IL REBUS SORGENIA BLOCCA I CONTI CIR E COFIDE - ZALESKI FA CASSA CON LA POLACCA ALIOR BANK - NELLA CAPPA DI SILENZIO CALATA SUL DESTINO DI INDESIT IRROMPE IL COLOSSO AMERICANO WHIRLPOOL

ZALESKI FA CASSA CON ALIOR BANK
Da "Il Sole 24 Ore" - Se in Italia si lavora per sbloccare la complicata cessione del 15,2% di Mittel, all'estero la Carlo Tassara che fa capo a Romain Zaleski fa cassa e vende un pezzetto della polacca Alior bank. La società avrebbe trovato gli acquirenti a un prezzo di 79 zloty per azione per il 4,7% dell'istituto, messo in vendita martedì scorso con un'operazione di book building accelerato. Le 3,3 milioni di azioni di Alior offerte sarebbero così state valorizzate circa 62,2 milioni di euro con una contestuale riduzione della quota detenuta dal gruppo bresciano sotto la soglia del 30% dal precedente 34%.

Il gruppo bresciano sembra però ancora lontano dal traguardo finale, ovvero la cessione dell'intera partecipazione. Helene Zaleski, presidente del consiglio di sorveglianza di Alior Bank, ha sottolineato che la Tassara sta «attivamente» cercando un investitore strategico per Alior. Impresa non facile per i paletti imposti dall'Autorità di vigilanza polacca che ha chiesto un socio stabile ed escluso i fondi di private equity dalla partita. Nell'attesa, dunque, meglio incassare quello che si può. (Mar. Man.)

SE HERA TAGLIA DEL 20% LO STIPENDIO AI CONSIGLIERI
Da "Il Sole 24 Ore" - Parte la nuova Hera. Forse in linea con la versione dell'austerity «renziana», la municipalizzata di Modena - che ieri in assemblea ha approvato la fusione con la consorella udinese Amga - ha deciso la riduzione dei membri del consiglio di amministrazione da 20 a 14 unità. Ma, soprattutto, ha deliberato il taglio degli emolumenti ai consiglieri da 50 a 40mila euro all'anno. Nell'aprile del 2011 gli stipendi erano già stati ridotti da 75 a 50mila euro.

Niente di clamoroso, si dirà. E tuttavia la scelta della nuova Hera-Amga merita di essere sottolineata come il segnale di avvio di una spending review che dovrebbe riguardare la vasta platea delle ex municipalizzate italiane, che spesso hanno ospitato in cda ex politici nazionali o locali ormai «fuori corso». A seguito della fusione, che avrà efficacia a partire dal prossimo 1 luglio, il Comune di Udine, azionista di controllo di Amga (con circa il 58,69%), arriverà quindi a detenere il 2,98% della nuova Hera. (R.Fi.)

DESIO OFFRE IL CALUMET DELLA PACE SU SPOLETO
Da "Il Sole 24 Ore" - Anni di turbolenze, scanditi da diktat della Banca d'Italia, gestioni padronali e irregolarità, indagini giudiziarie e persino arresti. Negli utimi trentasei mesi alla Popolare di Spoleto è andata in onda una telenovela culminata con un non encomiabile commissariamento, il secondo nella storia della piccola banca umbra. Logico che per il cavaliere bianco Banco Desio, che ha rilevato la banca di recente, l'ingresso debba essere felpato.

Visti come "conquistadores" scesi dalla ricca Brianza, a Spoleto il nome di Desio ha fatto venire vari mal di pancia. Soprattutto perché nella città del Festival dei Due Mondi e dei tartufi tifavano per la cordata "locale" Clitumnus, promossa da Carlo Colaiacovo e dalla Fondazione Crp. Ecco dunque che la priorità dei lombardi è stata quella di tranquillizzare. L'ad Tommaso Cartone ha rassicurato sul futuro: la Bps rimarrà quotata e anzi diverrà la banca del Centro-Italia del gruppo, assorbendo anche DesioLazio. Ma con una capogruppo Desio già quotata, quanto a lungo potrà la Bps sensatamente rimanere "indipendente" in Borsa? (S.Fi.)

WHIRLPOOL E L'ATOUT SU INDESIT
Da "Il Sole 24 Ore" - Nella cappa di silenzio calata sul destino di Indesit, irrompe Whirlpool. Il colosso americano si candida ufficialmente a rilevare l'azienda italiana. Da circa un mese si erano perse le tracce del processo che dovrebbe trovare un socio industriale (o compratore) per la storica industria di Fabriano fondata dalla famiglia Merloni. Se l'advisor Goldman Sachs, che lavora direttamente per la famiglia mentre l'azienda ancora non si decide a scegliersi un proprio consulente, sembra aver rallentato il passo, ecco che Whirlpool rompe il ghiaccio.

Ha dichiarato il proprio interesse e di avere in corso una due diligence. Il nome di Whirlpool è uno di quelli circolati assieme a quelli di Arcelik, LG e Bosch-Siemens. Più che l'annuncio, però, la vera notizia è l'incontro dei vertici Whirlpool con il presidente della Regione Marche. Una mossa «politica» per sondare le reazioni delle istituzioni. Vuol dire che gli americani fanno sul serio. (S.Fi.)

