david bowie

T’AMO PIO BOWIE - IL COMPLETO GHIACCIO DI “LIFE ON MARS”, LE TUTINE SPAZIALI DI “ZIGGY STARDUST”, IL COSTUME DA PIERROT DI “ASHES TO ASHES”, A BOLOGNA LA GRANDE MOSTRA SUL PIU’ CAMALEONTICO DEGLI ARTISTI CHE LA MODA NON L’HA MAI SEGUITA, L’HA FATTA, TRASFORMANDOCI TUTTI IN GUARDONI

DAVID BOWIE ISDAVID BOWIE IS

Giuseppe Videtti per “la Repubblica”

 

«Ci ha dato libero accesso ai suoi archivi, non avevamo idea di quanto materiale avesse in magazzino. La verità è che dal 1963 a oggi non si è mai disfatto di nulla. Qui però non ha mai messo piede. Tutto questo per lui è ieri. Ha la testa da un’altra parte», disse Geoffrey Marsh, uno dei curatori di “David Bowie Is”, all’inaugurazione della mostra al Victoria & Albert di Londra, la stessa che vedremo al MAMbo di Bologna dal 14 luglio al 13 novembre.

 

Era il 2013, Bowie aveva altro da fare, stava preparando la sua definitiva uscita di scena. Per il mondo era un genio in ritiro, per amici e familiari un uomo malato, determinato a programmare nei minimi dettagli gli ultimi mesi — le incisioni, il testamento artistico, la fine assistita quando il fisico minato non sarebbe stato più in grado di sopportare le terapie palliative.

 

DAVID BOWIE ISDAVID BOWIE IS

Una dipartita silenziosa, eppure in qualche modo clamorosa; più scioccante perché priva di lacrime — il giorno prima sorridente, impeccabile nel suo completo di Thom Browne davanti alla palazzina newyorchese in mattoni rossi, il giorno dopo un corpo esanime pronto per la cremazione col rito buddista. Esempio di stile anche nel distacco. Drammatico? Solo per noi, i fan.

 

DAVID BOWIE ISDAVID BOWIE IS

In realtà tutt’altro che solenne, naturale piuttosto — il più potente super-io del rock pronto a rimettersi in sintonia con l’universo senza la mediazione di angeli e/o demoni.

 

Dunque, perfettamente space oddity. Troppo concentrato sul volo finale, Bowie ha lasciato agli altri la cura dei cimeli, diventati oggetti rituali più potenti di dorjetibetani. Non importa se a indossare i costumi di Ziggy Stardust o Diamond Dogs o Thin White Duke o Blue Clown o Glass Spider sono manichini.

 

Colori, tagli, combinazioni, audacia, provocazione, kitsch, ricercatezza — gli oggetti in mostra hanno un suono, un potere, sovversivo e sofisticato, che ha canalizzato l’avanguardia nel mainstream; William Blake, Bertolt Brecht, Nietzsche, Artaud, Dalí, Judy Garland e la Dietrich dentro Philip Glass, Andy Warhol, Kansai Yamamoto, Kate Moss, Tilda Swinton, Alexander Mc-Queen, Hedi Slimane e Marshall McLuhan. La storia di chi la moda non l’ha mai seguita, l’ha fatta.

DAVID BOWIE ISDAVID BOWIE IS

 

LIFE ON MARS ( 1972)

Eclettico, indefinibile, inimitabile fin dall’inizio. Per costruirsene una, Bowie usava spregiudicatamente le storie degli altri. Col risultato che la sua era sempre la più bella. Elevò povertà e sciatteria del flower power col mito prepotente del superuomo, l’eleganza dandy di Oscar Wilde con l’indefinibile look dell’extraterrestre, lui che alieno si sentiva davvero e della diversità stava facendo arte.

 

Freddie Burretti fu lo stilista che lo aiutò a trasformare il fai da te della fine degli anni Sessanta (scampoli di look mod, Haight-Ashbury e stravaganze hollywoodiane assemblati da David insieme alla futura prima moglie Angie) nel guardaroba più ricco, trasgressivo, creativo e influente di una rock star.

 

Burretti (al secolo Frederick Burrett, morto a Parigi nel 2001) aveva diciannove anni quando nel 1971 conobbe i Bowie a “El Sombrero”, una discoteca gay e supertrendy di Londra. David era intrigato dalla bellezza del ragazzo. «Ne farò il nuovo Mick Jagger» , diceva, ma il sogno di Burretti era lavorare per Valentino.

BOWIEBOWIE

 

La trasformazione del look da Hunky Dory a Ziggy Stardust fu merito del giovane sarto (e delle micidiali, folgoranti intuizioni di Bowie): il completo ghiaccio concepito per Life on Mars (1972) anticipa di molto i tagli di John Galliano e Alexander McQueen, ma il meglio doveva ancora venire.

