trump fbi

AMERICA FATTA A MAGLIE - C’È UNO SCANDALO CHE PUÒ AFFONDARE L’FBI. MA È TALMENTE GROSSO CHE I BUROCRATI DI WASHINGTON STANNO FACENDO DI TUTTO PER PROTEGGERE L’AGENZIA FEDERALE, CONSIDERATA ‘TOO BIG TO FAIL’. ORA PERÒ UN GRUPPO DI DEPUTATI E SENATORI VUOLE SCOPERCHIARE LE MAGAGNE - ‘LA RUSSIA È LA NOSTRA POLIZZA ASSICURATIVA NEL CASO SCIAGURATO DI VITTORIA DI TRUMP’, SCRIVEVA L’AGENTE ALLA SUA AMANTE. ORA I SUOI MESSAGGI SONO SPARITI, E…

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

DONALD TRUMP JAMES COMEY

Rotta di collisione, questo potrebbe accadere da un momento all'altro a Washington e potrebbe scoperchiare uno scandalo rispetto al quale Watergate è una roba per bambini dell'asilo . Scommettiamo? Tanto lo leggete solo qui. Da una parte c'è un'inchiesta pompata a dismisura da giornali e televisioni americani e del resto del mondo,che copia e incolla, su una presunta interferenza del governo Russo nelle elezioni del 2016, attivamente ricercata dalla campagna Trump.

 

È stato nominato un procuratore speciale nella persona di un ex direttore dell'Fbi, Robert Mueller, uomo rivelatosi molto al di sotto di ogni sospetto per passate pastette e imbrogli nei quali era sempre dalla parte del Partito Democratico e dei Clinton. Mueller va avanti un'inchiesta e finora ha provato poco e nulla, ma va avanti perché i poteri del procuratore speciale glielo consentono.

 

 Si dice ora che sia vicino a interrogare Donald Trump, e la rivelazione viene fatta con squilli di fanfare. Solo che le fanfare dimenticano di dire che dopo aver interrogato il presidente e aver tentato l'impresa abbastanza disperata di vedere se è possibile incastrarlo per ostruzione alla giustizia nel licenziamento di James Comey , un altro direttore dell' FBI dalla coscienza poco pulita, al procuratore speciale resta ben poco da fare. O ha le prove per la richiesta di impeachment o la chiude l'inchiesta, e qui le prove non ci sono.

TRUMP COMEY

 

Dall'altra parte però c'è un gruppo di deputati e senatori repubblicani che ha finalmente avuto accesso ad alcuni documenti, che nelle commissioni Giustizia e Intelligence ha svolto indagini parallele, perché anche questo è il potere del Congresso e del Senato, e ora è pronto a chiedere la nomina di un secondo procuratore speciale, questa volta, udite udite, niente meno che contro l’Fbi, responsabile di avere ordito l'intero complotto contro Donald Trump con tanto di membri di una società segreta, prove stornate, documenti distrutti, interrogatori illegali e chi più ne ha più ne metta, a dimostrazione che il deep state di Washington contro questo presidente è stato ed è tutt'ora pronto a ogni nefandezza.

 

Succederà, non succederà? Vedremo, siamo in rotta di collisione.

Nascosta nelle pieghe di una informazione parziale e faziosa, la consapevolezza di un imbroglione terribile si sta facendo strada.

 

ROBERT MUELLER JAMES COMEY

 Stiamo agli elettori. È l'ultimo sondaggio di Rasmussen, Istituto ritenuto affidabile e che unico non sbagliò le previsioni delle elezioni del 2016, dicono che il 49% degli elettori americani crede che dovrebbe essere nominato uno Special prosecutor per investigare se alti funzionari dell'FBI hanno maneggiato in modo improprio è illegale l'investigazione su Hillary Clinton e Donald Trump. Non è d'accordo il 31% non è sicuro un 19%, Naturalmente la pensano a favore dell' indagine speciale il 62% dei repubblicani, e tra i democratici il 38, ma attenzione, che un 22% di loro è indeciso.

 

Veniamo gli ultimi fatti. L’Fbi ha detto al Congresso che non riesce più a trovare circa 5 mesi di comunicazione di testo nel periodo in cui si stava determinando se incriminare o no Hillary Clinton. I messaggi scomparsi fanno parte di un blocco di comunicazione fra due agenti del bureau già investigati per un pesante pregiudizio dimostrato contro Trump, uno dei due agenti era anche in un posto di grande prestigio e rilievo nel team di Mueller sul Russia Gate.

