SOLDATO GUTGELD? PRESENTE! – MISTER SPENDING REVIEW NON È LA SOLITA MOZZARELLA DEMOCRISTIANA – È RIMASTO ORFANO GIOVANISSIMO, HA SERVITO ISRAELE NELLE UNITÀ SPECIALI, È LABURISTA MA CONOSCE BENE E STIMA NETANYAHU

Luca Telese per “Libero Quotidiano”

 

yoram gutgeldyoram gutgeld

«Sono nato a Tel Aviv, nel 1959: la città aveva mezzo secolo, prima del 1909 c' erano solo paludi e malaria. In questa storia di fondazione c'è tutta la storia di Israele». Yoram Gutgeld è il commissario alla spending review, ma anche - e soprattutto - uno dei principali cervelli economici renziani. È deputato, lavora a palazzo Chigi, per quasi tutta la sua vita di economista è stato senior partner in McKinsey, una delle più importanti società di consulenza organizzativa e strategica del mondo.

 

Yoram Gutgeld Yoram Gutgeld

Ha un carattere gioviale, si considera «un marziano nel mondo della politica», è sposato con una ex collega (Maria Antonietta) ha un figlio talentuoso, leader studentesco (Federico, ne parleremo tra poco), è uno dei padri degli «80 euro», della manovra sull' Imu e del taglio dell' Ires 2017: «Lo so che Libero è scettico e ci farà le pulci. Fa bene. Ma a chi dubita dico: il taglio ci sarà. È già in questa legge di stabilità».

 

Onorevole Gutgeld: lei ha radici polacche, anagrafe israeliana, formazione americana, identità adottiva italiana. Chi è davvero?

«Qualcosa in queste identità si assomiglia. Israele ha un po' dell'Italia e un po' dell' America».

 

In che senso?

«È un paese informale, poco gerarchico. La caratteristica più importante, come per l' Italia, è la creatività».

 

La prima lezione che le arriva dalla storia della sua famiglia?

(Sospiro amaro) «Potrei dire il tempismo».

Yoram GutgeldYoram Gutgeld

 

In che senso?

«Il 1 settembre 1939 Hitler invade la Polonia. Mio padre e i miei fratelli pensano che per gli ebrei stia arrivando la catastrofe, partono immediatamente. E si salvano. Le mie zie invece…»

 

Non volevano andar via?

«Pensando ai figli, alle difficoltà alle loro vite, esitarono sui tempi. Decisero di seguire i fratelli, ma ritardarono di quattro giorni».

 

Solo quattro?

«Già. Ma in quel tempo erano la differenza tra la vita e la morte».

 

Le frontiere si chiusero?

pietro grasso e netanyahu in israelepietro grasso e netanyahu in israele

«Esatto. Le mie nonne, le mie zie, tutti quelli che non partirono subito finirono sterminati tra i fili spinati del ghetto di Varsavia e i camini di Auschwitz».

 

È vero che nella sua famiglia c'è una sorta di Oskar Schindler?

«Sì, un personaggio straordinario: Roslan, l' autista di mio nonno decise di salvare i miei cugini nascondendoli in casa. Una storia bellissima, in parte tragica».

 

Cosa accadde?

«Roslan aveva un figlio coetaneo dei tre ragazzi. Un mio cugino e questo figlio si ammalarono di polmonite. Ma i miei cugini non potevano andare in ospedale! Le medicine erano razionate, i due bimbi ammalati si divisero le dosi di uno per sopravvivere».

 

ESERCITO ISRAELEESERCITO ISRAELE

Incredibile.

«Sì: dimezzando l' efficacia del trattamento morirono entrambi».

 

Un' altra lezione?

«Il massimo della ferocia del secolo, e il massimo della generosità di un uomo. Adesso Roslan ha un albero nel giardino dei Giusti: ogni volta che posso, ci vado».

 

I lutti continuarono a segnare anche la sua vita.

«Perdo mio padre a sei anni. Mia madre nove anni dopo. A 15 anni sono orfano di entrambi i genitori».

 

Che famiglia erano i Gutgeld? Ricchi o poveri?

«Classe media. Mio bisnonno era eletto nel parlamento polacco. Mio padre si era reinventato avvocato in Israele, con successo. Difendeva, tra gli altri, Moshe Dayan, l' eroe di guerra».

