diletta leotta

1. PROPOSTE DI MATRIMONIO, DELIRIO SUI SOCIAL, STRISCIONI NEGLI STADI (“CHOLO-MESSI, SERATA PERFETTA? ‘STI CAZZI, VOGLIAMO DILETTA”. ESSI', DILETTA LEOTTA E' LA LA REGINETTA DELL’ESTATE ITALIANA 2. LEOTTA CONTINUA: "QUALCUNO MI AMA, ALTRI MI APPREZZANO, ALTRI MI ODIANO. NON RESTO INDIFFERENTE COMUNQUE, ARRIVO ALLA GENTE. SONO UNA RAGAZZA MOLTO FORTUNATA"

Malcom Pagani per GQ Italia

 

diletta leottadiletta leotta

Un po’ Jessica Rabbit e un po’ Solvi Stubing in uno spot dei tempi andati («Chiamami Peroni, sarò la tua birra»), la bionda Diletta Leotta da Catania − 25 anni appena compiuti − vive in un film e non si ubriaca. Da quando Sky le ha affidato la conduzione di un programma sulla Serie B, l’Italia del pallone l’ha eletta a sogno proibito. Apprezzamenti, proposte di matrimonio, gruppi di sostegno in rete. Cori e rime quasi baciate sugli striscioni allo stadio: “Cholo-Messi, serata perfetta? ’Sti cazzi, vogliamo Diletta”. Esortazioni in foggiano stretto: “Dile’ aspitt, mo vnim” (Diletta, aspetta, stiamo arrivando). Aspirazioni collettive: “Sognando Diletta”. 

GQ ITALIAGQ ITALIA

 

diletta leotta diletta leotta

«Sì, li ho letti durante la scorsa stagione», dice lei. «Quando ne ho visto uno perfino in Francia, agli Europei, mi ha fatto un certo effetto. “Meno Thiago Motta, più Diletta Leotta” c’era scritto, e non posso dire che non mi abbia divertita». 

Più che la divisa da fenomeno pop del video, lei preferisce indossare quella da pompiere: «È vero, nell’ultimo anno qualcosa è cambiato e mi sono accadute molte cose positive. Avverto un entusiasmo e un riscontro reali. Qualcuno mi ama, altri mi apprezzano, altri ancora mi odiano. Non resto indifferente comunque, arrivo alla gente». Anche se camminare per strada è diventato difficile, Leotta non si ferma: «Sono in marcia e lavoro da quando ho 14 anni». 

 

E cosa faceva a 14 anni? 

Ero veramente piccola e facevo interviste in spiaggia. Avevo una domanda del giorno da porre ai bagnanti. Da qualche parte i filmati devono esserci ancora. 

Ha sempre voluto fare tv? 

diletta leotta  3diletta leotta 3

È nato tutto per caso, quando ero bambina ad Aci Trezza alla tv sicuramente non pensavo. D’estate vendevo braccialetti sui muretti, facevo lunghe nuotate e festeggiavo compleanni in solitudine. Quando cerchi gli amici per brindare il 16 di agosto sai già cosa devi aspettarti.

 

Prima di Sky, si è sottoposta a una lunga gavetta

Ho provato un po’ di tutto. La prima buona opportunità me la diede Salvo La Rosa, un mito catanese che conduceva uno dei programmi più longevi della tv italiana. Si intitolava Insieme e non era molto diverso dal Maurizio Costanzo Show.

 

Oggi le opportunità non le mancano. I paragoni tra lei e Ilaria D’Amico si fanno insistenti, Sky promette di puntare su di lei: cosa farà da grande?

Non ne ho idea. Per ora sto benissimo così, il calcio e lo sport mi appassionano molto e non mi sento in periferia. La Serie B è una sintesi dell’Italia, del campanile e delle rivalità tra province. Tra Brocchi, Gattuso e Panucci, ci divertiremo anche quest’anno.

diletta leotta  diletta leotta

 

I tifosi sembrano divertirsi soltanto quando appare lei. Non teme di essere diventat un’attrazione soprattutto per la sua bellezza? 

Non credo si tratti soltanto di quello. Se fosse così, l’effetto sarebbe diverso. Penso che oltre alla bellezza arrivi qualcosa di più. 

 

Lei si sente bella? 

Credo di essere una ragazza piacevole. 

 

diletta leottadiletta leotta

Non c’è un suo scatto sui social che non sia seguito da migliaia di commenti. Pubblicare una foto in costume è una forma di esibizionismo? 

