mojtaba khamenei donald trump benjamin netanyahu

'NDO STA L'AYATOLLAH? - L'AMBASCIATORE IRANIANO A MOSCA SMENTISCE CHE MOJTABA KHAMENEI SI TROVI IN RUSSIA PER RICEVERE DELLE CURE MEDICHE, COME IPOTIZZATO DAL TABLOID "AL JARIDA" - SECONDO LE RICOSTRUZIONI, IL FIGLIO DI ALI KHAMENEI SAREBBE STATO FERITO DURANTE L'ATTACCO CHE HA UCCISO SUO PADRE (SI SAREBBE SALVATO PER UNA BOTTA DI CULO: ERA IN GIARDINO). PUTIN IN PERSONA SI SAREBBE SPESO PER OFFRIRE DI CURARE A MOSCA LA NUOVA GUIDA SUPREMA - I MILLE STRATAGEMMI PER COPRIRE MOJTABA KHAMENEI CHE, NEL FRATTEMPO, GLI 007 AMERICANI HANNO DESCRITTO COME IMPOTENTE E OMOSESSUALE...

Teheran smentisce che Mojtaba Khamenei sia in Russia per cure mediche
(ANSA) - MOSCA, 17 MAR - L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha smentito le notizie secondo cui il nuovo leader supremo Mojtaba Khamenei si troverebbe in Russia per cure mediche. "Prima del giorno dell'aggressione americana e sionista contro l'Iran, la mattina del mese sacro più venerato, la notizia della fuga del martire Khamenei in Venezuela e Russia ha dominato la copertura mediatica del movimento satanico.

 

Oggi, la notizia del trasferimento della Guida suprema della Rivoluzione in Russia per cure è una nuova guerra psicologica. I leader iraniani non hanno bisogno di fuggire e nascondersi nei rifugi", ha dichiarato Jalali, citato dalla Tass. Ieri la testata kuwaitiana Al-Jarida, avava riferito che Mojtaba Khamenei sarebbe stato segretamente trasportato a Mosca su un aereo militare russo per sottoporsi a un intervento chirurgico, dopo essere rimasto ferito nell'attacco del 28 febbraio.
 

 

1 - "KHAMENEI CURATO A MOSCA" E IL CREMLINO NON SMENTISCE

Estratto dell'articolo di Rosalba Castelletti per “la Repubblica”

 

Mojtaba Khamenei

Non una smentita, né una conferma. Alla domanda se la nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei si trovasse a Mosca per cure mediche, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha risposto lapidario: «Non commentiamo questo genere di notizie».

 

L'indiscrezione arrivava dal tabloid kuwaitiano in lingua araba Al Jarida: il figlio ed erede politico dell'ex Ayatollah — ha scritto — sarebbe stato trasferito in segreto a Mosca giovedì scorso a bordo di un aereo militare russo dopo essere rimasto ferito nell'attacco del 28 febbraio che aveva ucciso il padre. Stando ad Al Jarida, sarebbe stato lo stesso leader del Cremlino Vladimir Putin a offrire le cure in una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

 

meme su mojtaba khamenei

Khamenei Jr sarebbe già stato sottoposto a un intervento chirurgico in una clinica privata e ora sarebbe convalescente in una delle protette residenze presidenziali. Al Jarida sostiene anche che il vero autore del primo messaggio attribuito a Mojtaba sarebbe stato il segretario generale del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Ali Larijani.

 

Sabato scorso il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva provato a rassicurare: «Non c'è alcun problema con la Nuova Guida Suprema». E il Daily Telegraph ieri scriveva che Khamenei sarebbe sopravvissuto ai raid del 28 febbraio perché «era uscito in giardino» a fare una passeggiata.

 

Ma la sua mancata apparizione in pubblico dalla nomina continua ad alimentare una girandola incontrollata di speculazioni: da trattamenti londinesi per l'infertilità all'omosessualità e relazione di lunga data col suo tutore d'infanzia per cui il padre temeva che non potesse essere un erede papabile. Nulla di verificato però.