AUSCHWITZAUSCHWITZ

 

Lei è un matematico?

«Sì. Mio padre era matematico, la matematica oggi è il mio pane. I miei zii sono matematici, i miei figli hanno uno spiccato talento per i numeri. Evidentemente nel nostro Dna c' è la matematica».

 

Il senatore Gotor, suo compagno di partito, scherzando con lei, la punzecchia: «Alla spending rewiew c' è un agente del Mossad».

 

«Non le dico cosa rispondo a Miguel».

 

Però è vero che lei era in un' unità speciale che si occupa di intelligence, la 8200.

«In Israele l' esercito è il pilastro della società, luogo di formazione della classe dirigente: nasce dal kibbutz comunista, come idea di protezione collettiva. La nostra idea di esercito è diversa da quella europea: progressista, "napoleonico", segnato da una lunga leva».

NETANYAHUNETANYAHU

 

Un esempio?

«In Italia, se eri potente, ottenevi l' esenzione dalla leva. In Israele se non sei stato nell' esercito sei un appestato».

 

Addirittura?

«Prima domanda nei colloqui di lavoro: "Dov' eri irreggimentato?" Se non hai vestito la divisa sei uno smidollato, ti cacciano».

 

Una volta, in Versilliana, lei definì la sua ex unità, la 8200, «il reparto cervelloni»…

«È così: nell' 8200 si studia la tecnologia applicata all' intelligence. Negli ultimi mille brevetti di Tlc registrati nel mondo, diversi vengono da quel reparto. Io, purtroppo o per fortuna, finiti i primi tre anni di leva, non firmai per il rinnovo a 5: a 23 anni andai a studiare in America».

 

pif alla leopolda con renzipif alla leopolda con renzi

Però, molti anni più tardi, quando fondò la sede israeliana di McKinsey, ritrovò sulla sua strada la 8200...

«Accadde questo: alcuni dei ragazzi talentuosi che avevo assunto per aprire la filiale, furono tra coloro che nell' 8200 realizzarono l' attacco hackeristico che rallentò il programma nucleare iraniano. Ragazzi svegli. Evidentemente avevamo scelto bene».

 

alerssandro sallusti daniela santanchealerssandro sallusti daniela santanche

Lei studia quattro anni in America, poi nel 1989 arriva in Italia, dove alla McKinsey conosce la donna della sua vita, Maria Antonietta Di Benedetto. Sceglie l' Italia per amore?

«È così! Conosce la battuta preferita di mia moglie?»

 

Temo di sì…

«Noi abbiamo casa a Forte dei Marmi. La Santanché a Pietrasanta. Durante gli sbarchi Daniela diceva in ogni tv: "A sinistra, se sono coerenti, l' extracomunitario se lo prendano a casa!"».

 

Un grande classico di Daniela.

«Da allora Maria Antonietta ripete a tutti gli amici: "Sono l' unica che l' extracomunitario se lo è preso davvero!". Ah ah ah!».

 

L' extracomunitario sarebbe lei.

«Tecnicamente ineccepibile: anche se ormai, oltre al passaporto israeliano, ho pure quello italiano».

 

Carlo Cottarelli Carlo Cottarelli

Parliamo del suo incarico. Prima di lei sono saltati sette commissari alla spending rewiew, senza riuscire a ridurre la spesa!

«Non è del tutto vero. Comunque noi la spesa la stiamo riducendo, 20 miliardi in 2 anni, e andremo avanti».

 

Il suo predecessore, Carlo Cottarelli prendeva 250mila euro l' anno. Lei quanto costa agli italiani?

(Congiunge pollice e indice in cerchio) «Zero! Ho rinunciato a qualsiasi paga. Mi basta lo stipendio da parlamentare».

 

Entrando nella «Casta» si è arricchito o impoverito?

«Per fare politica mi sono dimesso da McKinsey».

 

Guadagnava 3 milioni di euro l' anno, Ora trenta volte di meno...

«Però non ho rimpianti».

