fontana salvini zaia

“ZAIA? POTREBBE GUIDARE LA LEGA AL NORD” – IL GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA ATTILIO FONTANA MANDA UNA SERIE DI PIZZINI A SALVINI: “LA VITTORIA DEL SÌ AL REFERENDUM IN LOMBARDIA, VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA DICE CHE NON SI PUÒ PRESCINDERE DAL NORD: CERCHIAMO DI LOMBARDIZZARE L'ITALIA - LA NUOVA LEGGE ELETTORALE? LE PREFERENZE SONO FONDAMENTALI, ESCLUDERLE SAREBBE UN GRAVE ERRORE – IL PONTE? IO NON HO NULLA CONTRO L’OPERA, PER CARITÀ. IO SONO AUTONOMISTA, MA…”

 

Francesco Moscatelli per “la Stampa” - Estratti 

 

Luca Zaia ministro?

«Lui farebbe bene in qualunque ruolo. E sarebbe un'ottima figura di riferimento della Lega al Nord».

ATTILIO FONTANA

 

Il centrodestra in crisi post referendum? 

«La vittoria del Sì in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia dice che non si può prescindere dal Nord. Ora cerchiamo di lombardizzare l'Italia». 

 

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana, nei giorni più complicati della legislatura per quanto riguarda la tenuta e il futuro dell'attuale maggioranza, a partire dalla discussione sul superamento del Rosatellum che comincerà domani, torna a insistere sui temi del federalismo e della questione settentrionale. 

 

Presidente Fontana, si ragiona di un ritorno al proporzionale con liste bloccate e premio di maggioranza. Cosa ne pensa? 

«Io sono sempre stato dell'idea che per far andare la gente a votare bisogna dare la possibilità di scegliere le persone, quindi le preferenze sono fondamentali. Poi è chiaro che non esiste una legge elettorale perfetta.

attilio fontana umberto bossi foto lapresse

 

L'importante è che a vincere sia chi prende più voti. Negli ultimi anni si è cercato di privilegiare più i partiti che i territori, e anche questo secondo me contribuisce a disincentivare i cittadini dall'andare a votare». 

 

Si parla anche di rimpasto di governo, con il nome di Luca Zaia come possibile ministro dello Sviluppo economico. Come lo vedrebbe? 

«Zaia è una persona capace, intelligente, un grande amministratore. Secondo me farebbe bene in qualunque ruolo venisse destinato. Se dovesse fare il ministro, farebbe bene come ha fatto bene da presidente di Regione, e come sta facendo da presidente del Consiglio regionale». 

 

In molti lo vedrebbero anche con un ruolo diverso dentro il Carroccio…

«Io credo che Luca potrebbe essere anche una figura di riferimento per il Nord, un responsabile della Lega nel Nord. È una riflessione che si può fare». 

 

È favorevole anche all'idea di recuperare il vecchio simbolo della Lega Nord? 

RENZO BOSSI E ATTILIO FONTANA A GEMONIO DOPO LA MORTE DI UMBERTO BOSSI

«Quella potrebbe essere una via. Ma conta il merito: parlare di Lega Nord senza affrontare i temi del Nord serve a poco. Preferisco che si affrontino i problemi concreti». 

 

In generale non è un momento facile per il vostro partito: i sondaggi che vi danno poco sopra il 6%... 

«Noi, anche dopo il referendum, siamo tornati a battere sul tema del Nord e del federalismo. È lì che dobbiamo stare. Io sono autonomista, ma lo sono sempre: nei confronti dei Comuni, delle Province. 

 

In Lombardia abbiamo assegnato il massimo delle competenze alle Province, abbiamo approvato leggi che danno grandi spazi agli enti locali, abbiamo investito molto sulle aree interne e diamo ai territori la possibilità di proporre i progetti da realizzare». 

 

Sabato però il vostro segretario Matteo Salvini è tornato a Messina per rilanciare il progetto del ponte sullo Stretto... 

«Io non ho nulla contro il ponte, per carità. Io sono autonomista, ma lo sono dappertutto, non solo a casa mia. Se il Sud nella sua autonomia chiede di fare il ponte, per me va bene. Però allo stesso tempo bisogna dare risposte anche al Nord. Non possiamo dimenticare che il Nord sostiene gran parte dell'economia del Paese e non ha senso far finta di non vedere le difficoltà e le preoccupazioni che ci sono». 

 

Lei è uno di quelli che ha continuato a confrontarsi con Umberto Bossi fino agli ultimi giorni. Di cosa parlavate? 

attilio fontana sergio mattarella beppe sala 1 foto lapresse

«Bossi è sempre stato assolutamente convinto che la Lega dovesse continuare a portare avanti i propri valori e i propri principi, quindi stare sui territori, ascoltarli e sostenerli». 

 

E l'idea di riunire la diaspora leghista? 

«Io credo che perdere una parte della nostra gente, perdere una parte dei nostri voti per un obiettivo che è comune sia un errore. L'invito che è stato lanciato, anche tramite Giuseppe Leoni, deve essere preso in considerazione». 

 

Il risultato del referendum nelle regioni del Nord che messaggio manda agli alleati del centrodestra? 

«Primo: il centrodestra non può prescindere dal Nord. Secondo: le nostre richieste devono essere valutate e bisogna invertire una tendenza alla centralizzazione che non va bene. Terzo: questo nostro modo di amministrare piace ai territori, lo dimostrano i risultati. Io lo dico sempre, anche un po' come battuta: cerchiamo di estendere il nostro modello al resto del Paese, di lombardizzare l'Italia». 

attilio fontana

 

A proposito di federalismo: nei giorni scorsi è stato a Bruxelles per discutere della nuova governance dei fondi di coesione. Ci sono novità? 

«No, abbiamo trovato sostegno nel Parlamento europeo, ma Commissione e Consiglio possono anche bypassarlo. E questo rischia di essere un problema serio, sia economico sia politico, perché si rischia di allontanarsi dal nostro tessuto produttivo». 

 

Si aspetta un sostegno diverso dal governo? 

«Fa parte del Consiglio, quindi potrebbe darci una mano, potrebbe porre condizioni più stringenti». 

 

FdI dopo aver lasciato alla Lega il Veneto punterebbe ad avere un suo candidato in Lombardia. C'è anche l'ipotesi di voto anticipato fra un anno. Finirà un'epoca? 

«Forse sapete cose che io non so. Per quanto mi riguarda continuerò a fare il mio lavoro fino alla fine del mandato. È normale che all'interno della coalizione ci siano sensibilità diverse e anche ambizioni, ma alla fine quello che conta è arrivare uniti e con una proposta forte. Ripeto: il nostro modo di amministrare è stato apprezzato, ora dobbiamo continuare su quella strada».

 

(...)

 

E lei? Dove si vede fra due anni? 

urbano cairo attilio fontana foto lapresse

«Non ne ho la più pallida idea. 

ATTILIO FONTANA Maurizio Fugatti - Luca Zaia - Attilio Fontana - Massimiliano Fedriga attilio fontana luca zaia luca zaia attilio fontanaATTILIO FONTANA MATTEO SALVINIlorenzo fontana licia ronzulli attilio fontana elly schlein maurizio lupi foto lapresse

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?