 

mojtaba khamenei 2

«Non sappiamo se Mojtaba Khamenei sia morto o no. Dirò solo che nessuno l'ha visto, il che è insolito», ha detto il presidente statunitense Donald Trump in conferenza stampa. «Molti dicono che è gravemente sfigurato, che ha perso una gamba e che è stato ferito molto gravemente. Altri dicono che è morto», ha aggiunto.

 

Della presunta omosessualità di Mojtaba, non ha parlato. Secondo il New York Post, però, dopo esserne stato informato dalla Cia la scorsa settimana, sarebbe scoppiato a ridere e non avrebbe «smesso di ridere per giorni». [...]

 

DAI PIZZINI AL BURRACO, I MILLE STRATAGEMMI PER COPRIRE KHAMENEI

Estratto dell'articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

MEME SU DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU CHE DIMENTICANO DI AVVERTIRE GIORGIA MELONI

È caccia al secondo dei Khamenei. Trump e Netanyahu sono pronti a rivendicarne l’omicidio come hanno fatto con il padre. L’hanno definito un «topo nascosto sottoterra», «un peso leggero», «un leader inadeguato», «non tanto supremo», «con cui non si può trattare», «che l’unica cosa intelligente che può fare è arrendersi». Mojtaba Khamenei è il Bersaglio. Per la mentalità occidentale, se venisse ucciso, anche la volontà di resistenza dei Pasdaran verrebbe meno. [...]

 

Di Mojtaba Khamenei si dice sia stato ferito dal bombardamento che gli ha decimato la famiglia: padre, madre, moglie, un figlio e due nipoti. Dove si nasconde? E come sta cercando di non farsi trovare? Può essere nei sotterranei di un ospedale. A Qom, la città santa, in un seminario religioso. Ovunque tranne che in una località indicata dalle mappe come sede governativa o dei Pasdaran. Per capire «come» si nasconde si può guardare agli esempi dei latitanti di mafia o ai programmi di protezione per testimoni.

mojtaba khamenei 4

 

La base è uno scudo a cerchi concentrici, che non si conoscono tra loro, per cui se ci fosse una breccia non si potrebbe risalire a tutti gli altri. L’anello più vicino dev’essere composto da poche forze fidate ed efficienti. Non possono essere numerosi per non dare nell’occhio. Il secondo cerchio dev’essere affidato a insospettabili. Civili, bambini, donne che portino i messaggi al terzo cerchio, quello che trasmette la comunicazione alla leadership politica.

 

Resta il problema dei sistemi di trasmissione tra i vari strati e cerchi di protezione. Con la superiorità digitale dei nemici, qualsiasi telefono o computer è da escludere. Le guardie e lui stesso non possono avere addosso alcun cellulare che sarebbe hackerabile o attivabile a distanza. Resta sempre valido il sistema Riina: pizzini, fogli di carta, niente più.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

 

Per segnalare un’esigenza si può dare fuoco a un pneumatico, appendere un lenzuolo, portare a spasso il cane. Dal secondo o meglio dal terzo anello si può cominciare a parlare in codice attraverso sim telefoniche usa e getta oppure rispolverando tecnologie analogiche. Nei film ( Independence Day o 007) avevano ipotizzato il telegrafo o le radio. Ancora validi.

 

Una volta lontani fisicamente dal Bersaglio, si può rientrare nel mondo digitale. Ma con prudenza. Un sistema innovativo è la blockchain che non serve più solo ai Bitcoin, ma anche a comunicare. Più semplici le chat dei giochi. Dalla Xbox alla Playstation, fino ai siti di burraco. Anche quelli sono intercettabili, ma sono miliardi in tutto il mondo e si possono alternare tra loro facendo impazzire chi cerca di trovare la fila di briciole che porta a Mojtaba Khamenei. Un errore e il Bersaglio è morto.

Mojtaba Khameneibenjamin netanyahu donald trump mar a lago 3benjamin netanyahu donald trump mar a lagoMOJTABA KHAMENEI - PRIMO DISCORSO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)