 

Lei è un progressista al cubo, un laburista, ma stima Bibi Netanyau, «il Berlusconi israeliano». È vero?

yanis varoufakisyanis varoufakis

«Per anni per me era il fratello di Yoni, unica testa di cuoio morta a Entebbe nel 1976, nel raid per liberare gli ostaggi. Poi l' ho conosciuto molto bene, a Tel Aviv. È un cervello sottile, un politico abilissimo».

 

Un grande pregio della società israeliana che vorrebbe importare?

«Il diritto al dissenso. E poi una sorta di spirito collettivo, in questo simile agli Usa: "Si può fare"».

 

Mi faccia un esempio.

«Negli Usa ho lavorato da esperto di teoria di giochi alla Rand, una società che, tra l' altro, si occupa di strategia per l' esercito americano».

 

Teoria dei giochi, come Vaorufakis?

(Ride) «Con più successo di lui, direi… Ma torno all' esempio: per sviluppare lo stesso carro trasporto-truppe corazzato, gli Usa ci hanno messo 15 anni e Israele tre».

 

Perché?

«Israele fa di necessità virtù: ha sviluppato il sistema anti-razzo, contro quelli lanciati da Gaza, in soli tre anni: sembrava impossibile».

 

Suo figlio è un leader studentesco, organizza proteste contro la riforma della scuola del suo governo. Come la mettiamo?

«In Italia le colpe dei padri ricadono sui figli e viceversa: viene considerato sconveniente. Ricordo un titolo cult di Libero su noi due: "Gutgeld di lotta e di governo". Ne abbiamo riso per mesi».

Miguel Gotor Miguel Gotor

 

Perché?

«Federico è un' intelligenza brillante: discutere con lui, soprattutto quando è critico, è per me un enorme arricchimento. Ricorda "il diritto al dissenso"? Lo pratico anche a casa».

 

Chi le ha presentato Renzi ?

«Un ex collega di McKinsey, Daniel Ferrero, uno che come imprenditore ha reinventato il marchio Venchi. Un genio».

 

Amore a prima vista?

«Per me sì. Matteo è brillante: impara, capisce e decide in un secondo. La caratteristica dei leader».

 

Nel del 2012 David Allegranti, sul «Corriere», la citò per primo: «Ecco Gutgeld, Mr. 100 euro». Ne ha persi 20 per strada?

«L' idea originaria era una cifra tonda. Poi abbiamo quadrato i conti. Tutti dicevano: "È una balla", ma come vede sono ancora lì, promessa mantenuta».

 

Mi dice una caratteristica di Renzi?

«Spingere sempre, sempre, sempre, per ottenere di più. Se ho rinunciato al mio stipendio è perché può fare la differenza per l' Italia».

 

EVASIONE FISCALE EVASIONE FISCALE

Lei da economista criticava la politica della destra, da politico ora difende l' aumento del limite sui contanti.

«Mai creduto che l' evasione si combatta con strumenti polizieschi. I raid della finanza a Cortina sono stati inutili e scellerati».

 

Lo pensava anche prima?

«Sì. Se sei terrorizzato evadi lo stesso. Ma forse non compri il suv! Il governo Monti aumentando tasse su barche e auto di lusso ha ricavato pochi soldi e danneggiando interi settori di attività economica come i porti turistici».

 

Come si combatte l' evasione?

«Controlli incrociati, autocertificazioni. Con la reverse charge e il solit payement pensavamo di recuperare 2 miliardi, ne abbiamo incassati 3!».

 

L' Europa vi ha fermato, però.

«Solo una delle quattro proposte. Funziona il meccanismo. Con i controlli incrociati recupereremo altri 5 miliardi».

 

È un governo amico delle banche, avete cancellato la portabilità dei mutui della Bersani.

RENZI E PADOANRENZI E PADOAN

«Provi a vedere quanto sono incazzate per la tassazione delle quote di rivalutazione di Bankitalia!».

 

Ma la centrale unica degli acquisti funzionerà mai?

«Eccome. Centralizzeremo 15 miliardi di acquisti dello Stato quest' anno, molti di più nei prossimi».

 

Il direttore di «Libero» è pronto a scommettere che non farete il taglio dell' Irpef nel 2018.

«Con Belpietro scommetto quel che vuole, ci vediamo tra due anni. Se perde, però… gli taglio lo stipendio eh eh». 

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?