marianna madia

IL “740” E’ MIO E LO GESTISCO IO. I DIRIGENTI PUBBLICI CONTRO LA MINISTRA MADIA – UN DECRETO LI OBBLIGA A PUBBLICARE LA SITUAZIONE PATRIMONIALE, MA NON CI STANNO: “C’E’ LA PRIVACY. ED I MALINTENZIONATI CI POTREBBERO SEGUIRE FINO A CASA” – IL LORO SINDACATO RICORRERA’ AL TAR PER LA “SOSPENSIONE IMMEDIATA” DEL PROVVEDIMENTO

 

Chiara Brusini per il Fatto Quotidiano

 

dirigenti pubblici dirigenti pubblici

Se un dirigente delle Entrate o un “mandarino” ministeriale guidano una Ferrari, i cittadini italiani non devono saperlo. C’è la privacy, bellezza. In prima linea nel difenderla, fedeli al ruolo, si sono schierati i capi dei dipartimenti e dei servizi del Garante per la protezione dei dati personali. Ora, confortati dal precedente andato a buon fine (il Tar del Lazio ha dato loro ragione), si muovono compatti tutti gli altri, rappresentati dal sindacato Unadis (Unione nazionale dei dirigenti dello Stato). Che annuncia diffide ai ministeri e ricorsi alla giustizia amministrativa. Nel mirino c’è il Freedom of information act italiano, adattamento della legge statunitense che garantisce ai cittadini l’accesso a ogni informazione in possesso dello Stato.

 

DIRIGENTI PUBBLICIDIRIGENTI PUBBLICI

Il fatto è che in nome della trasparenza la nuova normativa, contenuta in uno dei decreti attuativi della riforma Madia della pubblica amministrazione, obbliga i dirigenti pubblici a rendere nota la loro situazione patrimoniale, cioè le proprietà immobiliari e gli altri beni di cui sono in possesso. Una misura che ha l’obiettivo di far emergere eventuali differenze macroscopiche tra lo stile di vita che conducono e il reddito che ricevono dal ministero, dall’agenzia fiscale, dall’ente locale o dalla partecipata pubblica di cui sono dipendenti. Differenze che, nel caso ci fossero, potrebbero far suonare un campanello d’allarme e aprire la strada a verifiche su eventuali fenomeni di corruzione.

 

il segretario generale di Unadis Barbara Casagrandeil segretario generale di Unadis Barbara Casagrande

I dirigenti non ci stanno: “Perché adesso bisogna indicare la casa in cui viviamo, le nostre proprietà, tutti i beni posseduti anche se di famiglia, l’automobile ed ogni altro avere? Noi non ricopriamo incarichi politici“, attacca il segretario generale di Unadis, Barbara Casagrande. Il Foia prevede che i dati vengano pubblicati nella sezione Trasparenza dei siti web delle amministrazioni entro il 30 aprile. Manca poco più di un mese e il sindacato ha lanciato la sua offensiva: da un lato le diffide, dall’altro il ricorso al Tar Lazio “con istanza di sospensione e di adozione di misure cautelari presidenziali“. Dalla sua, sostiene, c’è la normativa sulla privacy.

 

CANTONE G7CANTONE G7

“Cosa potrebbe accadere con la pubblicazione di tutti i dati e con i malintenzionati che potrebbero seguirci fino a casa e sapere ogni cosa della nostra vita?”. Ma, a scanso di equivoci, occorre chiarire che il decreto non prevede affatto che siano resi noti gli indirizzi. Per prima cosa, infatti, il modello di dichiarazione messo a punto dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) prevede solo l’indicazione della tipologia e della quota di titolarità dell’immobile. Inoltre “i responsabili della trasparenza nominati da ogni amministrazione sono tenuti a depurare tutte le informazioni dai dati sensibili, come richiesto dal Garante della Privacy che ha esaminato il testo nel dettaglio”, spiega a ilfattoquotidiano.it Guido Romeo, cofondatore dell’associazione no profit Diritto di Sapere che ha promosso il recepimento in Italia del Foia.

 

irpefirpef

I dubbi del garante, insomma, sono stati risolti. Non quelli dei suoi dirigenti, però, che si sono mossi con largo anticipo e già il 2 marzo hanno ottenuto dal Tar Lazio un’ordinanza che sospende in via cautelare l’efficacia delle note con cui il segretario generale del Garante ha chiesto di fornire i dati. Il tribunale amministrativo ha rilevato in particolare “la consistenza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità con le norme di diritto comunitario sollevate in ricorso” e ha valutato “l’irreparabilità del danno paventato dai ricorrenti, discendente dalla pubblicazione online, anche temporanea, dei dati per cui è causa”.

 

tassetasse

Forti del precedente, i dirigenti hanno deciso di alzare il tiro e cercare di fermare la norma su scala nazionale. “Siamo continuamente sottoposti a controlli – lamenta Casagrande – Abbiamo l’obbligo di pubblicare i nostri compensi che derivano da oneri a carico della finanza pubblica. E non abbiamo mai contestato questo obbligo che si basa sulla trasparenza e ci sembra legittimo dato che parliamo di soldi pubblici”.

 

Ma i dati patrimoniali, sostiene, sono un’altra cosa. “I lavoratori privati non hanno alcun obbligo di pubblicazione dei loro redditi o del patrimonio immobiliare”. Per questo “ci opporremo con forza a tale provvedimento nel rispetto delle nostre vite, di quella dei nostri familiari e della nostra privacy. Non vogliamo essere il capro espiatorio della politica e degli amministratori pubblici”. Ma, fa notare Romeo, “negli Usa e in molti Paesi europei la pubblicazione delle informazioni patrimoniali è una prassi”.

Guido RomeoGuido Romeo

 

Secondo le elaborazioni dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, i soggetti interessati dai nuovi obblighi di trasparenza sarebbero 140mila. In attesa della prima pronuncia cautelare del giudice amministrativo, che secondo il sindacato dovrebbe arrivare “entro la fine di questo mese e comunque prima della scadenza dell’obbligo di pubblicazione dei dati”, l’Unadis “ha invitato tutti i dirigenti a non trasmettere né pubblicare nessun dato personale”.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...