ALTRO CHE “SERVIZIO PUBBLICO”: QUESTO È ‘’SEVIZIO’’ PUBBLICO! - IL MOLLE AGIATO E’ PAZZO O VA IN GIRO UN PAZZO CHE SI SPACCIA PER CELENTANO? - VA DA SANTORO (REGISTRATO DAL REGGIMICROFONO RUOTOLO, PER EVITARE QUALSIASI CONTRADDITTORIO), CHE LO PRESENTA, COMMOSSO PER GLI ASCOLTI CHE FARA’, COME UNO “CHE GETTA IL CUORE IN BATTAGLIA” - ED ECCO LA ‘’BATTAGLIA’’ DI ADRIANO CIARLATANO: UNA TELE-PREDICA PER DARE ADDOSSO AI PECCATORI “REPUBBLICA” E “TV SORRISI E CANZONI”, COLPEVOLI DI AVERLO CRITICATO...

1 - CELENTANO CONTRO VIALE MAZZINI "È SOTTO IL DOMINIO DEI PARTITI"
Silvia Fumarola per "la Repubblica"

No, non si pente. Nel giorno in cui il direttore generale della Rai Lorenza Lei comunica in Cda di aver aperto la procedura per valutare eventuali violazioni del codice etico aziendale, Adriano Celentano, dopo il terremoto a Sanremo, si riprende la scena a Servizio pubblico, il programma di Michele Santoro. Rifarebbe tutto, non è pentito, e replica direttamente ai vertici di Viale Mazzini per le critiche ricevute.

«Credo che l´errore stia proprio nel meccanismo di conduzione della Rai - risponde a una domanda di Sandro Ruotolo - finché i partiti continueranno a litigarsela, la Rai sarà sempre preda di sotterfugi, intrighi e sospetti a danno del Paese; è difficile non pensare che il direttore generale non sia sotto pressione dei partiti». La Lei in mattinata aveva spiegato di aver saputo della presenza dell´artista a cose fatte.

Poi Celentano si scaglia contro «alcuni giornalisti di Repubblica» che «ci hanno dato dentro mica male per bloccare la mia partecipazione al festival, dicendo che sono un cretino, neanche più di talento. A me piaceva essere un cretino di talento. Mentre è l´inverso per quelli che fanno finta di non capire le mie parole in quanto essi essendo servi del potere, non sono cretini di talento, ma persone di "talento cretino"»

Pesa questo clima generale? Gli chiede Ruotolo. «Qualcosa mi dice che c´è un cambiamento nell´aria, e il vento sta diventando una tempesta. Alle prossime elezioni potrebbero esserci sorprese. La gente sta cominciando a capire che non si va da nessuna parte se non prendiamo con forza e determinazione la via dell´onestà».

Ultimo sassolino, la questione del compenso a Sanremo: «Io ho provato a dirgli: "Datemi di meno". E loro mi han detto: "No, non è possibile, tu hai una quotazione di mercato e se noi ti diamo di meno poi ci arrestano". Per cui i soldi che la Rai mi dovrà dare non sono dei contribuenti, sono miei».


2- ‘'SEVIZIO'' PUBBLICO
Riccardo Bocca per il blog Gli Antennati de L'Espresso - www.repubblica.espresso.it

Il senso non c'è, e neppure il dissenso. C'è il Nulla. Un'entità definita e indefinita al tempo stesso, che dopo il festival di Sanremo è tornata a palesarsi ieri sera a "Servizio pubblico", con la cortese disponibilità di un Michele Santoro quantomai commosso di fronte al miracolo della partecipazione di Adriano Celentano alla sua trasmissione.

Inutile dilungarsi sulla struttura del programma, dove un pacchetto di ospiti amici (di Santoro) ha fatto da riempitempo in attesa che il Fenomeno si concedesse a un Sandro Ruotolo folgorato sulla via di Galbiate. Inutile chiedersi, anche, se mentre il Paese è dilaniato dalle guerre tra Confindustria e sindacati, governo e lobby varie, abbia senso che il talk show multipiattaformale dedichi tutte le sue attenzioni al circo massimo Rai e alle sregolatezze di nonno Yuppy (Du, è notorio).

Ciò che conta, piuttosto, è la sostanza; ovvero il succo delle dichiarazioni -registrate- di Celentano nel corso della trasmissione -in diretta- di Santoro. L'ennesimo Sprofondo rozzo nel quale il signor Adriano ha immerso tutti noi, approfittando non solo dell'assenza (guarda un po') di contraddittorio, ma anche di un qualcuno che lo tirasse per il braccio e gli dicesse: «Adesso basta, Adriano, dai, vieni a casa che aggiustiamo qualche orologio...».

No. Colui che Santoro ha presentato ai teleaffaticati come una «persona generosa», come un uomo che ha trovato ancora voglia e tempo per «buttare il cuore nella battaglia», ha sfoggiato fin dalle prime battute uno straordinario altruismo, ricordandoci come nell'aere vaghino «i festosi rumori portati dal vento del creatore».

Meravigliosi effluvi che dovrebbero garantirci gioia, a suo dire. E che comunque lo hanno spinto a cannoneggiare con nuove accuse, stavolta contro i cattivoni di "Repubblica" (che avrebbero contro di lui tramato) e quei satanassi di "Sorrisi & canzoni": colpevoli, a quanto pare, di aver travisato le lamentele del parroco di Galbiate sulla bontà obolosa del cantante.

"Sono solo paroleeee...», commenterebbe tutto l'insieme la rossochiomata Noemi, se solo avesse cinque minuti liberi. Invece no: nessuno a "Servizio pubblico" ha provato a considerare l'episodio per quello che è: uno spiacevole delirio mistico, l'effetto collaterale di una Rai che oggi è ai piedi dello stesso Cristo invocato da Celentano.

Al contrario, in studio abbiamo assistito al suicidio di Norma Rangeri, che come niente fosse ha provato a sostenere che in realtà, a Sanremo, il leader degli ignoranti non ha chiesto la chiusura dei quotidiani cattolici, bensì ha soltanto detto che non gli piacevano: uffa.

Per non parlare dell'esibizione di Carlo Freccero, alias il più intervistato dagli italiani, che rinunciando all'anarchica sapienza di cui è depositario da sempre, ha gigioneggiato a piena gola con un piglio da Ossario (vi risparmio la ricerca su google: trattasi di chitarrista-spalla del giovane Teocoli, che dopo vari maltrattamenti subiti da Teo urlava con voce cavernosa: «Cosa volete da meeeee?????»).

Ecco cosa succede, quando c'è un Celentano in circolazione per le televisioni. Si sbatte contro l'improvviso abbassamento dell'umore (ormai vitreo) e della qualità in generale. Altro che "Servizio pubblico", viene da intonare in coro: questo è "Sevizio pubblico"!

 

CELENTANO-SANTORONORMA RANGERI - copyright PizziADRIANO CELENTANO DURANTE LA SUA ESIBIZIONE A SANREMO ruotolo-sandroCARLO FRECCERO LA FACCIA DI CELENTANO DURANTE I FISCHI A SANREMOADRIANO CELENTANO A SANREMO

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…