 

Ecco che il 58% di tutti gli elettori pensa che sia probabile che i due agenti in questione abbiano distrutto i loro messaggi per nascondere qualcosa agli investigatori.

Diciamo che è quanto basta per incoraggiare i parlamentari repubblicani che hanno deciso di fare questa battaglia per andare avanti In nome del popolo americano, anche se non il nome dei suoi media e burocrati.

 

ROBERT MUELLER

Goodwin, editorialista del New York Post, fa un esempio calzante. Vi ricordate la crisi finanziaria, quando il governo decise che c'erano delle banche troppo grandi per fallire? Temendo che la loro bancarotta potesse scatenare il caos, I federali gli diedero i soldi dei cittadini.

 

Sta succedendo qualcosa di simile con l’Fbi, quelli di Washington li vogliono proteggere dalle accuse di corruzione. Lo slogan che usano e’ “è troppo grave perché sia vero”.

Eppure ogni giorno arrivano rapporti più che credibili che suggeriscono che c'è uno scandalo massiccio che coinvolge i vertici della più importante agenzia di polizia federale.

 

Ci sono le prove di una società segreta costituita fra agenti dell' FBI, votata tanto a impedire la vittoria di Donald Trump nel 2016 quanto a far uscire indenne da qualunque incriminazione sulle email trafugate Hillary Clinton. Le chiacchiere stanno a zero, si chiama tradimento.

 

Non basta, c'è l'uso che l’Fbi ha fatto del dossier russo su Trump, dossier pagato dalla campagna Clinton e dal comitato Nazionale Democratico. Questo dossier costruito ad arte e’ stato utilizzato dal bureau per ottenere autorizzazione dai Tribunali , il FISA warrant, autorizzazione a spiare gli uomini di Trump, il che significa aver utilizzato il dossier di un partito per convincere una Corte a lasciar spiare il candidato di un altro partito, non avendo informato la Corte stessa.

 

DEVIN NUNES

 Crescono gli indizi a dimostrazione del fatto che qualcuno nell'amministrazione di Barack Obama ha fornito informazioni riservate su Donald Trump e sui suoi alla campagna Clinton

Il procuratore federale Joseph di Genova ha dichiarato che “ peggio di così non potrebbe essere”, e che Trump aveva ragione quando denunciò che gli uomini di Obama avevano intercettato le sue conversazioni alla Trump Tower.

 

C'è un gruppetto di parlamentari repubblicani guidati da David Nunes, presidente del comitato Intelligence del Senato., chi ha deciso di non spaventarsi dell’ enormità dello scandalo.

 

Ora si tratta di rendere pubblico un memorandum che dimostra che Obama ha fatto spiare Trump; un altro nel quale un alto funzionario dell'Fbi fa capire che l’ attorney General Loretta Lynch sapeva mentre ancora l'investigazione era in corso che non sarebbero state elevate incriminazioni contro la Clinton. Ricordate l'incontro nell'hangar di un aeroporto a tu per tu con Bill Clinton?

hillary e obama

 

Chi era il direttore dell' FBI che ha mestato intorno a tutto cio’, che si sentiva intoccabile fino a che non lo ha licenziato il presidente Trump? James Comey, naturalmente.

Nell'ufficio del suo vice, Andrew mcCabe, sì discusse della polizza di assicurazione da utilizzare nel caso sciagurato di vittoria di Trump. Era la Russia la polizza.

 

Il termine polizza di assicurazione fu usato da Peter Strzok, investigatore capo del caso Trump, e fu mandato alla sua amante Lisa Page, avvocato dell' FBI.

Il testo diceva:” voglio credere che l'ipotesi che abbiamo preso in considerazione nell'ufficio di Andy e cioè che non sarà mai eletto, sia quella giusta, ma temo che non possiamo assumerci questo rischio. È come una polizza di assicurazione nel caso raro di morire prima dei 40 anni”, Strzok scrive.

 

Ora di quella fitta rete di messaggi mancano proprio i 5 mesi cruciali fra dicembre 2016 e maggio del 2017

Il senatore Nunes ha preparato un memorandum basato su materiale riservato nel quale si dimostra tutto quello che FB e Governo hanno fatto insieme al partito democratico e alla campagna Clinton per corrompere il processo elettorale. Si chiede che i documenti vengano resi noti, potrebbero volerci settimane, ma si va avanti inesorabilmente.

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