“NEL LIBRO SCRITTO SU MIO PADRE HO CERCATO DI SALDARE I SOSPESI” – ANTONELLO PIROSO: “IL NON-RAPPORTO CHE AVEVO CON LUI SI E’ INTERROTTO IMPROVVISAMENTE QUANDO È MORTO DURANTE IL LOCKDOWN, APRILE 2020. PER SCRIVERE MI SONO BLINDATO DA SOLO PER UNA SETTIMANA NELLA CASA DEI MIEI SUOCERI A OVINDOLI, E TRA NATALE E CAPODANNO HO BUTTATO GIÙ IL MALLOPPO, IN MACERAZIONE DA 5 ANNI. HO LA CONSAPEVOLEZZA DI AVER PERSO TEMPO NELL'ERRATA CONVINZIONE DI AVERNE SEMPRE TANTO A DISPOSIZIONE” – LA PRESENTAZIONE-INTERVISTA CON ADRIANO PANATTA, GIOVEDÌ 19 MARZO, ALLE 18.30, NELLA LIBRERIA MONDADORI DELLA GALLERIA ALBERTO SORDI DI ROMA…
Lettera di Antonello Piroso a Dagospia
ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO
Come i frequentatori di questo disgraziato sito sanno, il suo titolare Roberto D’Agostino è nato il 7 luglio. Che è pure la data di nascita di mio padre. E di mia moglie. E' la "cabala del 7" che mi ha accompagnato nella vita, come confermato dalla mia data di nascita, 7/12, da quella di mia sorella Paola, 27/9, delle nozze dei miei genitori, 17/11, del mio matrimonio, 17/12, nonché dal fatto che la rete tv dove ho potuto dare il peggio di me è stata La7.
Ebbene sì: anche su questo ho scritto il mio libro (mi pare già di sentire la voce di Greg: "Estiqaatsi è contento..."). Su un tema complicato: il (non) rapporto con mio padre, interrottosi improvvisamente quando è morto durante il lockdown, aprile 2020.
Da allora, ho cercato di saldare i sospesi. La figura del padre ha, nel bene e nel male, un peso indiscutibile nella vita di ogni figlio maschio.
ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO
Ma pure delle femmine: ricordo quella sequenza del film "Le Invasioni Barbariche", quando la figlia - che sta facendo una traversata in barca a vela nell'oceano - si collega via computer con il padre morente in ospedale, per una struggente dichiarazione d'amore: "Tu lo sai che il primo uomo di cui una bambina si innamora è il proprio papà".
Dopo che l'editore mi ha commissionato (giugno 2025) l'opera, mi sono arenato.
Perchè ho cercato per mesi di dare una forma, diciamo standard, al mio elaborato.
Arrivati a dicembre (la scadenza da rispettare), ero nel panico, e stavo per gettare la spugna. A un certo punto, però, ho concluso: "Fanc..., se proprio devo sbagliare, lo faccio a modo mio".
ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO
Di qui il dialogo con mio padre sotto forma di flusso di coscienza (cattiva coscienza, tracimante di sensi di colpa). Mi sono blindato da solo per una settimana nella casa dei miei suoceri a Ovindoli, e tra Natale e Capodanno ho buttato giù il malloppo, in macerazione da 5 anni. La versione finale è arrivata il 17 gennaio.
Senza finire nei cassonetti dei rifiuti del palazzo Mondadori di Segrate, ma diventando un volume targato Piemme in libreria da oggi, 17 marzo (e poi ditemi se non devo credere alla cabala...). Con un titolo secco, diretto, immediato: "Papà". Bello, no? Infatti non è mio, ma di mia moglie.
ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO
Io avevo in testa un adattamento di un verso della poesia di Camillo Sbarbaro, cioè pensavo calzasse a pennello "Papà, se anche tu non fossi stato il mio papà".
Mi hanno spiegato: troppo aulico, troppo ardito, un periodo ipotetico di terzo tipo sarebbe stato "too much" perfino per Adelphi...
Io mi sono solo permesso di aggiungere il sottotitolo: "Anatomia di un amore disperato", perchè è quello che ho fatto: sviscerare una storia comunque d'amore, con la consapevolezza di aver perso tempo nell'errata convinzione di averne sempre tanto a disposizione.
ADRIANO PANATTA E ANTONELLO PIROSO
E dire che Paul Bowles, nel "Tè nel deserto", ci aveva messo in guardia: "Poiché non sappiamo quando moriremo si è portati a credere che la vita sia un pozzo inesauribile, però tutto accade solo un certo numero di volte, un numero minimo di volte. Quante volte vi ricorderete di un certo pomeriggio della vostra infanzia, un pomeriggio che è così profondamente parte di voi che senza neanche riuscireste a concepire la vostra vita? Forse altre quattro o cinque volte, forse nemmeno. Quante altre volte guarderete levarsi la luna? Forse venti. Eppure tutto sembra senza limite".
Per chi fosse interessato: su questo e altro risponderò ad Adriano Panatta giovedì 19 marzo, alle 18.30, nella Libreria Mondadori della Galleria Alberto Sordi di Roma.
In fondo, ho scritto il libro solo per farmi intervistare da lui.