VIDEO? DUNQUE NON SUONO” E KEITH JARRETT FECE SPEGNERE LE LUCI SUL PALCO DI UMBRIA JAZZ –PIÙ CHE IL REALE, CI PIACE LA SUA RAPPRESENTAZIONE

1 - "NIENTE FOTO", JARRETT FA LE BIZZE E SUONA AL BUIO
Valerio Cappelli per "Il Corriere della Sera"

È sempre la stessa vecchia storia, canterebbe il pianista di Casablanca. Dopo l'incidente del 2007, in cui aveva maledetto la città intera per le fotografie che lo disturbavano, Keith Jarrett l'altra sera a Umbria Jazz ha tenuto il bis. Ai primi flash ha detto «See you later», Ci vediamo dopo, e si è dileguato dietro le quinte.

Quando è tornato, ha fatto spegnere le luci sul palco dell'Arena Santa Giuliana. Doveva essere il concerto della riappacificazione con la rassegna umbra. Talento imprevedibile quando suona, le sue intemperanze e irascibilità sono invece assai prevedibili: il 16 luglio 1983, durante il suo primo recital a Roma, in piazza del Campidoglio, interruppe per due volte la galoppata di improvvisazioni, prima per un clic, poi per un flash.

Alle richieste di bis, rispose con un discorsetto in cui, con una lattina di Coca-Cola in mano, paragonando arte e cibo, concluse che le scorpacciate fanno male. Il fatto è che il geniale pianista jazz americano quando si esibisce all'aperto pretende il silenzio assoluto. Non va meglio al chiuso. Nel 2007 alla Scala rimprovera il pubblico: «Chi tossisce cancella le dinamiche».

Due anni dopo, al San Carlo di Napoli, polemizza ancora per qualche colpo di tosse e ordina che si possa entrare al massimo fino a 15 minuti dall'inizio. Nel 1975 suonò dal vivo nella piazza principale di Perugia. Alla fine commentò: «Allora ero giovane, usavo tante note e mi importava molto del contatto col pubblico».

2 - VIDEO, SONO DUNQUE
Emilio Marrese per "la Repubblica"

Se fotografiamo i cannelloni che abbiamo sotto al naso, per poterli apparecchiare su Facebook ancora fumanti (e pazienza se dovremo mangiarli più freddi nel caso in cui si debba uscire dal ristorante per catturare il segnale 3G), figurarsi se non filmiamo Vasco Rossi che canta "Vita spericolata" proprio davanti a noi o Bruce Springsteen o Paul Mc Cartney o chiunque si metta a tiro di telefonino. Keith Jarrett no, e tanto peggio per lui se l'altra sera a «Umbria Jazz» ha spento la luce per non sentirsi carne da smartphone. Video ergo sum. Oggi va così.

Perfino Mario Monti, l'avete visto, l'anno scorso da fresco premier s'era messo a riprendere col suo cellulare il carosello dei carabinieri a cavallo alla commemorazione della battaglia di Pastrengo del 1848. E ancora era molto lontano il giorno in cui gli avrebbero appioppato un cucciolo in braccio per filmare la faccia che faceva lui, in diretta tv.

Se non mettiamo un filtro elettronico tra noi e quello che vediamo, un terzo occhio che affidi il vissuto a una memoria artificiale, è come se non avessimo visto e vissuto niente. E non è solo una deriva da nativi digitali (come dimostra l'esempio di Monti), perché infatti al concerto buio di Jarrett mica c'erano i teenagers di Gangnam style.

E' la morte certificata dell'emozione in diretta: pagare un biglietto, spesso anche salato, per vedere finalmente dal vivo qualcosa di unico, come i cento metri di Bolt, e poi non vederli ma filmarli, col bel risultato di averli visti peggio che alla tv, preoccupati dell'inquadratura, e di aver archiviato nell'hardisk un inutile inguardabile spezzone di dieci secondi con un puntone nero giamaicano che si muove laggiù sfuocato. Boh. Sarà il bello dell'indiretta.

Con tanti saluti a quei neuroni prepensionabili che ci servirebbero per custodire nel tempo, seppiare, rivivere, trasformare e mitizzare l'attimo fuggente: qua non ci deve più sfuggire nulla, altroché. Il granello non speri più di diventare perla nell'ostrica del nostro cervello: si accontenti di essere un post o un tweet nell'oceano social. «Siamo protesi» sorride il sociologo Vanni Codeluppi: «Non si fruisce più dell'esperienza attraverso il proprio corpo, ma attraverso uno strumento elettronico di mediazione dell'esperienza stessa.

