“UMBERTO BOSSI LA POLITICA ITALIANA L’HA CAMBIATA DAVVERO” – ALBERTO MATTIOLI: “ALLA FINE, IL VISIONARIO LA PADANIA NON L'HA LIBERATA E ANZI IL SUO PARTITO È DIVENTATO SOVRANISTA E NAZIONALE, E VINCE ANCHE AL SUD. MA LA LEGA, CHE ALL'INIZIO ERA IL SOGNO, O L'ILLUSIONE, DI QUATTRO AMICI AL BAR, OGGI È IL PARTITO PIÙ ‘ANTICO’ FRA QUELLI RAPPRESENTATI IN PARLAMENTO” – IL TITOLO DI STUDIO PER CORRISPONDENZA ALLA SCUOLA RADIO ELETTRA E LA BUGIA ALLA PRIMA MOGLIE SUL LAVORO: PER ANNI LE HA FATTO CREDERE DI ESSERE MEDICO. OGNI MATTINA USCIVA DI CASA E DICEVA: “CIAO AMORE, VADO IN OSPEDALE” – LA CARRIERA ARTISTICA: NEL 1961 È A CASTROCARO CON IL NOME D’ARTE DI “DONATO”: VIENE ESCLUSO IN SEMIFINALE PERCHÉ LA SUA CANZONE VIENE CONSIDERATA “TROPPO TRISTE” - VIDEO
Estratto dell’articolo di Alberto Mattioli per “La Stampa”
umberto bossi ministro delle riforme 2002 foto lapresse
Adesso che non c'è più, le immagini si affollano e si sovrappongono. Il pratone di Pontida e l'ampolla con l'acqua del sacro Po.
La canotta a casa Berlusconi a Porto Cervo e i centomila armati bergamaschi pronti alla marcia su Roma con il colpo in canna. I comizi di tre ore e le cene in pizzeria alle tre di notte.
Il Tricolore di cui proclamava di voler fare un uso poco ortodosso («Per pulirmi il c...») e il Sole delle Alpi innalzato in piazza a Venezia il giorno dell'«indipendenza» della Padania. E naturalmente «La Lega ce l'ha duuuuro!», strillato con la «ü» longobarda e facendo il gesto dell'ombrello.
Però Umberto Bossi la politica italiana l'ha cambiata davvero. Alla fine, il visionario la Padania non l'ha liberata e anzi il suo partito […] è diventato sovranista e nazionale, e vince anche al Sud. Ma la Lega, che all'inizio era il sogno, o l'illusione, di quattro amici al bar, oggi è il partito più «antico» fra quelli rappresentati in Parlamento.
Come per tutti gli agitatori, gli inizi della carriera politica sono incerti come le scelte professionali. Papà operaio, mamma portinaia, l'Umberto nasce nel '41 a Cassano Magnago, provincia di Varese, profondo Nord.
L'unico suo titolo di studio certo è quello di tecnico elettronico ottenuto per corrispondenza alla mitica Scuola Radio Elettra, anche se Bossi rivendica un diploma liceale e alla prima moglie fece credere per anni di essere medico. Lei raccontò che ogni mattina lui usciva di casa con la valigetta dicendole: «Ciao amore, vado in ospedale», ma alla laurea gli mancarono sempre sei esami.
umberto bossi 1997 foto lapresse
Prova anche la carriera artistica: nel '61 è a Castrocaro, cantautore con il nome d'arte di Donato, escluso in semifinale perché la canzone viene considerata «troppo triste». Di quell'esperimento resta un 45 giri con Bossi che canta il boogie woogie «Ebbro» e, lato B, «Sconforto»: anche qui, i soliti salti d'umore.
Dopo una giovanile sbandata a sinistra, durante la quale si iscrive pure al Pci, la folgorazione federalista arriva nel '79: entrando in Facoltà a Pavia, fuoricorso alla tenera età di 38 anni, Bossi scopre un manifesto dell'Unione Valdôtaine e diventa amico del suo leader, Bruno Salvadori.
Nello stesso anno, inizia il sodalizio con il primo dei suoi discepoli: Roberto Maroni. […] Il primo partitino arriva nell'80 e si chiama Unolpa, Unione Nord Occidentale dei Laghi PreAlpini, ispirata all'Uopa, Unione Ossolana per l'Autonomia.
umberto bossi con i figli al mare foto lapresse
La Lega autonomista lombarda nasce nell'82, la Lega lombarda due anni dopo, la Lega Nord, che federa i vari partitini autonomisti, nell'89. […]
Nell'87, Bossi viene eletto senatore e da quel giorno per tutti è il «Senatùr», anche se poi dalla legislatura seguente passa alla Camera e ci resta fino all'ultima, quando torna, controvoglia, a Palazzo Madama.
