ALLA FACCIA DEI RADICAL-MUFFI, “VACANZE DI NATALE” E IL CINEPANETTONE COMPIONO TRENT’ANNI: IL DIVERTIMENTO SCOREGGIONE DEL RAMPANTISMO ALL’ITALIANA FU VERA GLORIA?


Giuseppe De Bellis per "il Giornale"

Indietro di 30 anni esatti, antivigilia del Natale 1983: «Via della Spiga-Hotel Cristallo di Cortina 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing». A sei anni non potevi capire tutto. Oggi sì. Vacanze di Natale era un film che avrebbe dovuto riempire quei giorni, invece creò un genere e con il genere un generone e con un generone un'intera generazione di fissati. Perché quello, il primo cinepanettone, è un fenomeno di costume.

L'unica nostalgia che si concedono anche gli antinostalgici. Ci sono gruppi su Facebook declinati per battute del film o per personaggi,ci sono cofanetti in dvd, c'è un sito web che raccoglie qualunque cosa su quel Vacanze di Natale, ci sono gli ascolti che fa ogni volta che Rai, Mediaset o Sky lo manda in onda, ci sono intere cene tra amici condite con gli sketch di Christian De Sica, Jerry Calà, Guido Nicheli, Stefania Sandrelli, Claudio Amendola, Karina Huff. Un mondo che s'intende con le parole in codice. Prendi «Panta».

C'è sempre Nicheli, appena salito in camera con la moglie Ivana (Stefania Sandrelli) innaffiando di denaro il personale dell'albergo: «È scattata la regola numero due, giro di ricognizione del pueblo alla ricerca de los amigos . Hasta la vista . Ah, Ivana,mi raccomando il panta nell'armadio. Il pantalone bello diritto eh. Hai capito? E un po' di ordine in stanza. See you later ... ».

Il panta, sì. Nella vita di ciascuno di noi fissati con quel film, c'è una citazione per qualunque cosa. Una specie di manuale del filmicamente scorretto, condito dal sapore e dal clima che quel film trasmette. Era un'Italia che sapeva ridere di più, probabilmente. Battute maschiliste, sessiste, sbagliate. Chissenefrega. Era anche l'aspirazione a modificare il proprio status. Esempio: per un ragazzino del Sud, Cortina era inarrivabile.

Col suo mondo, con la sua gente, con le sue mode. La settimana bianca che oggi non si può neanche sentire pronunciare per quanto è triste, all'epoca era un punto d'arrivo. A Natale, poi, era da signori. E quel film raccontava proprio questo. C'era la famiglia di macellai di viale Marconi a Roma che, invece di andare a Ovindoli (Ovindolo, dice Mario Brega), piomba a Cortina con le sue cafonaggini. La signora della Roma bene si scandalizza e si lascia andare: «Scusa, ma se i Torpigna ( i borgatari), dopo averci invaso piazza di Spagna, ci invadono anche Cortina, allora io non so, vendiamoci la casa».

Ovviamente si scoprirà che la signora snob è una ex torpigna ripulita. E a svelarlo è un Christian De Sica straordinario, che arriva da New York con bellissima fidanzata al seguito, si ferma davanti a casa, la guarda e le dice: «Residenza Covelli.Secondo te, stiamo messi male? No, dico: stiamo messi molto male?».

È il viziato andato all'estero che rientra in Italia, fa sfoggio di femmina e denaro, ma poi finirà a letto con il maestro di sci. Scoperto dai genitori dirà: «Apà, a te t'ha fregato il benessere. Tu facevi il capo mastro. Invece oggi c'hai i soldi e te scandalizzi. M'hai mandato in America, a New York, noi semo de Frascati. A papà e piantala... E poi, mamma gioca a Gin al circolo Canottieri e se veste da Versace? Tu metti l'orologio al polso come Gianni Agnelli? E io vado a letto co Leonardo Zartolin, perché nun se po'?».