 

ZIGGY STARDUST/ 1 ( 1972)

Nonostante diversi album già pubblicati, Bowie non era ancora una star quando mise mano all’album che avrebbe cambiato la sua vita e le sorti del rock, “The rise and fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars”. David e Angie succhiarono avidamente dall’anticonformismo di Burretti, che all’epoca lavorava per un sarto greco a King’s Road, e della sua girlfriend Daniella Parmar.

 

BOWIE 1BOWIE 1

Bowie s’ispirò al loro taglio di capelli per il look di Ziggy, accentuando il rosso carota, e indossò le tutine spaziali matelassé che Freddie gli aveva confezionato (ispirandosi ai costumi di “Arancia meccanica” di Kubrick) per le prime apparizioni televisive e il lancio del singolo “Starman”. Personaggio misterioso Burretti: si dileguò dopo aver disegnato i costumi per il Diamond Dogs Tour, la sua famiglia ne denunciò la scomparsa e fu dato per disperso.

 

BOWIE 4BOWIE 4

Quando si seppe della morte, tutti avevano dimenticato il suo nome. Non Bowie, che scrisse: «È stato uno dei personaggi più creativi con i quali abbia mai lavorato. Freddie e io costruimmo un mondo a nostra immagine e somiglianza. Ho conservato tutto quel che hai fatto per me, ne avrò cura in tua memoria».

 

ZIGGY STARDUST/ 2 ( 1973)

Ziggy stardust rubò la scena a David Bowie, lo ridusse, parole sue, a un fragile psicopatico schizoide preda della cocaina. L’epopea dell’alter ego fu fulminante: dal gennaio 1972 al giugno 1973, quando in un mesto e delirante finale di concerto all’Odeon di Hammersmith (filmato da D. A. Pennebaker) l’artista annunciò ai fan in lacrime la morte di Ziggy.

BOWIE 3BOWIE 3

 

Per calarsi nei panni del messia rock venuto dallo Spazio Bowie utilizzò un complice “alieno”, Kansai Yamamoto, il primo stilista giapponese approdato a Londra, anni prima di Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo.

 

Con lui Bowie mise a punto il look di una creatura dalla bellezza inquietante e visionaria, indefinibile sessualmente ma non asessuata, sospesa nel tempo e nello spazio, star di Broadway, off-Broadway e kabuki onnagata — gli attori che interpretava-n o ruoli femminili nel teatro giapponese.

 

BOWIE 2BOWIE 2

Glam, transgender, camp rock? Di più, e oltre. I costumi avveniristici di Yamamoto e il make up di Biba modellato sulle maschere kabuki definirono una nuova forma di cabaret rock che sconvolse la mente di Bowie e istigò nel giovane pubblico una morbosità che non si ricordava dai tempi di Elvis.

 

ASHES TO ASHES ( 1980)

Minimalismo e sobrietà: con la trilogia berlinese Bowie fece piazza pulita degli isterismi di Ziggy, ma anche del fragile crooner che negli anni di “Young Americans” e “Station to Station” si mostrava nei talk show letteralmente divorato dalla cocaina.

 

Fece cinema (“L’uomo che cadde sulla terra”,”Just a gigolo”), teatro (“The Elephant Man”), conobbe Lennon e Elizabeth Taylor vestito da perfetto gentleman. Le fantasie transgender rispuntavano qua e là, come nel video di “Boys Keep Swinging”, diretto da David Mallett, in cui c’è anche un cameo della Dietrich.

BOWIE 5BOWIE 5

 

Ma fu nel minifilm di “Ashes to Ashes” che Bowie recuperò il suo smalto di trasformista, indossando quel magnifico costume da Pierrot disegnato da Natasha Korniloff (che si occupò anche del guardaroba dello Stage Tour); in pochi minuti, scampoli di commedia dell’arte, suggestioni degne di Watteau e qualche referenziale autoironia (il Maggiore Tom di “Space Oddity” è ora un pensionato tossicodipendente).

 

SOUND + VISION ( 1997)

Nel look della maturità, eleganza e stile soppiantano stravaganza e trasgressione. Sebbene abbia sempre continuato a professarsi un ignorante in fatto di moda (c’è poco da crederci, soprattutto dopo il matrimonio con la top model Iman Abdulmajid), Bowie era perfettamente consapevole di aver fornito spunti a dozzine di blasonati couturier.

 

DAVID BOWIE ISDAVID BOWIE IS

Il crooner postmoderno degli ultimi decenni poteva anche affidarsi a questo o a quello stilista — nelle creazioni c’era comunque la sua impronta, che la confezione portasse la firma di Giorgio Armani (Sound + Vision Tour), Alexander McQueen (Earthling; Outside Tour), Hedi Slimane (Heathen Tour) o Deth Killers of Bushwick (Reality Tour). Ormai Ziggy Stardust ci aveva trasformato tutti in guardoni. E Bowie schiavizzato con il suo slogan, “sound + vision” .

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…