Il resto è la storia politica italiana degli ultimi trent'anni. La strada verso il potere è aperta da Tangentopoli, che spazza via i vecchi pentapartiti, benché poi Bossi ammetta al processo Enimont di aver ricevuto, anche lui, un finanziamento illecito.
rita forte e umberto bossi 1990 foto lapresse
Ma scende in campo Berlusconi e nel '94 il Polo delle Libertà in cui entra anche la Lega porta Silvio a Palazzo Chigi. Dopo la famosa estate della canotta, è Bossi che lo sloggia da lì. Il ribaltone viene tramato, raccontano i retroscena, insieme a Massimo D'Alema e Rocco Buttiglione nell'appartamento romano di Bossi dove da mangiare non c'erano che Coca-cola, pan carré e sardine: e fu subito «patto della sardina».
Gli anni che seguono sono quelli dell'opposizione dura e del secessionismo puro. Bossi proclama l'indipendenza della Padania e inaugura il relativo Parlamento a Mantova (con Matteo Salvini eletto per i Comunisti padani), mentre «La Padania» scrive del Cavaliere le peggio cose, accusandolo praticamente di tutto, mafia compresa.
UMBERTO BOSSI DA GIOVANE CON LA CHITARRA
Ma Bossi e Berlusconi continuano, stranamente, ad affascinarsi a vicenda. Sempre Maroni: «Berlusconi era colpito da quei comizi interminabili dove Bossi martellava gli ascoltatori per tre ore di fila, ripetendo sempre gli stessi concetti, e però la gente restava lì ad ascoltarlo.
Una fotografia dice tutto: loro due di spalle, con Berlusconi che mette la mano sulla spalla di Bossi in canottiera. Silvio, che odia il contatto fisico e ogni forma di trasandatezza, non l'avrebbe fatto con nessun altro».
E infatti i due tornano insieme. Nel 2001, la Casa delle Libertà, nuova versione del centrodestra, rivince le elezioni (anche se la Lega passa dal 10 e rotti a meno del 4) e Bossi è ministro delle Riforme.
L'11 marzo 2004, la sua vita cambia ancora: ictus, in circostanze su cui si sono fatti molti pettegolezzi. La ripresa è lenta, la parola resta difficile, un braccio pendente. Bossi torna pian piano alla vita, che poi per lui vuol dire la politica.
POST DEL MINISTERO DELL ECONOMIA DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
Nel 2008 è di nuovo ministro e di nuovo delle Riforme. Quattro anni dopo, lo scandalo dei rimborsi elettorali travolge non solo lui ma anche la sua famiglia. Bossi prova a resistere, ma deve dimettersi da segretario federale del partito il 5 aprile 2012. Negherà sempre che i soldi dei rimborsi elettorali siano finiti nelle tasche del «cerchio magico» che lo circonda, ma i giudici non sono dello stesso parere.
Arriva la condanna per truffa ai danni dello Stato, da quella per appropriazione indebita si salva solo perché il partito, parte lesa, non querela.
In ogni caso, la Lega sembra morta e sepolta. Bossi sparisce dalla scena pubblica per un anno, per tornare sceglie Pontida, si candida alle primarie ma viene sconfitto, anzi travolto, da Salvini che prende l'82% dei voti. Per i leghisti, adesso Bossi è il fondatore, il visionario, l'icona, oppure #ilpadre, come lo chiamano sui social.
giancarlo pagliarini umberto bossi
Ma non è più il leader, e anche la linea del partito non è più la sua, e il vecchio guerriero non si perita di farlo sapere. Continua a pensare che la grande questione nazionale sia quella settentrionale, che il federalismo sia l'unico modo per risolverla e che per ottenerlo l'unica strada possibile sia quella dell'alleanza con Berlusconi.
Salvini, com'è noto, non la pensa così e va avanti a destra. Sono lontanissimi i tempi in cui Bossi tuonava contro i «fascisti». Ma ormai nessuno lo ascolta più.
L'Umberto continua però a frequentare il Parlamento, e curiosamente più la Camera che il Senato dove pure è rieletto nel '18, ad andare alle feste della Lega e a fare qualche raro intervento, forse più applaudito che davvero ascoltato. La politica resta la sua vita. Fino a ieri.
Pierferdinando Casini e Umberto Bossi alle nozze di Pino Galati e Carolina Lussana
POST DI MATTEO SALVINI DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI
UMBERTO BOSSI AL FUNERALE DI SILVIO BERLUSCONI
FLAVIO TOSI UMBERTO BOSSI
SILVIO BERLUSCONI UMBERTO BOSSI
giancarlo bornigia e umberto bossi
il francobollo della royal mail con umberto bossi
renzo umberto bossi
luca zaia umberto bossi
umberto bossi luca zaia
umberto bossi e massimo dalema foto lapresse
umberto bossi
GIGLIOLA GUIDALI PRIMA MOGLIE DI UMBERTO BOSSI
umberto bossi e marco formentini nel 1990 foto lapresse
umberto bossi foto lapresse 13