Guardate la gente al ristorante: sono lì eppure anziché socializzare coi commensali mandano sms e chattano socializzando con chi sta altrove. Non si gode più del momento. Non si è lì, come a Woodstock, ma ci si isola e si va in un'altra dimensione per condividere con chi è fuori. Nella società della mediatizzazione conta ciò che è dentro il medium: la vita è sul web, non lì.

L'esperienza diretta vale meno di quella mediata. Quello che stai vivendo in diretta vale meno se non è condiviso, amplificato, diffuso, archiviato telematicamente. Sarà assurdo, ma oggi è così».

Oggi perché abbiamo lo strumento che ce lo consente, ma l'istinto, in realtà, è primordiale, secondo il filosofo Remo Bodei: «Madame de Staël a inizio Ottocento sosteneva già che al tempo non si potesse ormai più vivere nessuna esperienza che non sembrasse di aver già letto da qualche parte. E oggi ci si sente vivere solo se qualcuno ci sta riprendendo. E' una specie di tic sociale. Come l'applauso alla bara. Momenti di partecipazione collettiva in cui in realtà non si sta affatto assieme».

Carlo Freccero, massmediologo, autore tv e ormai filosofo dello spettacolo honoris causa, sfodera un neologismo all'uopo: «E' la facebookizzazione. Faccio tutto solo per poterlo trasmettere alla mia comunità virtuale. Quando da ragazzo andavo sotto il palco dei Clash a scalmanarmi, se qualcuno mi avesse chiesto di fare una ripresa l'avrei mandato a quel paese: dovevo ballare, viverla. Oggi è più importante il contenitore del contenuto. Non vado per ballare o scalmanarmi ma per riprendere e mettere su Facebook. Non c'è spettacolo o evento in cui non si vedano tutti gli spettatori con un aggeggio in mano a filmare. Siamo diventati un spinotto del nostro telefono. Il fatto che, dopo lo straniamento iniziale da social network, cominciamo a chiederci cosa ci sta capitando, comunque, è già positivo».

Esisterebbe, manco a dirlo, una app studiata apposta. Si chiama Lively e serve a scaricare l'audio registrato direttamente dal mixer subito dopo la fine del concerto (per 4,99 dollari), oppure il video dell'evento già a partire dal giorno dopo (9,99 dollari). Soundhalo, invece, è un'altra app che consente di acquistare il video in formato mp4 di ogni singola canzone subito dopo la sua esecuzione dal vivo: ma non funzioneranno, e non solo perché bisogna pagarle, ma perché non rispondono all'impulso di filmare con la propria mano, tremolante sì ma la propria, e condividere, e dire così al proprio piccolo mondo «io c'ero».

Distratto, ma c'ero. Per le registrazioni di qualità audio e video migliore, d'altronde, esistevano già i dvd, se quello che interessava era solo rivedere o rigustare. «Guy Debord - rammenta Walter Siti, scrittore freschissimo di Premio Strega - nel suo saggio «La società dello spettacolo» del 1967 profetizzava: non si tratta solo dei media che vogliono spettacolarizzare tutto, ma di tutti noi che stiamo diventando spettacolo a noi stessi. Sembrava una tesi avventurosa, specie in un periodo come quello in cui tutti nutrivamo il sogno di prendere in mano la nostra vita, e invece è quanto s'è avverato.

Concepiamo noi stessi come attori di uno spettacolo planetario, e se non partecipiamo ci sentiamo esclusi. Ci siamo abituati tanto all'idea che tutto è rappresentazione che se non mi infilo anche io dentro al tramonto che sto vedendo o al concerto che sto ascoltando, allora non l'ho vissuto davvero. La vita non è più riconoscibile come tale se non è rappresentata».

E ora che basta solo un iPhone per riuscirci, siamo al delirio collettivo. Resistere non serve a niente, no. Ma chi filma per mestiere, che ne pensa? «Che se ne può solo sorridere - risponde il regista Paolo Virzì - . E' vero: se non è filmato, non è accaduto. Ma non bisogna essere moralisti: vivere oggi è un allegro disastro ».

 

 

Keith jarrett piano keith jarrett JARRETT IL PROFILO DI MARIO MONTI SU FACEBOOKbruce springsteen PAUL MCCARTNEYCARLO FRECCERO Walter Siti Paolo Virzi

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….