Non mi pare. Più che esibizionismo, mi sembra voglia di comunicare con gli altri. Mostro momenti più intimi e personali, meno ufficiali, creo un rapporto con chi mi segue.

 

E risponde anche? 

Non a tutti, chiaramente, ma qualche volta rispondo, perché interagire mi piace. Se ci sono persone molto carine che ti manifestano affetto, perché chiudersi? È un modo di essere vicini al pubblico. 

 

diletta leotta spiaggia diletta leotta spiaggia

Non si sente mai un bell’oggetto del desiderio? 

Mai. Sono sempre io. Diletta Leotta, la ragazza di Catania che ha iniziato a lavorare presto.  

 

In che famiglia è cresciuta? 

In un allegro casino, una famiglia allargata. Mio padre e mia madre erano sposati. Lui aveva una figlia, lei tre figli. Si sono incontrati, innamorati e sono nata io. Che mi ritrovo con quattro fratelli. Una tribù. 

 

Andate d’accordo tra di voi? 

Ci amiamo. I miei sono stati intelligenti e hanno favorito un rapporto bellissimo, senza diaspore, litigi o incomprensioni, tentando un’impresa che nella Sicilia di trent’anni fa non era semplicissima. Abbiamo una famiglia enorme e si respira un’armonia totale. Siamo sempre stati molto vicini, a volte anche troppo. 

diletta leotta checco zalone diletta leotta checco zalone

 

Genitori presenti? 

Grandi organizzatori di viaggi. Mi ricordo certe comitive da trenta persone all’assalto della montagna. Trenta siciliani in rotta verso Corvara. Cose apocalittiche. 

 

Suo padre è avvocato. 

Se fossi rimasta a Catania, avrei fatto il suo mestiere. Papà voleva che mi laureassi a ogni costo. «Scegli, puoi studiare Medicina, Ingegneria o Giurisprudenza». Io sognavo una facoltà artistica: «Scordatelo», disse. Così scelsi Giurisprudenza. 

 

Studentessa modello? 

diletta leotta diletta leotta

Credo di aver preso, se l’ho preso, un solo trenta e lode. Per il resto andò meglio di quanto non fosse andata allo Scientifico. L’idea di essere in classe alle 8 e 30 pronta per un’interrogazione di latino mi ha sempre messo un po’ di angoscia. 

 

Tema della sua tesi? 

Il contratto del calciatore professionista. Uno stratagemma che si rivelò decisivo. Io non parlai mai, la commissione invece impazzì. Il calcio è trasversale. Accende discussioni in qualunque ambiente. 

 

Prima di raccontare l’epopea del Crotone, lei leggeva le previsioni del tempo. 

Agli inizi di Sky, quando con un contratto di tre mesi mi trasferii a Roma. Rispetto al caos di Catania, soprattutto quando cucinavo e mi trovavo in casa da sola sentivo il rumore assordante del silenzio. 

diletta leotta    diletta leotta

 

Molto letterario. 

È stato letterario anche l’esordio. Avevo studiato previsioni e carte sinottiche e alla prima diretta mi cambiarono tutto il copione. Uscii dallo studio che mi tremavano le gambe: «Ma veramente devo fare questa cosa?». 

 

Quel contratto di tre mesi oggi è senza data. 

L’inizio è stato un esame continuo. Oggi mi sento più tranquilla. Le occasioni che mi sono capitate e mi sembravano da cogliere al volo le ho sfruttate. Non ho mai detto: «No, questo non lo faccio». 

diletta leotta      diletta leotta

 

Non cucina più da sola.

Qualcuno in precedenza devo averlo avvelenato, adesso intorno ho un cordone sanitario. 

 

Ha recitato nel film I baci mai dati per Roberta Torre. Avrebbe potuto fare l’attrice? 

Ho anche frequentato un corso di recitazione a Roma. Tutto troppo introspettivo per i miei gusti: va bene che conoscersi è necessario, ma io sono concreta e dal teatro fuggii a gambe levate. Non vorrei apparire superficiale, ma andò proprio così. 

 

E ha rimpianti? 

Ma scherza? Un’attriciona non sarei mai diventata. 

 

Con gli uomini è più difficile fare amicizia? 

diletta  leottadiletta leotta

Al limite è più facile. Sono le amicizie, soprattutto quelle durature, a essere complicate. 

 

Si arrabbia e litiga? 

Ogni tanto. Sono gli unici momenti in cui torno a parlare siciliano. Tutte le ore spese ad affinare la dizione spariscono.  

 

E cosa resta? 

diletta  leottadiletta leotta

Una ragazza di 25 anni molto fortunata.

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....