Da ‘Il Corriere della Sera'

TASSARA METTE ALIOR SUL MERCATO, LA BANCA DI HELENE ZALESKY
(f.mas.) La Tassara di Romain Zaleski continua la vendita di partecipazioni nell'ottica di rimborsare quanto prima i 2,2 miliardi di debito residuo alle banche creditrici Intesa Sanpaolo, UniCredit, Mps, Banco Popolare e Mps, che di fatto l'hanno commissariata. Questa volta tocca alla banca polacca Alior, uno dei gioielli tra le partecipazioni della Tassara spa. In un collocamento accelerato è stato venduto martedì il 4,7% dell'istituto quotato a Varsavia a 79 zloty per azione, pari a 62,2 milioni di euro, lasciando così la holding presieduta da Pietro Modiano con poco meno del 30%.

E non finisce qui: come ha confermato a Bloomberg la stessa Helene Zaleski, presidente del consiglio di sorveglianza di Alior Bank e figlia del finanziere franco-polacco (ma con solide basi a Brescia) Romain, la Tassara spa sta «attivamente» cercando un investitore strategico per Alior.

La strategia di Tassara di rientro dal debito dunque procede con velocità, una volta raggiunto il valore di carico delle partecipazioni: Tassara detiene l'1,7% di Intesa Sanpaolo, l'1,42% di Ubi Banca, il 2,5% di A2a, l'1,73% di Cattolica, lo 0,25% di Bpm, l'1,14% di Mps e il 15% di Mittel, cui è interessato anche il fondo Investindustrial di Andrea Bonomi. Nei giorni scorsi ha ceduto l'1,17% di Mediobanca. Tassara ha poi potenzialmente sul mercato le partecipazioni all'estero: il 12,8% del minerario francese Eramet, la polacca Alior e il 7% della miniera di manganese in Gabon, Comilog. E come dimostra la mossa in Polonia, anch'esse fanno comodo per soddisfare - dopo tanti anni - i creditori.

IL REBUS SORGENIA BLOCCA I CONTI CIR E COFIDE
(f.mas.) Le difficoltà di Sorgenia di raggiungere un'intesa con le banche creditrici nella ristrutturazione degli 1,86 miliardi di debiti si fanno sentire anche a livello della holding Cir, la società controllata dalla famiglia De Benedetti, e anche nel veicolo quotato di famiglia, la Cofide (controllante di Cir). Senza risolvere quel rebus - che potrebbe comportare l'uscita di Cir dall'azionariato della società energetica di cui ha attualmente il 52% che passerebbe in mano alle banche - non è possibile avere un bilancio Sorgenia né di conseguenza il consolidato delle capogruppo Cir e Cofide.

Da qui la decisione delle due holding di rinviare a giugno sia il consiglio sul bilancio (al 5 dal precedente 28 aprile) sia l'assemblea (al 30 dal precedente 10). Il gruppo presieduto da Rodolfo De Benedetti e guidato da Monica Mondardini ha sfruttato al massimo la finestra temporale prevista dalla legge. Nel mese e mezzo di tempo che rimane una soluzione su Sorgenia andrà trovata. Le posizioni delle due parti sono ancora distanti, anche se dai De Benedetti è arrivata un'apertura.

In particolare Cir non ritiene che il patrimonio netto di Sorgenia sia negativo e dunque sostiene che una ricapitalizzazione da parte delle banche trasformando 400 milioni di crediti in azioni (e altri 200 milioni in bond convertendo) non dovrebbe comportare la sparizione sostanziale degli attuali soci Cir e dell'austriaco Verbund. Ora la parola è di nuovo alle banche. Che anch'esse vogliono definire la partita prima dell'asset quality review della Bce. Tra le altre controllate Cir invece ieri l'assemblea Sogefi ha approvato il bilancio 2013 chiuso con oltre 1,3 miliardi di euro di ricavi e un utile netto di 21,1 milioni.

IL FONDO CACCIA DELLA CONSAP E GLI STIPENDI
(a. duc. ) Niente soldi in carniera. Nella relazione sulla gestione di Consap (la concessionaria per i servizi assicurativi pubblici) i magistrati contabili hanno acceso un faro sul fondo di garanzia per le vittime della caccia. Tra le pieghe del bilancio della società, guidata da Mauro Masi (ex dg della Rai), la Corte dei Conti ha riscontrato che l'avanzo di gestione «risulta ampiamente insufficiente a reintegrare il patrimonio netto del fondo». Dal 2007 i conti sono in perdita e nel 2012 il patrimonio netto è risultato negativo per 1,47 milioni.

La situazione di squilibrio è, insomma, strutturale. Pur dando atto che Consap ha proseguito nell'opera di razionalizzazione il documento mette a nudo i risultati del 2012, spiegando che l'avanzo del fondo di garanzia per le vittime della strada è stato ottenuto «solo» grazie a 93 milioni di entrate straordinarie (multe alle compagnie comminate dall'Isvap e alcuni proventi finanziari). Una performance che non ha inciso sulla parte variabile dello stipendio di Masi (a fine mandato). Ai 346 mila euro di retribuzione fissa si sono, puntualmente, aggiunti i 110 mila di parte variabile.

TOYOTA: RECORD VENDITE AUTO,OLTRE 10 MLN
(ANSA) - Toyota ha venduto a livello globale 10,133 milioni di veicoli nell'anno fiscale 2013/14, diventando la prima compagnia al mondo a superare il target di 10 milioni. Le vendite, includendo i brand Daihatsu e Hino, sono salite del 4,5%, con la spinta di Nord America e Cina. Il gruppo stima per quest'anno vendite pari a 10,32 milioni di pezzi.

 

 

Romain ZaleskiRomain ZaleskiRODOLFO DE BENEDETTI ALLA PRESENTAZIONE DEL MESSAGGERO FOTO OLYCOM TOYOTA jpegBanco Desiol'Ad di Toyota Akio Toyoda

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