO NON SO DOVE ABBIAMO SBAGLIATO” – IL LEGALE DELLA FAMIGLIA: “HO TROVATO SALIM IN STATO CONFUSIONALE. LA DINAMICA DI QUEL CHE È ACCADUTO GLIEL’HO DOVUTA SPIEGARE IO E LUI ASCOLTAVA COME SE FOSSE SUCCESSO AD UN ALTRO…”
Estratto dell’articolo di Alfio Sciacca per il “Corriere della Sera”
«Vorrei chiedere scusa, ma per la gravità di quel che ha fatto mio figlio non trovo le parole giuste, né in arabo né in italiano. È difficile anche chiedere scusa, provo solo tantissima vergogna». Il papà di Salim El Koudri è laureato in letteratura araba, anche se in Italia fa l’operaio metalmeccanico. Lui e la moglie da sabato pomeriggio sono «annichiliti dalla vergogna».
Delle loro parole ieri si è fatto portavoce il legale di fiducia, Fausto Gianelli. «Mio figlio è ancora vivo anche se non lo riconosco più — ha detto la madre di Salim—, ma quelle persone hanno la vita rovinata ed è tutta colpa sua. Io non so dove abbiamo sbagliato». Due genitori «devastati e increduli», dice il legale «ma perfettamente consapevoli della gravità di quel che è accaduto». Anche per questo hanno deciso di lasciare la loro casa di Ravarino, mentre il padre non se la sente di tornare a lavorare.
LUCA SIGNORELLI CHE BLOCCA SALIM EL KOUDRI
L’avvocato Gianelli ieri è andato in carcere a Modena e per la prima volta ha parlato con Salim. Al termine dell’incontro il 31enne ha chiesto delle sigarette, una bibbia e di poter parlare con un sacerdote. Per il resto, stando a quanto riferisce il legale, non ricorderebbe nemmeno ciò che è avvenuto. «Sabato — ha detto — ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno sarei morto, ma non suicida».
«L’ho trovato in stato confusionale — aggiunge — . La dinamica di quel che è accaduto gliel’ho dovuta spiegare io e lui ascoltava come se fosse successo ad un altro». E dopo che il legale gli ha riepilogato tutto lui ha detto di ricordare solo di essere salito in auto «e che andavo sempre più forte». Una persona che si è mostrata completamente annebbiata. «Ma alla fine mi ha detto: “se è per questo che sono finito in carcere, allora me lo merito”». Per Gianelli «è evidente che ha un grave disagio psichiatrico, per questo è assolutamente necessaria una perizia». […]
GIORGIA MELONI ABBRACCIA LUCA SIGNORELLI, L UOMO CHE A MODENA HA BLOCCATO SALIM EL KOUDRI