Non si può non capire perché ci siano fan che se lo ricordano a memoria, che lo recitano, lo guardano e lo riguardano. C'era la scalata sociale,c'era la tensione al benessere, c'era la voglia di rasserenarsi, c'erano uomini che parlavano di macchine e donne, ragazze che leggevano i rotocalchi,c'era l'eterno duello Roma-Milano, c'era l'amore, c'erano le corna, c'era il calcio: «Errore, il 9 in pagella si dà solo a Falcao».«Errore tuo,io a Falcao glie dò 10».

Chi odia i Cinepanettoni per snobismo e per presunzione, non può capire. O forse non vuole. Noi lo vogliamo, noi lo guardiamo. Un orgoglio piccolo borghese che sfida una critica che già all'epoca cominciò a sminuire il valore cinematografico, sociale ed economico del genere. Christian De Sica l'ha pagata, ma semplicemente non ne conoscono il valore. Non accettano tutto ciò che questo film è riuscito a creare.

Gli hanno dato letture di ogni forma e fattezza, compresa quella politica. Balle per giustificare l'odio nei confronti di un successo che non si spiegava con una forma d'arte, ma con una complicità evidente tra trama, attori e pubblico. L'ha detto Christian De Sica a Michele Masneri su Studio: «È chiaro che, drammaturgicamente, i cinepanettoni lasciano il tempo che trovano, però è anche vero che in ognuno ci sono cinque minuti fantastici (...) Quelli della mia generazione non avevano paura di far ridere, non avevamo paura di pigiare l'acceleratore sulla superficialità, sulla volgarità, sul doppio senso. Ci sono dei comici che lo fanno ancora, come Checco Zalone, e infatti fa il botto. La verità è che gli altri sono dei brillanti, non sono comici. Hanno paura di far ridere, perché non sta bene».

In Vacanze di Natale si ride. E i minuti fantastici sono più di cinque. Sono tutti. Scusate l'entusiamo, la partecipazione, il senso d'appartenenza. Ma come fai a non sentirti bene quando senti la colonna sonora: I like Chopin di Gazebo, Amore disperato di Nada, Sunshine Reggae.

Il meglio di certi anni Ottanta condensati in un'ora e mezza. C'è Jerry Calà che canta una Maracaibo migliore della versione originale. C'è Karina Huff che dopo una notte di sesso con Amendola lo lascia e lo incoraggia: «Quando torni a Roma, racconta tutto ai tuoi amici. Ci tengo a fare bella figura a viale Marconi». Scorretta e reale. C'è l'ultrà Luca che guarda romanticamente la sua Serenella la notte di Capodanno, dopo mezzanotte, e le dice: «Serenè, ma secondo te dove passa il Capodanno Toninho Cerezo?... Secondo me dorme, perché è un professionista».

C'è l'Italia, ci siamo noi. Almeno quelli fatti così. Il film ebbe successo all'epoca, ma nessuno si sarebbe aspettato il seguito. L'inizio di un'era e poi l'inizio di una mania per quello, per il primo. Vacanze di Natale uno , lo chiamiamo noi. A sei anni sentivi la gente sorridere e ridere. La vedevi felice all'uscita del cinema. La videro anche gli attori. De Sica l'ha ricordato: «Erano tempi difficili per me, ancora oggi se lavoriamo è grazie a quella pellicola. Quando uscì, io la vidi in sala con il pubblico che rideva, dissi a mia moglie, "mo' se magna"». Avrebbe potuto essere una battuta del film. Invece era solo la verità.

 

vacanze-di-natale-a-cortina-cinepanettone-de-sicaVACANZE DI NATALE A CORTINA FERILLI E DE SICA IN VACANZE DI NATALE A CORTINA GHINI PANARIELLO BELEN CINEPANETTONE jpegNatale a Beverly HillscinepanettoneCINEPANETTONE DE SICA jpeg

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…